Cittadella della Giustizia: siamo alla conta finale?rnrn

Edilizia giudiziaria: siamo forse alla fase della decisione finale? Il centrosinistra, che durante la campagna elettorale sembrava avere le idee chiare, si presenta oggi più che mai diviso ed il centrodestra ne approfitta.
L’iniziativa?dei consiglieri comunali dell’opposizione di centro-destra, guidati dall’ex sindaco Di Cagno Abbrescia,? mostra però i limiti della democrazia barese: quello di una coalizione che non sa esprimere posizioni politiche autonome ma aspetta la scelta della maggioranza di centro-sinistra per? poi cavalcare una protesta sterile e fine a se stessa.

Certamente
abbiamo il dovere di rispondere ai disagi del mondo giudiziario
(che è innanzitutto però una carenza di investimenti e di organici), ma con qualche punto fermo:
l’amministrazione della Giustizia è di competenza dello Stato; è necessario continuare a dare segnali chiari di discontinuità come è avvenuto per Punta Perotti e per la Fibronit. Non si può, infatti, contraddirsi proprio ora deliberando una variante a danno di uno degli ultimi lembi di suolo agricolo cittadino, soprattutto dopo il premio “Federico Zeri”? alla città di Bari per la tutela della legalità e del paesaggio!

Che senso avrebbe trasferire i luoghi di una funzione importante come quella della Giustizia, abbandonando a progetti futuri (ma inesistenti) una grande periferia interna come il quartiere Libertà? Non potrebbe costituire questa scelta il “colpo di grazia” per un quartiere da tempo sofferente e in attesa da anni di interventi strutturali per la sua riqualificazione?


A me sembra prioritario in una città come Bari la tutela delle ultime aree agricole, attivando nel contempo politiche di riqualificazione con il riuso edilizio, in coerenza con il programma di centrosinistra, così come da presidente dell’Arca ho firmato il ricorso al TAR per ottenere la Verifica di Impatto Ambientale sui lavori di completamento dell’ansa di Marisabella.

Guardiamo ciò che è già successo oltre i nostri angusti orizzonti: laddove si è seguita la logica delle cittadelle sono nate zone deserte appena dopo il tramonto, spesso entro aree periferiche degradate perchè prive di una idea viva di città.


Chiedo all’assessorato competente perchè non impegna i propri dirigenti a quantificare il progetto dell’Arcipelago della Giustizia? I cittadini? devono forse sostituirsi all’Amministrazione in questo delicato dovere?

Rivolgo infine un appello a tutto il centrosinistra
: riscopra le idee discusse nella Convenzione Cittadina che approvò all’unanimità un programma discontinuo rispetto al passato, dove la tutela dei diritti ambientali per una migliore qualità della vita era vista nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile e duraturo.


Considerata la disponibilità del Ministro della Giustizia, perchè non procedere con un accordo di programma fra Ministero, Regione, Provincia e Comune, ad un concorso progettuale in linea con la tutela e la riqualificazione del territorio, che veda protagonisti i nostri imprenditori?


????????Carlo Paolini
??????Presidente dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica
??????Consigliere Comunale Lista Emiliano per Bari

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