Comitati Dossetti PER LA COSTITUZIONE

Appello per il No al Referendum del 25 e 26 giugno 2006

Sentinella, quanto resta della notte?
Era questa la domanda che Giuseppe Dossetti ci rivolgeva già nel 1994 per metterci in guardia contro il pericolo di un sovvertimento costituzionale che si stava profilando. Questa domanda – che i Comitati Dossetti per la Costituzione hanno raccolto – supponeva che almeno le sentinelle restassero sveglie per avvisare quando il pericolo fosse diventato imminente.
Il momento è arrivato e, a pochi giorni dal voto, occorre che tutte le sentinelle rompano ogni? silenzio, avvertano del rischio mortale che corrono le libertà e gli istituti democratici dell’Italia rinata a nuova vita nel 1947, in modo che i cittadini prendano in mano il proprio destino accorrendo alle urne per dire pacificamente e risolutamente “no” al tentativo di scardinamento costituzionale e salvare così quella Costituzione per la quale siamo italiani e cittadini.
Col
referendum costituzionale del 25 e 26 giugno il popolo italiano corre infatti il massimo pericolo da quando è nata la Repubblica, ma non ne è stato debitamente informato. Gli è stato detto che si tratta di aggiungere alcuni poteri alle Regioni (in ciò consisterebbe la devolution), quando invece si punta a sostituire la Costituzione!
La democrazia rischia così di essere sostituita da un regime reazionario di massa, dominato da un Primo Ministro dotato di tutti i poteri, incluso quello di sciogliere la Camera, e svincolato da ogni limite e controllo, perfino da parte della sua stessa maggioranza.
Da una democrazia rappresentativa (parlamentare) saremmo così ricacciati dentro gli steccati di una vecchia democrazia populista ossia alla mercè delle grandi campagne mediatiche il cui fine – come ha detto Dossetti – è proprio quello di ridurre “il consenso del popolo sovrano a un mero applauso al Sovrano del popolo”, vale a dire a quel Primo Ministro che costituisce il vero obiettivo dei promotori della riforma della Costituzione.
Già dal 27 giugno, se non dovessero prevalere i “no”, il trasferimento immediato di poteri esclusivi alle Regioni, senza gli istituti che ne dovrebbero regolare l’esercizio (che sono rinviati alla prossima legislatura), renderebbe ingovernabile il Paese.
A questo punto le pressioni per far cadere il Governo e far sciogliere le Camere si farebbero virulente e si andrebbe rapidamente alle elezioni. Entreremmo così subito, e non tra anni, nell’ordinamento perseguito dalla riforma della Costituzione, quello cioè dominato dal Sovrano del popolo.
Non dobbiamo farci ingannare dalla calma apparente: la situazione è di massimo allarme e le sentinelle mai come adesso devono levare alto il loro grido! Per questo motivo i Comitati Dossetti per la Costituzione invitano tutti “gli uomini di coscienza”, al di là di ogni legittima appartenenza ideologica e partitica, a votare “no” il 25 e 26 giugno su un tema istituzionale che supera e non impegna le specifiche appartenenze di ognuno. La sua piena vittoria non sarebbe la vittoria di una parte,? ma il modo di aprire per tutti, dopo tanti anni bui, uno spiraglio di luce nella notte.?



Raniero La Valle (Comitato di Roma), Maurizio Serofilli (Comitato di Modena), Alessandro Baldini (Monteveglio), Carlo Paolini (Bari ? Pres. L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, ndr), Giancarla Codrignani, Francesco Di Matteo, Walter Vitali (Bologna), Roberto Passini (Firenze), Silvio Mengotto (Milano), Luisella Cambiaso (Genova), Silvana Amati (Senigallia), Roberto Villa (Reggio Emilia), Daniele Maffei (Lucca), Cristiano Zironi (Padova), Franco Astengo (Savona), Maurizio Fanni (Trieste), Vincenzo Passerini, Silvano Zucal (Trento), Silvio D’Amico (Salerno), Antonio Mammi (Casalgrande), Leonardo Cesaretti (Cesena), Enrico Moroni (Urbino), Luigi D’Andrea (Messina), Gian Battista Cassulo (Novi Ligure), Nicola Apano, Maria Vittoria Gagliostri (Crevalcore), Ida Riccardo (Matera), Marcello Filice (Cosenza), Franco Federici (L’Aquila), Michele del Gaudio (Torre Annunziata), Paolo Coppari (Recanati), Massimo Toschi (Vicopelago), Fulvio Vassallo (Palermo), Silvestro Profico (Pescara), Pino Ferraro (Tortora),?



giugno 2006

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