Colmata di Marisabella:rnperch? il ricorso al T.A.R.rndell’ARCArn

Sorprende non poco l’attacco del segretario cittadino di Rifondazione Comunista (Danny Sivo, ndr) per la decisione dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica di firmare?insieme con le associazioni del Fronte del Porto e di un gruppo rappresentativo di cittadini non organizzati?il ricorso al T.A.R. contro il parere della commissione ministeriale sulla non necessità della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in merito al completamento della colmata di Marisabella.

Forse il segretario cittadino di Rifondazione, da sempre?vicino alle nostre richieste di chiarezza politica sulla colmata, non ricorda, come?le altre forze politiche del centro-sinistra, quanto si afferma nel documento conclusivo, votato all’unanimità, della Convenzione cittadina che ha indicato le linee programmatiche vincenti della coalizione.
In esso si afferma testualmente di prevedere ” ? la sospensione di ogni attività ulteriore di colmata nel porto grande di Bari a partire della cosiddetta “ansa di Marisabella“? e si ribadisce con forza la necessità di “? un nuovo piano regolatore del porto sottoposto a rigorosa valutazione di impatto ambientale e aperto alla partecipazione degli abitanti?”

Tra l’altro nel febbraio 2006 l’assessore regionale all’ambiente, Michele Losappio, di Rifondazione Comunista, esprimeva piena solidarietà e condivisione alla lettera dell’assessore comunale all’Ambiente Maria Maugeri inoltrata anche al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti con la quale chiedeva che “i lavori di completamento delle strutture portuali nell’area Pizzoli-Marisabella fossero sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità a Via“.
Posizione che, in verità, fu successivamente contestata dall’assessore regionale ai Trasporti M. Loizzo (DS) insieme con l’ex-presidente?dell’Autorità Portuale, il dr. Tommaso Affinita, che, a quanto pare, sembra oggi essere il vero vincitore di un confronto democratico fra concezioni culturali e politiche diverse circa il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini.

Non?sono chiare pertanto le ragioni
che hanno spinto la classe dirigente del centro-sinistra barese a cambiare opinione, allineandosi con la posizione (l’inutilità della V.I.A.) sostenuta dal dr. Affinita e dal centro-destra a suo tempo contestate da tutto il centro-sinistra.?
A tal proposito ringraziamo la senatrice?Maria Celeste Nardini (Rifondazione Comunista) che ha indirizzato al Ministro dell’Ambiente una apposita interrogazione, in attesa di risposta, sulla necessità della V.I.A.

Ma la firma dell’Arca sul?ricorso al TAR
? – insieme con quella delle associazioni, dei comitati e di cittadini singoli – non intende tanto esprimere un semplicistico No alla colmata, quanto – attraverso la necessaria valutazione di Impatto Ambientale – piuttosto la necessità di promuovere una crescita ecosostenibile di tutta l’area portuale, inserita in un progetto complessivo di sviluppo organico?di?tutta la nostra città; uno sviluppo economico capace di coniugare la tutela del territorio e dell’ambiente (comprese le praterie di Posidonia oceanica) con la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori, producendo nel contempo nuove occasioni lavorative per altri soggetti attraverso i sistemi della rete portuale dei porti dei Comuni che hanno sottoscritto il Piano Strategico di Bari e della rete portuale regionale in sinergia con il sistema della rete ferroviaria,in linea con il parere espresso il 17 ottobre 2005 dalla Consulta Comunale?Ambiente?

La richiesta di Valutazione di Impatto ambientale è d’altronde già prevista
nel contesto dello stesso parere espresso il 2 nov. u.s. dalla Commissione naz.?(?scaduta due giorni dopo!) che precisa tale necessità “? qualora si dovessero realizzare? incrementi dei traffici marittimi e terrestri”. Basta allora collegarsi al sito web del Porto di Bari per constatare con soddisfazione il notevole incremento dei flussi portuali dal 2003 (anno di riferimento dei dati su cui si basa il parere) ad oggi, segno dell’ottimo lavoro svolto dall’Autorità portuale e dalle forze imprenditrici e dei lavoratori.

Nasce spontanea quindi una domanda:

con la vittoria della coalizione di centro-sinistra alle elezioni locali e nazionali è cambiata soltanto la formula di governo?
O il centro-sinistra intende mettere mano ad una riforma della politica e dei suoi metodi, in alternativa a quelli delle destre?

Il ricorso è stato sottoscritto
contro il Ministero dell’Ambiente e nei confronti dell’Autorità Portuale di Bari, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Ministero dei Trasporti e della Regione Puglia, chiamata in causa direttamente dallo stesso parere della Commissione nazionale; non è stato invece sottoscritto nei confronti del Comune di Bari in quanto, come il segretario di Rifondazione sa bene, l’Amministrazione comunale non ha alcuna competenza in materia.

Per questo rinnoviamo con forza?l’appello
al Presidente della Regione, Niki Vendola ( già protagonista per la prima colmata), e all’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio, perchè sostengano, come più volte hanno ribadito in passato, la richiesta della necessità della V.I.A. in conformità con quanto si sta facendo giustamente e con tanta ostinazione per il rigassificatore di Brindisi.

Rivolgiamo un appello
anche alle espressioni della cittadinanza attiva, organizzata e non, ad essere insieme così come è avvenuto tante volte in passato, perchè la nostra comune azione vuole proporre con coerenza un modo nuovo di costruire dal basso progetti significativi per il nostro territorio, coinvolgendo noi cittadini, attori della scena urbana, a partire dalle prime fasi di costruzione degli stessi progetti.

Per
questo chiediamo?infine all’Autorità Portuale
?di far conoscere alla città?il PROGETTO complessivo DEL NUOVO PORTIO DI BARI, su cui abbiamo chiesto la V.I.A., invitando il dr. Mariani?a non seguire la logica dell’Osservatorio che, nato dal primo ed unico incontro fra Autorità Portuale e Fronte del Porto, ha poi visto inspiegabilmente l’esclusione di quest’ultimo.

Bari,15 gennaio 2006

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