Carlo Paolini* Colmata di Marisabella: DECIDERE DI NON DECIDERErn

Via libera al completamento della colmata di Marisabella.


A leggere e rileggere la comunicazione dell’ing. Agricola (direttore generale per la salvaguardia ambientale del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare) in cui conferma la non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto relativo alla ultimazione della colmata di Marisabella, diventa logico fare alcune riflessioni e porsi qualche domanda.

La prima:

a che serve infatti una colmata senza V.I.A., se poi lo stesso ing. Agricola  ? a nome anche della commissione nazionale valutatrice – impone  alla Regione Puglia una serie di “prescrizioni dirette a garantire l’assenza di significativi impatti negativi sulle componenti ambientali” che vanno dalla tutela della Posidonia alla caratterizzazione dei sedimenti dei fondali, a tutta una serie di attività di tutela ambientale prima dell’inizio dei lavori?
La mia impressione è che la commissione ministeriale, scaduta il 4 novembre u.s.,  rifacendosi ad un giudizio del 2003 che si basava su parametri precedenti nel tempo ed ormai superati dalla nuova realtà portuale ed urbana, abbia avuto “la fretta di decidere di non decidere” scaricando tutta la responsabilità sull’Ente Regione.
Il completamento dell’opera è stata progettata dall’Autorità portuale per garantire sviluppo al porto di Bari, visto il costante incremento annuale dei traffici marittimi e terrestri e il transito sempre più considerevole dei passeggeri.

Le altre domande:

che senso ha allora dare il via libera, a patto che non si incrementi il traffico marittimo, bloccando il porto di Bari al 2003? E perchè affermare che ad opera completata l’ulteriore sviluppo del porto dovrà invece essere assoggettato alla procedura di V.I.A?
Attualmente il porto barese si è notevolmente sviluppato rispetto al 2003 come emerge con chiarezza dalle relazioni annuali dell’Autorità portuale, quindi o si torna indietro o la stessa Autorità portuale ha tutto l’interesse, a mio avviso, a richiedere una nuova e necessaria VIA, proprio alla luce dei dati che testimoniano l’ottimo lavoro svolto dagli operatori portuali e dalla stessa Autorità Portuale e  soprattutto per sapere sin dove si può spingere lo sviluppo del porto barese.
Rispetto ambientale e sviluppo economico, valorizzazione ambientale e valorizzazione del mare,
se messi in stretto rapporto sinergico, possono garantire sicurezza nel lavoro e sicure prospettive di maggiore occupazione. Le infrastrutture devono infatti valorizzare il territorio in cui vengono realizzate, in caso contrario rischiano di divenire loro malgrado archeologia industriale in brevissimo tempo.
Per questo, pur rispettando le preoccupazioni dei lavoratori portuali, non condivido chi ha messo contro le ragioni dei lavoratori e le ragioni degli ambientalisti, dimenticando che i lavoratori sono i primi a pagare talvolta anche con la loro vita i dissesti ambientali: la mancanza delle tutele ci dimostra quotidianamente che la natura riprende prima o poi il suo primato anche a costo di vite umane innocenti.
Per questo invito lavoratori ed Autorità, forze politiche ed associazioni ambientaliste all’esercizio della razionalità, nell’interesse di tutta la comunità dell’area barese: noi tutti abbiamo bisogno dello sviluppo del porto barese così come della salvaguardia del nostro territorio.
Bene ha fatto allora il dr. Mariani a riconoscere l’impegno civile degli ambientalisti che, non lo dimentichiamo, attendono ancora l’impegno ufficiale di rivedere l’ultimo tratto dell’asse Nord-Sud a salvaguardia e tutela della salute dei cittadini di via Tommaso Fiore.
La proposta da lui avanzata di un tavolo fra l’Autorità portuale e i rappresentanti delle associazioni, aperta magari ai responsabili del Piano Strategico di Bari per mettere in rete non solo il sistema portuale regionale ma anche quello portuale dei Comuni aderenti al Piano stesso, può essere l’occasione per un confronto costante anche se serrato che porti a soluzioni concertate e quindi più ampiamente condivise, rimarcando in tal modo una discontinuità rispetto al passato, quella stessa che ha permesso alla primavera pugliese di vincere le elezioni a Bari, alla Provincia e alla Regione.



* Presid. dell’ARCA e cons. comun. Lista Emiliano per Bari 

« Torna indietro