Carlo Paolini …a proposito di PUNTA PEROTTI

Le inquietanti logiche che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare lo sviluppo urbanistico della città di Bari hanno di fatto evidenziato il profondo intreccio fra affari e politica a discapito dei cittadini desiderosi di abitare in una “città bella” nella sua quotidianità e in tutto il suo territorio: Punta Perotti è la bandiera che si innalza sul vessillo più alto!

Ma la domanda che “ingenui cittadini” si pongono di fronte alle molteplici prese di posizioni contro Punta Perotti è la seguente: “Perchè non si è fatto pari clamore quando è stato dato il consenso al “mostro”?
Perchè aspettare che fosse costruito l’ultimo piano?
Non era già nelle mani della “politica barese” tutto il disegno che si stava realizzando?”.



E’ evidente che? meglio tardi che mai: ma per il futuro occorre che la politica torni ad essere libera, capace di rivendicare il suo ruolo di progettare e realizzare uno sviluppo teso alla valorizzazione eco-ambientale del territorio nell’ottica del soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e non degli interessi di pochi e determinati poteri economici-finanziari.

Il rilancio di ” Bari – città bella “ passa attraverso non solo l’abbattimento di Punta Perotti ma soprattutto passa attraverso la rottura di quell’intreccio di interessi reciproci fra affari e politica: se Punta Perotti dovesse essere definita dalla Magistratura ” una vergogna da cancellare subito”, deve essere – senza tentennamenti ? rasa al suolo!
In ogni caso comunque è quella classe politica che ha permesso tale obbrobrio urbanistico – sia con il proprio consenso sia con il proprio silenzio – a dover fare le valigie per abitare magari in uno di quegli appartamenti evitando di continuare a snaturare il territorio barese!

I cittadini baresi hanno bisogno di un radicale cambiamento di rotta: non possono continuare ad accontentarsi solo delle feste di fine anno.
Occorre ridare fiato a politiche di integrazione, attraverso il riconoscimento del ruolo politico delle periferie che stanno avanzando sempre più verso il cosiddetto centro!
“Meno cemento, più verde, più spazi collettivi di vita sociale”: su questo la classe politica deve confrontarsi.

Il patto scellerato che strozza Bari è nella mancanza di ruoli alternativi, di chiare e visibili politiche che pongano al centro dello sviluppo eco-compatibile il cittadino e non le “famiglie” di appartenenza: il patto che ha consegnato questa città alla logica di Punta Perotti trova proprio il suo punto di forza in scelte operate senza principi e senza pudori!
Fra non molto saremo di fronte a nuove “Punta Perotti”: basti pensare alle volontà che sono alla base di rendere edificabile il suolo gravemente inquinato dall’amianto dell’area ex-Fibronit e che sono alla base dell’approvazione dell’ultimo P.P.A. che ha visto il voto contrario di soli otto consiglieri comunali (sei Democratici di Sinistra e due dei Democratici!): magari quando si sarà al compimento di questi ulteriori atti si sveglierà l’anima ambientalista degli attuali assenti o silenti!

Carlo Paolini, ottobre 2001

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