Comitato Fibronit: continua la lotta!

10 gennaio 2003
Lettera aperta al Sindaco di Bari
Simeone Di Cagno Abbrescia


Egregio Signor Sindaco di Bari,
in considerazione della scadenza del termine per l’invio al Ministero dell’Ambiente delle integrazioni alla Sua ultima Ordinanza del 26/10, così come emerso dalla Conferenza di Servizi, e, in previsione della prossima riunione della Conferenza stessa, per meglio comprendere in che modo Lei, con il Suo operato, ritiene di essere stato l’unico (come ha affermato alla Stampa) a salvaguardare la salute dei cittadini baresi, vorremmo porLe alcune semplici domande:

1. E’ vero o no che già dal 1995, prima cioè che si venisse a conoscenza dello stato spaventoso di contaminazione del sottosuolo, perfino lo stesso perito dell’azienda Fibronit sostenne con propria relazione, che la eventuale rimozione del suolo era comunque condizionata al previo accertamento della presenza di “minime” quantità di amianto ?

2. E’ vero o no che, in tutti questi anni, nè Lei nè altri ha mai spiegato con quali sistemi sarebbe possibile asportare in condizioni di totale sicurezza un territorio contaminato in profondità da amianto vasto più di dieci ettari quale è la Fibronit di Bari ?

3. E’ vero o no che la sua prima ordinanza sindacale, del 22 maggio 1997, è rimasta a tutt’oggi inadempiuta per quanto riguarda la permanenza delle tettoie, la mancata pulizia dei locali, il mancato smaltimento dei rifiuti depositati all’interno dello stabilimento, la mancata chiusura dei varchi, la mancata copertura delle aree esterne con opere stabili?

4. E’ vero o no che in data 10 Novembre 1997 (quindi successivamente all’emanazione della normativa nazionale sulla messa in sicurezza di siti inquinati da amianto) ha emesso un’ordinanza sindacale in cui ordinava alla Ripartizione Edilizia Pubblica del Comune di Bari di eseguire “lavori di messa in sicurezza e/o bonifica” in danno dell’azienda Fibronit, e che tali lavori non sono mai stati completati, per le stesse ragioni riportate al punto precedente, dalla stessa Amministrazione Comunale? Tant’ è che ancora oggi si discute, presso la Conferenza di Servizi al Ministero dell’Ambiente, di messa in sicurezza “di emergenza” del sito essendo stata quest’ultima, evidentemente, a tutt’oggi inattuata?

5. E’ vero o no che Lei nel 1999 ha incluso o comunque permesso di includere un piano di lottizzazione edilizia sull’area Fibronit e un sottopasso nel sottosuolo inquinato nel Programma di Riqualificazione Urbana di Bari (PRUSST), il che comporta necessariamente la rimozione del sottosuolo inquinato? In tal modo, è vero o no che Lei ha deciso da solo, sulla opportunità o meno della rimozione, anche dal punto di vista scientifico?

6. E’ vero o no che in quel PRUSST non solo fu omessa la indicazione di quali fossero i metodi e le procedure per asportare in sicurezza un territorio contaminato esteso per dieci ettari a fini edilizi, ma fu omesso addirittura di indicare la presenza stessa dello stabilimento di produzione del cemento-amianto “Fibronit” di Bari e del suolo inquinato?

7. E’ vero o no che, di conseguenza, non fu indicato nelle schede del PRUSST neppure che gli interventi necessitavano di procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e, a tale proposito, la questione fu successivamente spacciata come “errore materiale”?

8. E’ vero o no che Lei fece diffondere sulla stampa locale, il 22 marzo del 2000, la notizia della valutazione positiva del PRUSST di Bari da parte della Commissione di Valutazione del Ministero dei Lavori Pubblici, quando la stessa Commissione di Valutazione consegnò al Ministro le conclusioni della propria istruttoria solo il 12 di Aprile, ossia tre settimane dopo? Con quali, tra i componenti della Commissione di Valutazione, era in contatto a tal punto da conoscere cose che non poteva sapere nessuno, neppure lo stesso Ministro ? Da chi ha avuto quelle notizie prima ancora che la stessa Commissione concludesse i propri lavori ?

9. E’ vero o no che, nonostante tutto quanto sopra premesso, in occasione della sua terza ordinanza sindacale del 2001 e successivamente con nota del 4 maggio 2001 (prot. Gabinetto del Sindaco nr 5397), ci tenne a spiegare all’Azienda che i lavori da effettuarsi non erano da intendersi come messa in sicurezza del sito? Ed è quindi vero che non può in alcun modo fregiarsi del merito di essersi adoperato per mettere in sicurezza il sito Fibronit?

10. E’ vero o no che nel luglio del 2001 il Tavolo Tecnico da Lei Istituito dichiarò che il pericolo per la salute pubblica era sotto controllo, quando pochi giorni dopo i Vigili del N.O.T.A., controllando il sito, furono consigliati dai responsabili del sito di non entrare in alcuni capannoni per il loro stato di grave contaminazione?

Tutto ciò premesso, come può ancora dichiarare, Sig. Sindaco di Bari, che le sue azioni miravano a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e che Lei ha posto in sicurezza l’area inquinata della Fibronit?

E, in conclusione, se tutto questo è vero (come è incontrovertibile), non ritiene di dover responsabilmente rinunciare ai progetti edilizi sull’area Fibronit e dichiararne l’inedificabilità?

Egregio Signor Sindaco,

sono anni oramai che ci propina, come soluzione della questione del sito Fibronit, la completa rimozione dei rifiuti di cemento amianto per rendere edificabile quel suolo. A tale fine, in questi anni, ha evitato di informare correttamente i cittadini di Bari sui reali rischi che tale soluzione comporterebbe per la tutela della salute pubblica.

E’ una condotta decisamente incomprensibile e che ha sempre visto noi del Comitato Cittadino Fibronit radicalmente contrari, perchè mette a repentaglio la salute dei cittadini di Bari, e in particolare dei 160.000 abitanti dei quartieri di Japigia, San Pasquale e Madonnella.

Se non vorrà rispondere a noi, almeno risponda, possibilmente entro la scadenza del Suo mandato, con tutta la Sua Giunta, al Consiglio Comunale e ai cittadini di Bari.

Distinti saluti.

Comitato Cittadino Fibronit

L’ARCA Centro di iniziativa democratica fa parte del Comitato Fibronit fin dalla nascita.

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