Raffaele Lorusso Cittadella della giustizia – due soluzioni: ristrutturare il Palagiustizia o una caserma

Il consigliere Paolini chiede garanzie per il rione Libertà Carbone: Inaccettabile cambiare la destinazione delle aree


L’emergenza aule di giustizia approderà presto in consiglio comunale. C’è l’offerta -chiavi in mano- della cittadella della giustizia, proposta dall’impresa Pizzarotti e che ha convinto i vertici degli organismi giudiziari, ma a Palazzo di città si studiano anche altre soluzioni. Dalla riconversione di immobili già esistenti all’uso delle aree dismesse dal demanio militare.
»L’assemblea sarà messa nelle condizioni di valutare più opzioni, non un solo progetto«, aveva detto il sindaco Michele Emiliano. La ripartizione Urbanistica, da questo punto di vista, sta seguendo alla lettera l’indicazione del capo dell’amministrazione. »I tecnici – dice l’assessore Ludovico Abbaticchio – stanno studiando la variante al piano regolatore generale, necessaria per realizzare la cittadella della giustizia. In consiglio comunale arriveranno però più proposte«.


La prima alternativa è quella indicata dal sindaco all’indomani della visita a Bari del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Vitali: ristrutturare l’attuale sede giudiziaria di piazza Enrico De Nicola e il vicino istituto Principessa di Piemonte. I due edifici potrebbero essere collegati da un percorso sopraelevato. Gli uffici tecnici stanno però verificando anche la fattibilità di un’altra soluzione.


»Sì – rivela l’assessore Abbaticchio – in città ci sono aree militari e caserme già dismesse o che lo saranno a breve. Abbiamo il dovere di verificare se questi suoli possano aiutarci a superare l’emergenza dell’edilizia giudiziaria«. Il percorso, da questo punto di vista, è appena cominciato e, ammette Abbaticchio, »qualsiasi valutazione è per ora prematura«.


La questione appassiona anche le forze politiche.
In attesa del dibattito che coinvolgerà le segreterie regionali dei partiti e il tavolo cittadino del centrosinistra, oltre che le associazioni ambientaliste, a Palazzo di Città si è creato un fronte trasversale. L’ipotesi Cittadella della giustizia divide forze politiche e schieramenti. L’operazione urbanistica e finanziaria proposta dall’impresa Pizzarotti, com’è noto, riscuote i consensi dei vertici giudiziari, di buona parte del mondo forense e anche il sottosegretario Luigi Vitali, nella recente visita a Bari, ha dato ad intendere che il Comune si trova di fronte ad una scelta obbligata.


L’uscita ha provocato la reazione sdegnata del sindaco Michele Emiliano, che ha ribadito la sovranità del consiglio comunale. Anche fra i consiglieri comunali c’è chi la pensa allo stesso modo. Non soltanto per una questione di principio. Ieri, per esempio, il consigliere Carlo Paolini, della Lista Emiliano, ha espresso le proprie perplessità sull’operazione-Cittadella al responsabile del pool dei progettisti dell’impresa Pizzarotti, l’ingegner Michele Cutolo.


Paolini ha chiesto di conoscere quale sarà il futuro dell’attuale Palazzo di giustizia e, soprattutto, del quartiere Libertà, che con il trasferimento degli uffici giudiziari rischierebbe un ulteriore arretramento sotto il profilo socio-economico.
»Per quanto mi riguarda – ha detto Paolini – non voterò per alcun progetto di lottizzazione, fino a quando in consiglio comunale non si discuterà dello sviluppo urbanistico di tutta la città«. Opinioni che fanno breccia anche in altri consiglieri comunali. Roberto Carbone, della Margherita, rappresenta quella parte del proprio partito contraria alla realizzazione della Cittadella della giustizia. »Credo – dice – che l’amministrazione comunale abbia il dovere di venire in consiglio con una propria proposta. Il progetto dell’impresa Pizzarotti è una cosa serissima, ma non credo di poterlo condividere fino in fondo. Innanzitutto, perchè la costruzione degli uffici giudiziari è una funzione essenziale dello Stato e non può essere demandata nè agli enti locali nè ai privati. Una parte del progetto richiede poi una variante al piano regolatore da area agricola ad area edificabile: nella situazione urbanistica in cui si trova Bari è inaccettabile. Senza contare che togliere il palazzo di giustizia dal quartiere Libertà significa creare una landa desolata«.



Articolo pubblicato sulla Repubblica – Bari il 10 marzo 2005 e riportato dal sito divisare.com?– L’architettura degli architetti di domani

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