Ex Fibronit: ORA BASTA!!!

20 febbraio 2003

Pubblichiamo il testo del Direttivo del Comitato Fibronit:
ORA BASTA!!!

Non è più tempo di annunci e proclami “rassicuranti”, da parte del Sindaco di Bari, Simeone Di Cagno Abbrescia, che sono deformanti della realtà e dei fatti.
Il Comitato Cittadino Fibronit intende quindi fare chiarezza con una corretta informazione, precisando quanto segue:

* le Ordinanze Sindacali del 1997 e del 2001 (per affrontare il problema dell’inquinamento dell’area Fibronit) sono a tutt’oggi inadempiute. E’ sufficiente osservare il drammatico degrado e la immutata pericolosità dell’area Fibronit;

* tutti gli atti prodotti negli ultimi anni dal Sindaco di Bari non sono atti riconducibili a “messa in sicurezza” del sito, come riportato, tra gli altri atti ufficiali, nella lettera del 4 maggio del 2001 in cui il Sindaco rivolto alla Fibronit afferma: “Si precisa, ove ancora necessario, che l’ordinanza del 5/03/2001, n?419, non è finalizzata alla messa in sicurezza e bonifica del sito ai sensi dell’art. 17 del Dlgs 22/97 e DM n* 471/99, bensì, si sottolinea, alla eliminazione dei pericoli rilevanti per la salute pubblica ed incolumità”, derivanti dal pericolo di crolli e di incendi nell’area Fibronit.
Questo significa evitare di assumere competenze in materia di messa in sicurezza d’emergenza. Quindi il Sindaco di Bari non può, come affermato nell’articolo del 19 febbraio sulla Gazzetta del Mezzogiorno, dichiarare che la sua amministrazione si sia occupata di messa in sicurezza del sito Fibronit;

* il Sindaco non ha di fatto mai agito in sostituzione e in danno della Fibronit per la messa in sicurezza dell’intero sito, prima della delibera del 10 febbraio 2003.

* l’inserimento dell’area Fibronit nel Prusst, non è un’abile manovra del Sindaco per far risparmiare al Comune di Bari i soldi della progettazione di interventi, ma aveva ed ha il preciso scopo di “favorire” la realizzazione sia della “lottizzazione” privata del 1992 che l’ipotesi di realizzazione di un sottopasso. Tali interventi sembrano a noi molto concreti per edificare nell’area e non delle “intelligenti” motivazioni per far finanziare il Prusst dal Ministero dei Lavori Pubblici e non pesare sulle casse comunali.
D’altra parte, nella delibera di approvazione del Prusst si spiegano le motivazioni degli interventi previsti e la volontà di realizzarli in conformità al Piano Regolatore di Bari;

* per quanto riguarda il presente, obiettiamo al Sindaco di Bari che, in sede di Conferenza di Servizi del novembre 2002, sono state osservate tutta una serie di mancanze della sua Ordinanza dell’Ottobre 2002 e sono state definite altrettante prescrizioni dai vari Enti partecipanti.
Tanto è confermato anche dal sottosegretario Tortoli che, ad una interrogazione parlamentare dell’On. Sgobio, rispondeva che “i contenuti di tale ordinanza sindacale (quella dell’ottobre 2002, ndr) che fa salvi gli aspetti igienico-sanitari, sono stati integrati con ulteriori prescrizioni tecniche formulate dai partecipanti alla Conferenza di Servizi, per gli aspetti ambientali.”

Di tali prescrizioni il Sindaco non ha tenuto assolutamente conto nella delibera del febbraio 2003.

A questo proposito invitiamo il Vice Sindaco, dott. Egidio Pani, a giustificare quanto affermato alla stampa, e cioè che non c’è obbligo da parte del Comune di aderire alle prescrizioni della stessa Conferenza di Servizi, nè tanto meno di seguire le indicazioni del Sottosegretario Tortoli. Se questo fosse vero il Comune di Bari agirebbe indipendentemente dalla legge che ha istituito le Conferenze di Servizio (la legge 241/90);

* la Conferenza di Servizi del 28 novembre ha sancito che bisogna mettere in sicurezza d’emergenza l’area Fibronit e cioè:

* si devono rimuovere le tegole in cemento amianto dei tetti dei capannoni, previa copertura dei varchi presenti nei capannoni stessi e la loro pulizia;

* si deve coprire l’intera area con fogli di polietilene per evitare la dispersione delle fibre accatastate nel sottosuolo;

* nelle dichiarazioni alla stampa successive alla Conferenza di Servizi dell’11 febbraio 2003, il Sindaco di Bari afferma la volontà dell’Amministrazione Comunale di Bari di andare per la propria strada; in tal modo il Sindaco di fatto afferma di non tenere conto dei lavori della Conferenza e quindi delle prescrizioni in essa prodotte, ignorando del tutto l’importanza di tali prescrizioni per la tutela della salute dei Cittadini.

In conclusione, esprimendo piena solidarietà a coloro che hanno subito immotivate critiche da parte del Sindaco di Bari nel corretto compimento della loro attività professionale, il Comitato Cittadino Fibronit aggiorna le 11 questioni, rivolte al Sindaco di Bari nella lettera aperta del gennaio 2003 e a cui il Sindaco di Bari non ha ancora dato risposte, con le seguenti domande:

Per il Sindaco di Bari:
la Conferenza di Servizi e la legge italiana (L. 241/90) ha valore o no?
le leggi contro l’amianto hanno valore o no?
i soldi dei cittadini baresi hanno valore o no?
Ci attendiamo le risposte non sulla stampa, nè per iscritto, ma nella sede propria che è e rimane il Consiglio Comunale di Bari!
Come ci attendiamo risposte che il Commissario Straordinario per l’Emergenza Ambientale, che ha competenze e finanziamenti già stanziati per la messa in sicurezza d’emergenza, agisca conseguentemente, secondo quanto previsto dalla Legge, atteso che la delibera della Giunta Municipale di Bari del febbraio 2003 prevede interventi che nulla hanno a che fare con la messa in sicurezza del sito Fibronit.

Il Direttivo del Comitato Cittadino Fibronit

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