Antonella Ardito – La VIA per lo sviluppo



Carlo Paolini
primo firmatario del ricorso contro la mancata concessione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il raddoppio di Marisabella



Vogliamo la V.I.A.: è questo l’Arca pensiero, il proposito primo che ha spinto Carlo Paolini, consigliere comunale della Lista Emiliano, con Silvana Grilli, Nicola De Fano e Matteo Magnisi a presentare insieme ricorso al Tar per il provvedimento della commissione ministeriale che ha escluso la Valutazione di Impatto Ambientale per la realizzazione della Colmata di Marisabella.


I rappresentanti dei Comitati di Difesa dell’Ansa di Marisabella, dell’Asse Nord Sud e l’associazione nazionale cristiano sociali contestano un provvedimento frettoloso, “preso il due novembre, a soli due giorni dalla scadenza del mandato di questa commissione” e ricco di dubbi sulla realizzazione dell’opera, come il dragaggio dei fondali e le relative conseguenze idrogeologiche.
Nel ricorso, patrocinato dall’avvocato Amerigo Maggi di Trani, “che ringraziamo per aver accettato, visto che a Bari non abbiamo trovato nessun amministrativista disponibile ad affrontare questa sfida” ha sottolineato la Grilli, si evidenzia che la VIA è obbligatoria per legge quando si devono affrontare opere a rilevanza nazionale e come ci sia una contraddizione interna al provvedimento della commissione ministeriale che richiede una valutazione di incidenza da parte della Regione Puglia.
Il ricorso sarà depositato a giorni presso il Tar di Bari: tra i destinatari della notifica oltre il Ministero e la commissione per le valutazioni di impatto ambientale, ci sono anche l’Autorità Portuale di Bari, la Regione Puglia e i Ministeri per i Beni Culturali e dei Trasporti.


Carlo Paolini, primo firmatario del provvedimento, sottolinea come “noi non diciamo no a Marisabella, ma una moltitudine di sì che vogliono uno sviluppo sostenibile per l’area, che sia pensato nell’ambito del Piano Strategico per la Terra di Bari e vogliamo la VIA perchè i parametri di crescita del porto sono datati ad un vecchio piano regolatore del 1974. Chiediamo inoltre una battaglia congiunta delle forze politiche del centrosinistra, quella stessa forza che vede Nichi Vendola schierarsi contro il rigassificatore a Brindisi e chiediamo a Michele Emiliano di riprendere in mano il programma di governo che lo ha portato a diventare Sindaco, dove non si parla di Colmate ma di un nuovo piano regolatore del porto aperto alla partecipazione dei cittadini.”

E’ una presa di posizione forte da parte dell’associazionismo barese che ha sostenuto Michele Emiliano e? che adesso gli chiede di rinunciare ai 60 milioni di euro per la realizzazione del raddoppio, ma c’è anche una forte polemica contro l’Autorità Portuale, rea di aver destituito d’ufficio Matteo Magnisi dall’osservatorio del piano strategico per lo sviluppo del Porto di Bari e di non voler rendere pubblico il progetto di rivalutazione dello stesso.

“Non vogliamo essere esclusi dalla riprogettazione di Bari e vogliamo continuare in questa lotta amministrativa, lunga e faticosa: ma il porto è assediato dalla città e i trecento mila metri cubi di cemento andrebbero ad incrementare quel flusso di Tir in costante aumento, senza contare il riflusso delle acque che minerebbe la stabilità del quartiere Libertà” ha sottolineato Magnisi.


Manca il progetto esecutivo per l’utilizzo delle aree nel caso in cui la Colmata venga messa in cantiere e si parla dell’ampliamento del Molo di San Cataldo senza un perchè, ma manca anche, a detta di Paolini, una buona fetta di associazioni che hanno a cuore i temi ambientali ma che non sono tra i firmatari del ricorso.

Dopo il deposito di quest’ultimo al Tar si dovrà attendere trenta giorni per conoscere la data dell’udienza. L’Avvocato Maggi è fiducioso sulla legittimità del ricorso, primo scalino di difficoltà: “ci sono stati casi simili in Liguria, c’è una giurisprudenza dalla nostra parte”.

Articolo pubblicato su barilive.it?il 9 gennaio 2007

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