Le ragioni politiche della nostra proposta

L’ ARCA Centro di Iniziativa Democratica ha da tempo ricercato le cause della crisi del buon governo a Bari, una città (che dovrebbe essere) operatrice di pace.

Sono stati individuati fattori che affondano le radici nel passato anche più recente e che hanno portato al deterioramento dell’identità cittadina: il tessuto urbano ed i suoi assi portanti si sono via via sgretolati, mentre l’affarismo ed il malcostume si sono annidati nelle pieghe del vivere civile, come testimoniano le vicende giudiziarie che hanno investito ? ancora una volta – consiglieri comunali del centro-destra al governo cittadino.

Gli ideali democratici sono la salvaguardia del buon governo. Esso è buono se nasce dal consenso virtuoso e se si nutre dei diritti di libertà e di giustizia. E governare secondo libertà e giustizia diventa possibile se la volontà realizzatrice dell’amministratore segue la filosofia ispiratrice della sua azione verso la “res publica”: la sollecitazione alla partecipazione democratica, l’unica che garantisca il principio di proporzionalità tra i cittadini.

Non solo i quartieri urbani si sono imbarbariti, ma anche i custodi della vita associata hanno perduto talvolta l’arte di affrontare cause ed effetti; gli stessi partiti, in alcuni casi, non ne sono sfuggiti avendo prima trascurato – e poi rinunciato – a ristabilire il giusto equilibrio tra il “vivere desiderato” e il “vivere vissuto”.
Il territorio stesso, nella sua materialità, ha seguito le vicende di opzioni avventuristiche o degli affari immediati: oggetto di degrado ambientale, pericolosità elevata, scempio del suo rapporto plurale tra terra, mare ed aria.

Sullo stesso versante le voci “politiche”, un tempo di responsabilità amministrative poi di opposizione, hanno allentato la presa, e con scelte strategiche – a volte discutibili – hanno svolto un’azione scarsamente incisiva e poco percepita dalla moltitudine dei cittadini baresi.

Bari ha perso da tempo la sua funzione di capoluogo di regione diventando sempre più una città di periferie, priva – nonostante i continui ritocchi di immagine ? di qualità sociale e di un vero e proprio welfare municipale, in grado di frenare il degrado per il reale benessere della popolazione (sanità, sviluppo industriale, reti di comunicazione, distribuzione commerciale, difesa dell’ambiente, smaltimento dei rifiuti, espansione edilizia, cultura e formazione superiore) continuando peraltro a ragionare nei termini angusti della singola unità comunale.

A noi dell’ARCA sembra che oggi siano ritornati maturi i tempi di una politica rinnovata, poichè il senso di una nuova partecipazione ha riportato al centro dell’attenzione sociale e politica le grandi questioni:
i cittadini e le cittadine, sia come singoli che organizzati in movimenti ed associazioni, hanno dapprima gridato la loro protesta contro il silenzio o l’insufficienza dei partiti storici, hanno poi sostanziato la loro azione di ricerca e ripensamento.
Attraverso laboratori e forum hanno affinato la capacità di aggregazione, la disposizione ad individuare i profili utopistici di un futuro migliore, la disponibilità a riaffidare ai partiti la trasformazione dei progetti in strategie amministrative per il buon governo della città metropolitana, con la ri-scoperta dei principi fondanti dell’Ulivo.

Se i partiti raccolgono questo messaggio (e la Convenzione a Bari ci sembra un primo atto politico degno di attenzione, se mantiene fede alla sua premessa) allora tutto può essere rimesso in campo. I partiti restano infatti gli strumenti costituzionali capaci di assicurare la continuità nell’azione di rinnovamento e possono – sulla base delle loro risorse storiche e mettendo a frutto anche le loro debolezze – trasmettere e garantire convivenza democratica.
Noi chiediamo loro, con il coinvolgimento paritario dei movimenti e le associazioni, di ripartire dalle cittadine e dai cittadini dimostrando nei fatti che non è vero che “tanto, sono tutti uguali!”

Criteri e caratteristiche del candidato sindaco:
scelto entro l’estate 2003;
barese nel senso che la sua storia personale s’intreccia con la storia quotidiana della città, attraverso il suo costante e coerente impegno civile e politico per una città metropolitana, per l’effettiva partecipazione dei cittadini e delle cittadine alle scelte per lo sviluppo di tutta la collettività;
espressione, fuori da logiche di puro protagonismo, di una squadra governativa scelta al di fuori di vecchie logiche consociative e spartitorie in un costante rapporto con il mondo associativo e produttivo;
testimone e garante del programma politico della coalizione;
guida in consiglio comunale per tutta la durata del mandato amministrativo, fedele al Patto sottoscritto con i suoi concittadini elettori, anche nel caso in cui non si riesca a vincere le elezioni;
libero da qualsiasi tipo di conflitto di interessi anche solo di carattere istituzionale;
dimissionario da eventuali ruoli istituzionali a qualsiasi livello, compreso quello del mandato parlamentare
alternativo nelle sue caratteristiche politico-culturali – con particolare riguardo alla pace e alla tutela ambientale – al candidato e alle politiche del centro-destra;
accetto a tutte le forze della coalizione e perciò minimo comun denominatore della convenzione;
sostenuto fino in fondo dai partiti che necessariamente nelle liste accoglieranno cittadine e cittadini capaci di risposte coerenti con il programma politico proprio e dell’intera coalizione.

L’ARCA ? Centro di Iniziativa Democratica propone, infine, gli stessi criteri e le stesse caratteristiche anche per l’individuazione dei candidati Presidenti di Circoscrizione, in caso di elezione diretta.

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