LA SCUOLA COSTRUISCE LA PACE

Con la fine della seconda guerra mondiale, la distruzione e gli orrori – propri di ogni guerra – si sono moltiplicati fino a raggiungere il TERRIBILE!

Questo punto limite ha due nomi : Auschwitz e Hiroshima-Nagasaki !

Genocidio e distruzione atomica hanno imposto all’umanità un profondo ripensamento che, a partire dal mondo della scienza (A. Einstein: impossibilità della guerra nell’era della tecnica di distruzione totale) a quello della letteratura (A. Moravia: il tabù della guerra) ? per fare solo due esempi simbolici – porta alla proclamazione dei diritti fondamentali ed al “ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” (art. 11)

Dopo la guerra fredda, a partire dalla fine degli anni ottanta, abbiamo assistito a un ricorso crescente alla forza militare: l’occupazione di Panama per il controllo del canale, la guerra del Golfo, l’invasione di Haiti, gli interventi militari in Somalia e in Ruanda, le due guerre contro la Yugoslavia, l’Afghanistan. Da ultimo, il progetto degli Stati Uniti di un attacco militare contro l’Iraq: un attacco che potrà avere conseguenze incalcolabili in termini di perdite di vite umane, di distruzioni di strutture civili, di devastazioni ambientali.

La teoria di Bush della guerra preventiva fatta in difesa
dei propri interessi vitali rompe quei valori di ricostruzione posti a fondamento dell’ONU, della Dichiarazione dei diritti umani, della nostra Costituzione.

Tornano a imporsi con sempre maggiore forza le voci di guerra, di una guerra che si delinea senza fine, che ingrossa in modo vorticoso le spese militari e vuol legittimare finanche opzioni atomiche !

Nei momenti di crisi per l’umanità, la ragione deve guidare l’uomo fuori dai salotti della chiacchiera e dalla selva di propaganda e falsi condizionamenti per porlo di fronte ai valori finali della propria convivenza umana.

La scuola, depositaria della memoria storica e dei valori di riflessione, non può rimanere silente di fronte a scenari di guerra che preparano immani sciagure in spregio di quella cultura di pace che ha ispirato la cultura, gli statuti, gli organismi nazionali ed internazionali.

Il “ripudio della guerra” e’ un principio ed un bene che appartiene, come conquista storica, al popolo italiano e all’umanità del XXI secolo e che non deve essere perduto con logiche di potere, di manipolazione e di sopraffazione.

Per queste ragioni si invitano docenti, studenti, personale della scuola a partecipare al vasto movimento che nel paese dice

NO?ALLA GUERRA!

Il Coordinamento contro la guerra di Bari offrendo alcuni documenti utili alla riflessione, rivolge alle scuole il seguente

APPELLO

di iniziative finalizzate a:

Realizzare delibere d’Istituto che riaffermino i principi ispiratori di pace, di solidarietà, di convivenza degli uomini, delle società, delle culture, delle religioni; Promuovere incontri di insegnanti, studenti, genitori, personale della scuola di adesione agli appelli contro la guerra, per una cultura di pace e di solidarietà con i popoli;

Sviluppare iniziative sul tema della pace da legare alle ricerche e riflessioni in corso per il giorno della Memoria (27 gennaio) che diano voce ai sentimenti, al vissuto, alle speranze per il futuro dei giovani e della popolazione che non accetta la prospettiva terribile di guerra preventiva, camaleontica, infinita; Manifestare l’opposizione alla guerra con bandiere di pace da porre nelle scuole realizzando mostre, bacheche, etc a questo dedicate;

Aderire alla campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare “Norme per l’attuazione del principio del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione italiana e dallo Statuto dell’Onu” promossa da Emergency;

Partecipare alla iniziativa della rete Lilliput

“CONTRO I MERCANTI DI ARMI: DIFENDIAMO LA 185”
tesa ad impedire
una liberalizzazione del commercio delle armi



?Associazioni aderenti al Coordinamento contro la guerra di Bari
L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, ARCI Puglia, ARCI Bari, Associazione per la pace, ADIRT, Assoc. Aifo, Casa delle Culture, Cedam, Città Plurale, CGIL, Cobas Scuola, Comitato per una pace giusta in Palestina, Comunità Palestinese, Coordinamento artisti per la pace-Bari, Coordinamento ‘Insegnanti contro la guerra’, Il Seme, Coordinamento Studenti Medi Antifascisti ? UDS di Bari,
Francescani di Santa Fara, Donne in nero, Gruppo Educhiamoci alla Pace, Iune mond’a la lune, ‘La Farandula’, Most za Beograd, Mutua Studentesca Bari, Gruppo ‘Oltre il girotondo’, Missionari Comboniani, Gesuiti, Missionarie dell’ Immacolata ‘Padre Kolbe’, Orffea, Parrocchia del Buon Pastore, Parrocchia della Resurrezione, Parrocchia di S. Marcello, Pax Christi Bari, Samarcanda, Saro Wiwa, Socialismo Rivoluzionario, UDS Puglia,
Ufficio del Mondo Sociale e del Lavoro – Diocesi di Bari e Bitonto, Unione degli Universitari di Bari, Associazione Storie del Vecchio Sud.

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