AMIANTO – Ancora morti tra gli operai della ex-Fibronit di Bari!

Carmine Barnabà, 58 anni, operaio della ex-Fibronit è la 150? vittima del terribile mesotelioma pleurico!
Nonostante siano trascorsi oltre 35 anni dal primo decesso all’interno della fabbrica, l’amianto continua ad uccidere e purtroppo non siamo ancora alla parola “fine”! Su numerose altre persone morte negli anni scorsi sono in corso indagini per scoprire la causa del loro decesso.

Pare che gli stessi lavori di messa in sicurezza – diretti nel 1998 dall’ing. Diego Bosco, figlio dell’attuale Assessore all’urbanistica – debbano essere rimessi in discussione in quanto La Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato recentemente delle foto che mostravano sacchi pieni di fibre d’amianto abbandonati all’interno di un capannone: è mai possibile che durante i lavori del ’98 nessuno si sia accorto di tale ingombrante presenza? E che dire delle tettoie di amianto e pericolosamente pronte a cadere?

A Bari siamo alle solite!
Piuttosto che affrontare e risolvere drasticamente i problemi, si attua la politica dello struzzo o del rinvio: si costituiscono (ancora!) tavoli tecnici voluti dal Sindaco per sapere cosa fare e magari sfruttare i finanziamenti del P.R.U.S.S.T. per rendere edificabile quel suolo, piuttosto che decidere ciò che i cittadini sanno già da tempo. Non vogliono infatti sentir parlare di altre costruzioni su quell’area, costruzioni che farebbero disperdere nell’aria le temute fibre di amianto, ma chiedono la totale messa in sicurezza del suolo da parte di società specializzate per un grande polmone verde a beneficio del quartiere e dell’intera città.

… l’amianto è anche presente nella ex-manifattura dei tabacchi in cui si sta realizzando il mercato coperto.

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