BARI E IL SUO PORTO: proposte per il futuro

12 luglio 2006, Politecnico di Bari.




Moderato dal giornalista Nicola Signorile, della Gazzetta del Mezzogiorno, si è svolto l’incontro pubblico promosso dal Comitato Fronte del porto che ha presentato una proposta progettuale per lo sviluppo del porto – alternativa a quella dell’Autorità portuale – che intende chiudere una lunga fase di protesta, durata 5 anni, per aprire una fase di dialogo e di confronto, tesa ad affermare e difendere l’idea che anche noi cittadini possiamo essere protagonisti delle scelte strategiche della nostra città.

L’interesse per il futuro del porto infatti – che non può riguardare soltanto gli operatori portuali – nasce dalla convinzione che esso non può rimanere slegato dal resto della città e dal suo contesto economico e sociale.

Purtroppo superficiali compiacenze istituzionali del passato non hanno reso un buon servizio alla collettività, che è stata finora completamente esclusa dagli addetti ai lavori.
Oggi il quadro politico è cambiato.
La Consulta comunale per l’ambiente ha espresso tra l’altro un qualificato parere professionale anche su questo tema, ed in particolare sull’ansa di Marisabella (che si estende per 50 ettari, di cui 20 già coperti da parziale colmata), affermando la necessità di assoggettare l’opera alla valutazione d’impatto ambientale: tutto ciò in linea con il programma della coalizione del centro-sinistra e con le linee programmatiche del sindaco Emiliano, presente alla fase iniziale dell’incontro, che ha ribadito – come aveva già fatto in consiglio comunale qualche mese fa – la posizione “terza” dell’amministrazione comunale, costretta – a suo dire – a giocare in difesa, con la sola possibilità di richiedere al ministero se sia o meno necessaria la valutazione d’impatto ambientale.
Purtroppo alcune notizie di stampa ci mettono in allarme: l’Ufficio del Genio Civile per le opere marittime di Bari, come ci ha confermato l’ing. Manlio Guadagnolo, commissario aggiunto dell’Autorità portuale, ritiene indispensabile per lo sviluppo del porto proprio il completamento della colmata di Marisabella, in quanto il traffico merci e passeggeri è in netta ascesa.
Anche dal fronte regionale e provinciale, assenti all’incontro pur essendo stati invitati, giungono notizie ben poco rassicuranti.

Il Fronte del porto ha presentato una proposta – elaborata da un gruppo di studio multidisciplinare (coordinato dall’arch. Rita Papa) – che nasce dall’esigenza di integrazione sostenibile fra lo sviluppo del porto e la città: considera cioè il porto nel contesto urbanistico, economico e sociale della città ed affronta la possibilità di un nuovo riassetto dell’attuale polifunzionalità del porto, un’ipotesi di nuova allocazione delle attività commerciali e una diversa viabilità e modalità ferroviaria, rispettose del contesto urbano e delle funzioni fieristiche e sportive.

Il progetto per un nuovo porto prevede la creazione di nuove banchine che consentirebbe di differenziare le attività all’interno dell’area, ma anche di sfruttare al meglio le altre infrastrutture collegate alla struttura portuale. I nuovi bracci sarebbero destinati ad ospitare il traffico commerciale, mentre l’area già esistente di Marisabella acquisirebbe il ruolo di porto turistico con la conseguente ulteriore valorizzazione degli spazi dedicati alle crociere ed al traffico turistico in genere. E’ in questo quadro che è stato ribadita la contrarietà al completamento della colmata dell’ansa di Marisabella.

“Non ricordiamo mai – ha affermato Matteo Magnisi nella sua introduzione – un’analisi seria su potenzialità del mercato, grandi vie di comunicazione marittime internazionali (corridoi e autostrade del mare), intermodalità ferro-nave-gomma, direttive europee sulla portualità, ruoli strategici della portualità pugliese e neanche a parlarne sulle capacità dei fondali del porto di Bari”.

Come associazioni che si battono per la difesa del proprio territorio e per uno sviluppo sostenibile, abbiamo cercato di produrre idee, indicare un metodo offrendo al dibattito pubblico un lavoro che ha impegnato gratuitamente architetti ed ingegneri, geologi e biologi, chimici e matematici insieme ad economisti ed esperti di scienze forestali.

Ci sarà spazio per un sereno confronto democratico?


Molti di noi ricordano il Forum “Bari e il mare” promosso durante la campagna elettorale dal candidato sindaco Michele Emiliano:
tra i punti di debolezza la scarsa comunicazione tra Autorità portuale e Comune di Bari, la mancanza di gestione della costa, l’assenza di porti turistici e la presenza di un porto commerciale all’interno della città, l’ansa di Marisabella e la mancanza di aree per la delocalizzazione del porto, scarse iniziative tese a fare sistema con la regione metropolitana.



Del Fronte del porto fanno parte le seguenti associazioni:
Comitato Asse Nord/Sud, Comitato Marisabella, Comitato S. Cataldo, Cristiano-sociali, L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, Gruppo di democrazia partecipata Picone-Poggiofranco, Sinistra Ecologista, Associazione Sviluppo Sostenibile, Associazione Esposti Amianto.


8 ottobre 2006 – Apprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno che il Governo Prodi – tramite il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio – rifinanzia il raddoppio della colmata di Marisabella: stanziati nella Finanziaria 60 milioni di Euro (30 per il 2007, 30 per il 2008).
Siamo a dir poco sconcertati…
Quali segnali di discontinuità intende dare il governo Prodi rispetto alle politiche ambientali del governo Berlusconi?





 

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