Giacinto Lanotte – Colmata di Marisabella: mi chiedo perch? mi agito tanto…

Mi chiedo perchè da anni mi “agito” tanto per la colmata di Marisabella,?perchè mi preme tanto la nascita di un porto turistico a Bari.
La mia ambizione sarebbe quella che la mia terra fosse un bel posto, molto vivibile che, oltre a piacermi, potesse?piacere anche ad altri. Vorrei essere orgoglioso di mostrare la mia terra, ove la gente potesse lavorare e vivere bene.
Vorrei trasmettere ad altri il gusto di vivere nella mia casa ed apprezzarne le bellezze e, tutto ciò sarebbe anche “turismo”.
Per vivere bene, il territorio dovrebbe fare vivere bene i propri abitanti.

Per questo serve lavoro e possibilità di lavoro che, per noi pugliesi, si sta notevolmente e progressivamente riducendo.
Si è ridotto il già misero sviluppo industriale (visitate la zona industriale di Bari), la criminalità è imperante e crescente, è scarso il livello dell’ordine pubblico,? scarsa la recettività alberghiera e turistica, ridotte le possibilità agricole per mancanza di acqua, scarsa redditività, la limitazione della tabacchicoltura, della viticoltura che sta tendendo a ridursi per la quasi assenza di redditività, la bieticoltura destinata a scomparire, l’inadeguato ammodernamento culturale e la nostra scarsa capacità di associazionismo.

Abbiamo un territorio immensamente ricco di storia, cultura, arte, architettura, ma anche di clima,?bellezze naturali, cucina, vivacità di carattere e gioia di vivere che dovremmo sfruttare fino all’impossibile.
Abbiamo anche potenzialità imprenditoriali di notevole levatura che, mi sembra, siano sacrificate notevolmente da difficoltà di credito, da scarsa apertura da parte della classe politica, da scarsa capacità aggregativa ed organizzativa. Impera alquanto la speculazione ed il sottogoverno.

La mia? passione per il mare e la natura mi porta a considerare il nostro territorio particolarmente ricco per varietà, gradevolezza di clima, più che sufficientemente adatto a soddisfare?curiosità e?interessi culturali, artistici, naturalistici di forestieri che, ove fortunati per aver potuto fermarsi, si dichiarano felici del periodo da noi trascorso.

La nostra costa presenta una variabilità, una relativa balneabilità?ed attrezzature civili nel territorio (ospedali, strade, ecc.). La sua estensione (da Vasto, Termoli, le Tremiti, la costa nord fino a Leuca e proseguendo Gallipoli,? Porto selvaggio, Marina di Manduria, Taranto ed oltre consente? percorsi turistici per la navigazione da diporto, che tutti ci potrebbero invidiare e che nemmeno i posti affermati in Europa più hanno. Vedasi la sovrappopolazione, l’inquinamento e?l’affollamento del mare della stessa Costa Azzurra..

Considero, in questa ottica, criminale distruggere il porto di Bari condannandolo solo a punto di sosta turistica di una giornata,?a?parcheggio di camion a auto in ingresso ed in uscita per il traghetto. E comunque i turisti per Grecia Turchia Albania? potrebbero sempre disporre della totalità delle strutture esistenti.

E’ venuta meno la ventilata costruzione dell’area portuale commerciale per container che, come si può evincere da tutti i parametri conosciuti, non?possiede alcun requisito di fondale e di spazio.
Pensiamo al?primo interramento, che è costato un cifra enorme ed ha dato adito a noti contenziosi giudiziari, senza aggiungere altro. E’ servito solo a parcheggio-auto per uso interno della città e per la Fiera del levante. E’?stata interrata e cementificata “IRREVERSIBILMENTE” un’area di “acque interne”, (acque deputate, sotto controllo dello Stato, al servizio della navigazione e sicurezza delle imbarcazioni) per una estensione di oltre 20 ettari.

Non essendo stato aggiunto un solo metro lineare di banchina per uso commerciale, tantomeno container, si stabilisce ora di interrare ulteriori oltre ettari 30 di superficie acquea.
Tutta la stampa e la politica plaudono a tale soluzione.
Io plaudo molto meno. Non parlo degli interessi.
Il tutto senza controlli passa sulla testa della Città.
Se si pensa che si potrebbe costruire altrove un “PORTO turistico artificiale” sul litorale di Bari si deve chiedere: “sulla testa e con i soldi di chi”, tenendo conto che i lavori marittimi? costano tombole e degradano amplissime estensioni,?particolarmente ove già esistono insediamenti abitativi, inamovibili e che comportano costi ecologici e di modifica del territorio a monte ed a valle? degli stessi.

Convinto di stare forse sprecando tempo ed energie, mi rendo conto che dovevo questo alla Terra ove sono nato e vissuto.
Se si riuscisse a trovare cittadini con la voglia di battersi, che credessero in certi valori, forse si potrebbe ancora salvare qualcosa. Il muro costituito da interessi personali, da politici e politicanti, dalla stampa e dal disinteresse della cittadinanza divenuta pigra e fatalista esiste.?
Se insieme vogliamo provare!…

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