Marco Giusto – Energetica degli edifici: l’Italia finalmente ad una svolta!

Per chi opera nell’edilizia, il provvedimento costituisce una vera e propria rivoluzione: mi riferisco alla pubblicazione del Decreto Legislativo 311/06 ? G.U. n. 26/1 febbr. – in materia di riduzione dei consumi energetici degli edifici, che completa un iter iniziato fin dagli anni ’70 con la famosa Legge 373 (e proseguita successivamente con la Legge n. 10 del 1991 e con il D.Lgs 192/2005).


Anche il semplice cittadino, però, deve conoscere la portata e gli effetti di questo nuovo corpus normativo, poichè ne verrà interessato necessariamente per qualsiasi tipo di intervento relativo ad un immobile provvisto di impianto termico:

dalla sostituzione della caldaia alla ristrutturazione dell’impianto;
dalla manutenzione straordinaria di elementi dell’involucro edilizio (intonaci esterni, impermeabilizzazione delle coperture, sostituzione infissi) alla compravendita dell’immobile stesso.


In breve, ecco i punti fondamentali di questa nuova legge, anche se è bene non trascurare il consiglio di informarsi direttamente, rivolgendosi magari ad un professionista qualificato ed esperto in materia di energetica degli edifici, anche per non incorrere in errori ed inadempienze o, peggio, in truffe e raggiri.


Tutti i nuovi edifici dovranno possedere requisiti di contenimento del fabbisogno energetico sintetizzati dal rispetto di alcuni parametri, il cui calcolo deve essere effettuato da professionisti qualificati in fase di progettazione.



  • I nuovi edifici dovranno in ogni caso:
    – essere conformati in modo da sfruttare al meglio l’irraggiamento solare invernale e la ventilazione naturale estiva;
    – disporre di impianti termici e di condizionamento efficienti;
    – disporre di un grado di isolamento termico ben definito per ciascun tipo di struttura edilizia (pareti esterne, pareti confinanti con altri edifici o appartamenti, serramenti, solai, ecc.);
    – essere dotati fin dall’origine di impianti solari termici per produzione di acqua calda sanitaria, ed impianti solari fotovoltaici per produzione di energia elettrica.

A costruzione ultimata deve essere richiesta la certificazione energetica, che illustrerà in modo sufficientemente sintetico e comprensibile la qualità energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare (in modo analogo a quanto già avviene con gli elettrodomestici, distinti in classi energetiche A, B, C, D, ecc. con cui abbiamo già da qualche tempo familiarizzato).


La certificazione energetica sarà sostituita, temporaneamente e fino alla emanazione di idonee LINEE GUIDA NAZIONALI, da un “attestato di qualificazione energetica”, obbligatorio per tutti i nuovi edifici e facoltativo per gli edifici esistenti.

L’attestato di “qualificazione energetica” potrà essere rilasciato da un qualsiasi professionista abilitato e competente in materia; invece l’attestato di “certificazione energetica” potrà essere emesso soltanto da figure accreditate, aventi requisiti professionali minimi definiti dalla legge e riconosciuti ufficialmente.


Il conseguimento dell’attestato di certificazione energetica (o di qualificazione, durante il regime transitorio), è? comunque necessario sin da ora per:
1) effettuare compravendite di edifici o singole unità immobiliari;
2) ottenere incentivi e sgravi fiscali in relazione ad interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche di edifici o impianti (compresi quelli previsti in Finanziaria 2007).


E’ importante ribadire che, fino a quando non saranno pubblicate le Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica degli edifici, nessuno potrà mai emettere un “attestato di certificazione energetica”, ma al più un “attestato di qualificazione energetica” che ha valore temporaneo e serve da supporto per la successiva certificazione energetica. Sono previste sanzioni pesanti per i trasgressori.


Nel caso di sostituzione di generatore di calore, il decreto fissa un iter procedurale ben definito e imperniato sul calcolo di verifica energetica che deve essere effettuato da parte di professionista abilitato e competente in materia.

Per quanto riguarda i piccoli impianti termici autonomi (caldaie con potenza fino a 35 kW), è consentito “derogare” dal richiedere il calcolo di verifica energetica a condizione che vengano installati generatori di calore di idonee caratteristiche, e che siano presenti opportuni sistemi di regolazione dell’impianto (cronotermostato programmabile a 2 livelli di temperatura; valvole termostatiche ai radiatori; controlli di temperatura ambiente per ventilconvettori e pavimenti radianti; ecc.).

La sussistenza di tutti i requisiti deve essere dichiarata, sotto la propria responsabilità, dall’installatore, che dovrà inoltre rilasciare la certificazione di conformità ai sensi della L.46/90 dopo aver eventualmente anche adeguato l’impianto di adduzione gas e scarico fumi.


Il consiglio è sempre lo stesso: ferma restando l’opportunità di una “supervisione tecnica” da parte di un professionista qualificato e di fiducia, è comunque sempre necessario accertarsi che l’installatore termoidraulico interpellato sia competente, preparato ed in possesso dei requisiti necessari.


In caso di sostituzione degli infissi esterni, ovvero rifacimento degli intonaci esterni o delle impermeabilizzazioni dei solai di copertura, il decreto obbliga ad effettuare l’adeguamento dell’isolamento termico degli elementi di involucro edilizio interessati, che dovranno presentare, ad intervento ultimato, un grado di isolamento termico minimo non inferiore ai valori indicati nel decreto stesso (allegato C).


Infine, in caso di distacco da impianto termico centralizzato di potenza superiore a 100 kW (o dismissione dello stesso con trasformazione in autonomi) è obbligatorio provvedere alla richiesta dell’attestato di qualificazione energetica.


Per concludere: il nuovo scenario delineatosi certo sta creando e creerà ancora per qualche tempo un po’ di confusione e qualche perplessità.
Se però si eviterà di trattare l’argomento “all’italiana”, cioè con la sufficienza che troppo spesso ci contraddistingue (dal cittadino al professionista, passando per l’installatore e l’imprenditore edile), avremo finalmente la concreta ed irrinunciabile possibilità di ridurre i consumi energetici degli edifici (con relative bollette ed emissioni inquinanti) e contribuire in modo determinante al rispetto degli obiettivi sottoscritti con il Protocollo di Kyoto.
Basti pensare che altri paesi in Europa (vedi la Germania) ci precedono già da tempo su questa strada, con effetti positivi accertati, e pur avendo condizioni climatiche spesso peggiori delle nostre!



Marco Giusto, ingegnere

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