ASSE NORD-SUD: petizione e richiesta di una conferenza cittadina

Superate le mille firme per la petizione popolare del COMITATO ASSE NORD-SUD.



PIU’ DI MILLE PERSONE CHIEDONO AL SINDACO E ALL’AUTORITA’ PORTUALE UN INCONTRO PUBBLICO PER DISCUTERE LE ALTERNATIVE AL TRACCIATO INDIVIDUATO PER L’ASSE NORD-SUD.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, i cittadini dell’area interessata al tratto terminale dell’Asse-Nord Sud rinnovano la protesta contro l’opera così come attualmente progettata, e rilanciano la proposta già avanzata lo scorso anno dall’architetto TELESFORO, di un tracciato alternativo per completare sia il secondo che il terzo lotto dell’Asse Nord-Sud.

Le alternative.

La prima: l’Asse Nord-Sud dovrebbe scavalcare la ferrovia ad est del cimitero e quindi “salire” a setto/otto metri al di sopra del piano stradale di via Nazarianzt. Potrebbe proseguire a quella quota al di sopra della strada e piegare poi verso ovest, a nord del cimitero e al di sopra del suo parcheggio, e quindi, sempre in sopraelevata, superare via Napoli ed immettersi sul tracciato della ferrovia per il porto. Giunto al lungomare potrebbe scavalcarlo (senza sconvolgerlo) per “atterrare” nell’ambito della colmata di Marisabella e ricollegarsi alla viabilità urbana con una rotatoria posta all’intersezione del lungomare con via Brigata Regina.

La seconda: l’Asse potrebbe deviare ad ovest sin da via Colletta e poi passare ad ovest del cimitero, lasciando completamente libere le vie Nazarianzt e Fiore.

La terza: passare ad ovest del cimitero assumendo il percorso della camionale di PRG e quindi giungere al porto, sempre in sopraelevata, in affiancamento di via Caracciolo.

In tutte e tre le soluzioni l’eventuale ripristino del collegamento ferroviario dovrebbe essere realizzato facendo passare il “ferro” in trincea al di sotto del lungomare, magari rialzando di due o tre metri la strada.

Queste soluzioni sarebbero sicuramente di minor impatto ambientale (sarebbero “salvi” il lungomare, via Fiore e via Napoli) e avrebbero costi sicuramente paragonabili a quelli della soluzione approvata perchè non sarebbero più necessarie le opere, di costo assai ingente, relative ad interramenti, tunnel e protezione dall’acqua delle sedi viarie poste al di sotto del livello del mare. Inoltre salvaguarderebbero importanti aspetti della funzionalità urbana.



L’Autorità Portuale non intende modificare il progetto, già fatto oggetto di variante di PRG e di gara d’appalto dei lavori, perchè teme di perdere il finanziamento già concesso. Ma il danno per la città sarebbe assai elevato. Un passo indietro di Amministrazione Comunale e Autorità Portuale sarebbero assai opportuni. Verosimilmente il Ministero, di fronte ad una alternativa valida, lascerebbe in essere il finanziamento. Solo apparentemente, poi, si perderebbe un anno o poco più: infatti lo scavalcamento della ferrovia è ancora lontano dalla realizzazione.

COMITATO ASSE NORD-SUD
Il Presidente ing. Nicola De Fano.



LA RICHIESTA DI UNA CONFERENZA CITTADINA AL SINDACO

Nella condivisione del principio, da Lei sempre sostenuto, del consenso allargato alla base, con la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Amministrazione, in senso propositivo e quindi costruttivo, questo Comitato, sorto per difendere i diritti degli abitanti della Zona interessata dal Tratto terminale dell’Asse Nord-Sud sostiene quanto segue:

  1. Il percorso dell’Asse non può stravolgere la vita di una zona intensamente abitata con insediamenti commerciali di ampia portata che richiamano cittadini da tutta l’area urbana e dalla provincia. Gli investimenti privati sull’area sono notevoli ed in forte incremento. Non può, quindi, neanche lontanamente ipotizzarsi che possa stabilirsi un cantiere della portata dell’Asse in parola che stravolga e sterilizzi per tre/quattro anni la vita in Via Tommaso Fiore ed aree limitrofe.

  2. Ci saranno danni permanenti a seguito dell’attivazione del tunnel per la salute dei cittadini, sia per l’inquinamento acustico che per quello atmosferico.

  3. Ci saranno danni permanenti a seguito dell’attivazione del tunnel per le ripercussioni sulle fondamenta degli edifici circostanti e sull’assetto idrogeologico dell’area.
Pertanto, questo Comitato chiede alla S.V. Ill.ma:
– di non autorizzare l’inizio dei lavori all’Autorità portuale;
– di indire una Conferenza cittadina in merito, per rendere esplicite le posizioni del Comune ed ascoltare le ragioni dei Cittadini;
– di rendersi interprete della richiesta dei Cittadini di revocare la delibera di variazione al piano Quaroni,che ha causato la difficile attuale situazione e le nefaste ricadute sugli abitanti;
– di ripristinare con apposita delibera, a modifica, il precedente tracciato autostradale che vede la deviazione del Tratto terminale con il collegamento di via Tatarella con il tracciato della camionabile del piano Quaroni, cioè alle spalle del Cimitero comunale e, quindi, su via Caracciolo per ricollegarsi direttamente all’area portuale.

La presente richiesta è sostenuta dalla petizione di circa mille firme già trasmessa alla S.V.Ill.ma.

In attesa di conoscere le decisioni che vorrà assumere nel più breve tempo possibile, si porgono distinti saluti.

Il Presidente: ing. Nicola De Fano.

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