Il centro-sinistra e la convenzione cittadina: NO ALLA FRAMMENTARIETA?

6 novembre 2003
Il centro-sinistra e la convenzione: un’occasione perduta di democrazia sostanziale!

La convenzione cittadina doveva essere “il luogo capace di fare sintesi nella complessità di una coalizione ampia ed articolata composta da partiti, associazioni e movimenti”. Di fatto si è trasformata invece in un luogo dove mentre si discuteva di programma di fatto si applicavano le vecchie metodologie politiche che a parole poi si condannano nelle apparizioni pubbliche.

Lo svilimento del ruolo della Convenzione determinato da alcune associazioni con Città Plurale in prima linea in uno con gli atteggiamenti di alcuni partiti come Rifondazione Comunista che non hanno voluto sottoscrivere le regole fondamentali per il funzionamento dell’organismo, avendo fin dall’inizio scelto il proprio candidato dichiarandolo esplicitamente sulla stampa e non in convenzione, ha di fatto scippato ancora una volta l’autonomia delle scelte cittadine affidandosi alle decisioni romane che sempre a parole e con puntualità si contestano successivamente.

Ma cosa succederà poi?
Accetteranno tutti le decisioni di Roma? Vernola dirà di sì alla candidatura romana di Emiliano e viceversa?

L’ARCA Centro di iniziativa democratica nell’atto della sua sospensione dai lavori di una Convenzione senza regole aveva paventato il pericolo del rischio in corso: che il centro sinistra si presenti alle amministrative diviso in più candidature (non dimentichiamo che oltre a Michele?Emiliano, Vernola ed Introna è sempre in corsa la sen. Dentamaro, che ha dichiarato la sua disponibilità a fare un passo indietro solo ed esclusivamente se intorno ad Emiliano c’è il consenso unitario della coalizione e che contestualmente Vernola faccia il candidato presidente alla Provincia).

Tale concreta eventualità è suffragata dalla considerazione che ad oggi non c’è alcuna firma nè sulle opzioni programmatiche (il dibattito è ancora aperto) nè sugli impegni successivi.

Di fronte al rischio della frammentarietà che brucerebbe le speranze di riscossa del centro-sinistra barese e che rischia di isolare ingiustamente Emiliano dagli interessati e ingenerosi attacchi del cittadino Fitto (presidente della regione, Ndr), non resta che sperare in una prova di orgoglio del popolo barese del centro-sinistra e della sua classe dirigente attraverso il rilancio della Convenzione che, riappropriandosi del proprio ruolo, individui in piena autonomia sia le opzioni programmatiche sia gli strumenti democratici per la scelta del futuro candidato sindaco, recuperando la spinta innovativa delle associazioni.

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