21 giugno 2006 – dal Comitato “Giustizia a Libertà”

In vista dell’ incontro previsto tra M. Emiliano, sindaco di Bari e C. Mastella, ministro della Giustizia (Governo Prodi)



Le associazioni riunite nel Comitato “Giustizia a Libertà” (Adirt, Sviluppo Sostenibile, Cantieri di Pace, Città Plurale, Comitato Marisabella, Corsivo, Fondazione Cesar – Osservatorio sulla legalità, Il murattiano, Inarsind – Sindacato Ingegneri e Architetti, L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, San Cataldo) si augurano che nell’incontro che il sindaco di Bari, Michele Emiliano, terrà domani (22 giugno, ndr) a Roma con il Ministro della Giustizia on. Clemente Mastella, si concretizzi l’impegno consegnato a Romano Prodi dai partiti e dalle organizzazioni del Centrosinsitra barese prima della campagna elettorale: restituire a Bari il finanziamento statale per una sede idonea all’amministrazione della giustizia.
Un finanziamento che liberi la città dalla tentazione di affidare ad un privato la proprietà delle aule di tribunale e delle stanze della Procura e che scongiuri la disastrosa fuga dei Palazzi di Giustizia in campagna, fuori città.
Una soluzione – quella della Cittadella della Giustizia proposta dall’impresa Pizzarotti – che produrrebbe il duplice danno di consumare una risorsa strategica del territorio, quale è la campagna periurbana, e di incentivare il degrado sociale e edilizio di un quartriere storico – il Libertà – privandolo di una funzione forte.
Un quartiere che al contrario reclama un vasto programma di riqualificazione urbana, per cui la realizzazione di un polo giudiziario è condizione irrinuncibile: è questo il valore dell’Arcipelago della Giustizia, una proposta di metodo e uno studio di fattibilità offerti al Comune e non un “progetto alternativo”. 

Peraltro – come è noto – la proposta della Cittadella della Giustiza presuppone una insostebibile variante urbanistica, del tutto ingiustificata stante la vasta disponibilità di volumi edificabili, destinati nel Piano regolatore vigente a funzioni analoghe e compatibili con quelle giudiziarie.

Queste ragioni sono illustrate – con approfondimenti tecnici, economici, sociologici, urbanistici, storici nel volume collettivo “Giustizia a Libertà”, pubblicato dall’editore Progedit di Bari, che raccoglie saggi di Nicola Colaianni, Raffaele Coniglio, Arturo Cucciolla, Ignazio D’Addabbo, Rocco Carlo Ferrari, Francesco Marocco, Nicola Martinelli, Enzo Persichella, Nicola Signorile, Antonio Troisi, Associazione Sviluppo Sostenibile e con documenti della Cgil, dell’Associazione Nazionale Magistrati, dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, ed una “lettera aperta” di Giuseppe Castellaneta recentemente scomparso (pubblicata nel nostro sito, nell’area tematica AGORA’, ndr).
Il volume, realizzato con il sostegno della Fondazione Cesar, è stato inviato oltre che al sindaco, a tutti gli assessorri e consiglieri comunali e provinciali di Bari, al Presidente e agli assessori della Regione Puglia, ai responsabili provinciali di tutti i partiti, ai deputati e ai senatori eletti nel territorio barese e naturalemte al Ministro della Giustizia e ai sottosegratari dello stesso dicastero. 

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