E’ STATO APPROVATO IL TERZO P.P.A.

Il Consiglio Comunale di Bari ha approvato il Terzo P.P.A., inviato subito dopo alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

P.P.A. è una sigla che indica il Programma Pluriennale di Attuazione del Piano Regolatore Generale (P.R.G.) della città, che risale al lontano 1976 sulla base di un’elaborazione degli anni ’60: esso prevedeva per Bari uno sviluppo demografico rivelatosi successivamente sovradimensionato; infatti il Piano Regolatore Generale era stato pensato per una città che, in pieno sviluppo urbanistico, prevedeva di superare abbondantemente i 400.000 abitanti; tale previsione non si è realizzata in quanto già nel 1981 gli abitanti erano 370.000 e nel censimento del 1991 la città ne aveva perduti altri trentamila.

Secondo le leggi vigenti, il P.P.A. individua le aree della città da edificare tenendo conto dei reali bisogni degli abitanti sia nel settore residenziale, che in quello produttivo e delle urbanizzazioni.

La maggioranza di centro-destra del Comune di Bari ha approvato un piano che prevede – nel quinquennio 1999-2003, prorogato con l’atto consiliare al 2004 ? la costruzione di circa 32.000 nuovi vani, pari a circa 3 milioni di metri cubi di volumetria: tutto ciò in controtendenza rispetto alla mutata situazione demografica e socio-economica della città degli ultimi decenni.

Se già nel 1991 – con una popolazione residente di 342.000 abitanti – si registrava un dato statistico di 442.000 stanze occupate, con una media pro-capite fin da allora elevata, appare evidente il non-senso delle decisioni prese con l’approvazione dell’attuale P.P.A..

Oggi, di fronte ad un ulteriore decremento della popolazione – siamo scesi infatti a circa 331.000 abitanti residenti ? “il partito del mattone” prevede l’incremento di 32.000 nuovi vani! Appare evidente che il P.P.A. non risponde alle attuali esigenze sociali di sviluppo sostenibile della città.

Infatti quando fu concepito il Piano Regolatore della città, Bari contava 11.000 ettari di terre verdi e fertili; con l’approvazione di questo P.P.A. il 75% di quel territorio risulterebbe edificato e coperto.

Che cosa lasciamo alle generazioni future?

Non si vuole “progettare” ed “immaginare collettivamente” un futuro diverso per la nostra città ed il suo territorio, rilanciando una pianificazione urbanistica che risponda ai bisogni reali dei suoi abitanti. Più che costruire nuovi vani Bari ha bisogno di fermare il degrado delle periferie e di recuperare le numerose aree dismesse, di riqualificare tutto il suo centro storico conservando i suoi abitanti, bonificando i tradizionali quartieri non periferici come il quartiere Libertà, valorizzando l’habitat originario, riportando in città tanti cittadini che ne sono stati espulsi.

Secondo noi, appare basilare la riconsiderazione del vecchio Piano regolatore secondo il principio “meno cemento, più verde e più spazi collettivi di vita sociale”.

Fare la scelta del controllo dei processi ‘spontanei’ di cementificazione significa quindi avviare una sostanziale politica di recupero ambientale attraverso il riuso, la ristrutturazione, la riscoperta delle piazze (non soltanto per le feste di capodanno) e dei palazzi dei quartieri storici della città.


Bari ha già dato esempio in passato di come una città perde la propria identità (che è sempre anche ‘storica’), distruggendo progressivamente l’habitat del proprio passato: alludiamo alle distruzioni avvenute nel borgo murattiano, come ben documenta un libro pubblicato nel 1984 dalla Edipuglia: “Bari 1950-1980 La guerra dei trent’anni” a cura dell’ADIRT di Bari (Associazione per la Difesa degli Insediamenti Rupestri e del Territorio).



Il P.P.A. è stato votato con n. 26 voti a favore e 8 contrari.
Hanno votato NO all’approvazione del P.P.A.:
I Democratici di Sinistra:
1) Ludovico ABBATICCHIO
2) Giuseppe DE CARNE
3) Giovanni GIANNINI
4) Giancarlo LAPADULA
5) Tommaso LIOCE
6) Emanuele PASCULLI
I Democratici:
7) Vincenzo DE CANDIA
8) Matteo MAGNISI

Al momento della votazione risultavano ASSENTI:
1) Michele CARBONARA
2) Ugo LORUSSO
3) Angelo PUGLIESE
4) Vitantonio LAPENNA
5) Aldo CARABELLESE
6) Antonio DI MATTEO
7) Maria MAUGERI
8) Giorgio OTRANTO
9) Pasquale DI RELLA
10) Giuseppe VACCA

Il giorno 13 dicembre 2000 il Presidente del Consiglio Comunale ha inviato gli atti consiliari alla Procura della Repubblica di Bari a seguito di notizie apparse sulla stampa locale e nazionale su possibili transazioni immobiliari avvenute – a quanto sembra – in maniera illecita nel periodo antecedente l’approvazione del P.P.A..

A denunciare il presunto giro illecito di danaro “sporco” per l’acquisto – in contanti! – di terreni (valutati anche per alcuni miliardi!) inseriti nello sfruttamento edilizio del territorio previsto dal P.P.A approvato, era stato l’ing. Enrico Picone, attuale consulente del Sindaco, già assessore comunale della precedente giunta di centro-destra e già noto esponente negli anni scorsi del Partito Comunista Italiano, in cui aveva ricoperto incarichi istituzionali ad alto livello.

Il giorno 23 dicembre 2000 i consiglieri comunali di opposizione dei gruppi Democratici di Sinistra, Popolari, Democratici, Rifondazione Comunista e Verdi hanno infine inviato gli atti consiliari alla CORTE DEI CONTI per segnalare il deficit del Bilancio economico-finanziario del P.P.A. che – non essendo stati evidenziati i relativi impegni nei capitoli di spesa e le modalità di copertura ? ammonterebbe, all’atto dell’adozione del provvedimento, a 62 miliardi circa!

Tale invio alla Corte dei Conti è stato motivato anche dai possibili risvolti di danno erariale conseguenti alle possibili ipotesi di reato al vaglio della Procura della Repubblica.

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