Colmata di Marisabella: i residenti di via T. Fiore continuano a dire di NOrnrn

Sebastiano Milella



Settembre 2004
:
un gruppo di cittadini residenti nella zona intorno a via Tommaso Fiore decideva di organizzarsi in un Comitato per promuovere ogni azione a salvaguardia della cittadinanza contro il progetto di trasformare proditoriamente la stessa strada in un asse urbano di passaggio dei Tir diretti al porto.

Era già stata addirittura disposta e vinta la gara di appalto della costruzione del sovrappasso della ferrovia da via Tatarella a via Nazariantz e del sottoppasso dell’ ex Macello comunale (oggi dopo il restauro Biblioteca Nazionale, Ndr) per ricollegarsi all’anello stradale ipotizzato davanti al riempimento del porto di Marisabella.


I cittadini dell’area di via Tommaso Fiore, appena allertati dalle notizie che trapelavano, avevano inviato nel dicembre 2003, all’allora Sindaco Di Cagno Abbrescia una petizione con più di ottocento firme, chiedendo l’annullamento della delibera di giunta del Comune che aveva approvato la variante al piano regolatore esistente, il?”piano Quaroni”, che prevedeva l’attuazione di due assi paralleli che partivano dal tondo di Carbonara: uno lungo la direttrice dell’attuale via Nazariantz/Tommaso Fiore, attrezzato a boulevardes e verde pubblico esclusivamente per il traffico cittadino, l’altro più a nord, che sarebbe passato al di là del cimitero con sbocco su via Caracciolo verso il porto, esclusivamente per il traffico camionabile.


La variante, voluta dall’Amministrazione comunale Di Cagno Abbrescia è passata grazie anche al parere favorevole dell’ VIII Circoscrizione e consisteva nell’unificare il tratto terminale dell’asse Nord-Sud su via Nazariantz/Tommaso Fiore, in modo da portare il traffico camionale su questa arteria, le cui dimensioni sono di scarsa rilevanza in confronto alla mole di traffico che dovrà sopportare.


I cittadini residenti sono contrari al passaggio dei Tir e allo sventramento di via Tommaso Fiore per ragioni di vivibilità ambientale, vogliono evitare che l’arteria cittadina diventi un’autostrada urbana solcata da traffico pesante rumoroso ed inquinante, come altre volte si è già visto in questa città.
Ma vi è anche un’altra ragione di contrarietà al riempimento della colmata di Marisabella senza le opportune modifiche alla struttura portuale: l’attuale colmata ha già limitato la percolazione del suolo alla foce dello scolo in mare delle acque sotterranee, provocando l’innalzamento delle falde acquifere (come si può riscontrare alle fondamenta di molti palazzi della zona) e conseguenti allagamenti di scantinati in caso di manifestazioni pluviali.


In definitiva, la popolazione residente attende:
a) che si assicuri il deflusso delle acque pluviali con opportune opere sotterranee di incanalamento delle stesse al di sotto del riempimento di Marisabella in modo che possano raggiungere il mare;
b) che sia approvata e posta in opera la variante alla variante del piano regolatore “Quaroni” riportando l’intero asse Nord-Sud al di là del Cimitero su via Caracciolo.


Tali proposte sono già state oggetto di una nuova richiesta pubblica, firmata da quasi mille cittadini della stessa area ed inviata al Sindaco Michele Emiliano su cui si era confidato molto.
Ma?la sua idea di “città condivisa” è stata offuscata dalle stringenti richieste di quella parte del suo stesso elettorato che molte volte ha opportunisticamente cambiato colore a seconda delle convenienze del momento con fini di mero sfruttamento delle risorse del territorio.
Noi chiediamo soltanto di poter continuare a vivere sul nostro territorio senza il pericolo continuo dell’aumento del traffico, dei rumori e delle polveri inquinanti, chiediamo di poter vivere serenamente nelle nostre case senza attentare alle loro fondamenta.



« Torna indietro