Cittadella della Giustizia: PERCHE’ NO in un libro

Il Comitato ‘Giustizia a Libertà’ teme l’accelerazione sul progetto Pizzarotti. E scrive al sindaco

Cittadella della Giustizia: la situazione è in una fase di stallo, gli animi si infervorano e c’è chi di cittadelle in campagna non vorrebbe proprio sentir parlare, e preferirebbe invece che la Giustizia barese rimanga lì dove è sempre stata amministrata: è cioè al quartiere Libertà, vicino ai cittadini.

Sulla questione dell’edilizia giudiziaria, riprende stamattina la parola il comitato ‘Giustizia a Libertà’, associazione formata da semplici cittadini, organizzazioni come Adirt, Cantieri di pace, Città Plurale, Comitato Marisabella, Il Corsivo, Il Murattiano, L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, Sviluppo Sostenibile, la Cgil, l’Istituto nazionale di Urbanistica e la Fondazione Cesar – SicurPuglia.
E lo fa pubblicando un libro dal titolo emblematico “Giustizia a Libertà” e scrivendo una lettera al sindaco Michele Emiliano.

Il primo cittadino barese, ricordiamo, si è recato pochi giorni fa (luglio 2006, ndr) dal ministro della Giustizia Clemente Mastella battendo cassa per finanziare opere di edilizia giudiziaria, portando con sè due idee: la nota Cittadella della ditta Pizzarotti (di Parma, ndr) e l’Arcipelago della Giustizia, un’idea di ristrutturazione delle sedi giudiziarie esistenti.

Va abbandonata l’idea di realizzare una cittadella della giustizia sui suoli agricoli nelle vicinanze dello stadio San Nicola, è in sostanza il testo della lettera, perchè, spiegano Nicola Colaianni e Nicola Signorile del Comitato, la ricerca di mercato, indetta dalla precedente amministrazione “si basa sull’erroneo presupposto della mancanza di zone destinate ad edilizia anche giudiziaria, presupposto poi disatteso dallo stesso progetto della Cittadella, la quale iniste su un contesto non urbanizzato, trattandosi di zona agricola che subirebbe una variazione totale della propria destinazione”.
E allora, “occorre uscire dall’impasse dicendo sì alla proposta alternativa, l’Arcipelago della Giustizia”, che, ha spiegato Colaianni, “attualmente è solo un’idea, però è una proposta che lascia la giustizia al centro della città, e la rende controllabile dai cittadini stessi: noi pensiamo sia questa la proposta ideale per riqualificare il quartiere Libertà, riutilizzando immobili attualmente non utilizzati, quali ad esempio l’edificio dell’istituto Nautico, oppure le aree della ex ferrovia Bari-Barletta, a due isolati dal tribunale di piazza De Nicola, che non hanno una destinazione precisa. Oppure ancora, la sede della scuola ‘Principessa di Piemonte’. Lasciare la Giustizia al centro, quindi, senza ricorrere ad onerose varianti di Piano regolatore“.


Intanto, l’architetto Carlo Rocco Ferrari, docente della Facoltà di Architettura, ha annunciato che a settembre presenterà una cinquantina di progetti realizzati dagli studenti sull’edilizia giudiziaria in città.



Articolo di Michele Signorello pubblicato su
BariSera il 17 luglio 2006


« Torna indietro