Da Shanghai – il nostro corrispondente Giuseppe Milici

Sulla Cina le opinioni si sprecano, così come i differenti pareri della gente, ma questo succede spesso date le diversità di ognuno di noi in termini di gusti ed abitudini.

Ma spirito di adattamento a parte, quello che veramente mi colpisce,?sono le?abitudini, incredibili agli occhi di una persona occidentale, catapultata qui dopo la semplice lettura di un libro.


Tanto per cominciare, parliamo del traffico.
Avete mai provato a guidare in una selva di macchine e di clacson che ininterrottamete sfrecciano da destra e sinistra? Beh, qui è la consuetudine.
Ma non è tanto il traffico in sè che spaventa, quanto il?modo di gestirlo. Non mi sono informato delle norme e regole di guida, ma di sicuro qui si può fare tutto o quasi: sorpassare da destra e passare col rosso è una consuetudine, soprattutto se sei alla guida di un taxi (che però rispetta scupolosamente i limiti di velocità!!!).

Ebbene sì, il dio taxi regna incontrastato.
In Italia alla scuola guida ti insegnano che il tram ha la precedenza su tutti, poi i pedoni, i ciclisti e così via, e che le strisce pedonali sono sacre (questo almeno in teoria…, Ndr). Qui invece vige la legge del tassametro: il taxi batte tutti, pedoni, biciclette, strisce pedonali, autobus, qualunque cosa viene superata in gerarchia da questi fantastici taxi tutti uguali in modello, ma diversi di colore?che numerosissimi affollano le vie di Shanghai.

Se poi ogni tanto agli?incroci?vedete dei posti di blocco non allarmatevi, non?è successo niente. Le forze dell’ordine (o come come piace chiamarli a me ‘gli sceriffi’) sono solite effettuare i controlli di routine (patente e libretto per intenderci) proprio al centro di incroci tra strade ad almeno 5, 6 corsie l’una, invitandoti semplicemente a fermarti al centro della strada e a favorire i documenti… una follia!

Meno male che a dirigere il traffico ci sono gli ausiliari, ebbene sì gli ottimi ausiliari del traffico ci sono anche qui, solo che qui più che del traffico, sono ausiliari dell’attraversamento delle strade.?
Simpatici omini/e vestiti con dei tutoni da fare invidia agli astronauti piu trendy di Cape Canaveral, che con un fischietto in bocca dirigono l’attraversamento delle strade negli incroci principali, dato l’afflusso e la pazzia degli automobilisti.
Piuttosto che regolarizzare il traffico in senso stretto, cercano di impedire gli incidenti regolarizzando il movimento dei pedoni.
Non so se potrebbe funzionare come ammortizzatore sociale, ma ci si potrebbe pensare. Alla fin fine, vedendo il?modo di guidare dei cinesi di Shanghai viene spontanea una considerazione: che guidando tutti male e senza regole, non si fa male nessuno; probabilmente un qualunque cittadino europeo?farebbe immediatamente un paio di incidenti.

Se poi camminando per la strada…
ti sembra di essere strattonato a destra o a manca, o mentre stai entrando in un taxi qualcuno entra dall’altro sportello o nel posto davanti?non c’è da preoccuparsi: qui si usa così, ci si spinge senza timore per strada, ma soprattutto senza causare liti nè risse.
Tu cammini e semplicemente non ti sposti…

Dopo pochi giorni qui a Shangai anche io ed i miei amici abbiamo deciso che conviene fare così, dato che se ti muovi non sai mai chi possa passare da quel lato…


Passiamo ad un altro aspetto: i peluches.
Qui l’ossessione per i nostri amici pelosi senza vita, delle razze e dei colori più strani è massima. E’ possibile vedere ragazze che camminano per strada abbracciando questi orsacchiottoni (in realtà anche maialoni, dato l’anno in corso), e portarseli dappertutto, persino al lavoro.

L’esperienza più bella l’ho vissuta quando…
con il mio amico Alberto – durante una serata in discoteca – siamo stati invitati da un gruppo di ragazzi cinesi al loro tavolo. Dopo mille gentilezze e vari brindisi (che qui non si possono rifiutare), la ragazza del nostro nuovo amico cinese ha tirato fuori un pupazzetto, nemmeno tanto piccolo, brutto come la fame, un mix tra un topo e un coniglio.

Fin qui niente da dire, ma il?nostro stupore ha raggiunto livelli massimi quando la ragazza ha iniziato a cullare il peluche e a dargli da bere, come fosse un bambino neonato.
Ovviamente non abbiamo resistito dal cominciare a giocare anche noi con questo fantastico “baby”, come lo chiamavano loro, facendogli fare i voli e le evoluzioni più impensabili.
Risultato: il “baby” è stato sequestrato?e, probabilmente anche per questo, i nostri nuovi amici cinesi non ci hanno più chiamato nè mai più risposto ai nostri inviti…


L’acqua calda poi…
Nel nostro appartamento sui due bagni a nostra disposizione uno non ha mai avuto l’acqua calda, con la spiegazione che “funziona solo in uno”.
Vabbe’ allora poi mi spieghi a che serve il bagno in camera se, già manca il bidet e?gabinetto a parte, non mi posso fare nemmeno uno straccio di doccia.
Ma anche qui va bene, siamo amici e ci adattiamo con i turni per l’ acqua calda e a quanto pare non è morto ancora nessuno e ci si lava regolarmente.

Però state sicuri che…
dovunque andiate un bicchiere di acqua calda, almeno nella stagione in corso, non ve lo negherà nessuno.
I ristoranti pullulano di cameriere con una brocca di acqua calda in mano, che?versano?continuamente nel tuo simpatico bicchierino, talvolta pieno di erbette, ma credetemi lungi dall’essere un the o una tisana, litri e litri di acqua alle volte bollente.
Ma fin qui ok, Paese che vai usanza che trovi, ma?se io ho sete non mi puoi dare l’acqua calda da bere!!!
”Eh no, Giuseppe, mi dice la ragazza che lavora con me, l’acqua calda si beve perchè fuori fa freddo, d’estate si beve l’acqua fredda”.
Non fa una piega. Grazie Confucio!


La Cina, Shanghai soprattutto perchè l’ho vissuta di più, mi piace un sacco. C’è parecchio da fare, il cibo è ottimo e sapendosi adattare un po’ si puo vivere davvero bene.
Sarà anche ricca di contraddizioni, ma alla fine quale paese non lo è??Abbiamo tutti le nostre fissazioni ed i nostri difetti. Certo qui magari siamo per certi versi ancora indietro di un po’ di anni, ma vanno anche considerate le condizioni storico-politiche ed economiche.

I nostri amici cinesi sembrano comunque un popolo generoso e disponibile, anche se timido e non molto aperto al dialogo. Sono curiosi di sentire parlare di Occidente, ma proprio non riescono a comprendere delle abitudini che per noi sono normalissime (come quella di non sputare a vanvera o di mettersi la mano davanti alla bocca per sbadigliare).
Di sicuro in un po’ di anni ci raggiungeranno e magari ci supereranno, proprio forti di questa loro curiosità che li spinge, per certi versi, ad andare ad una velocità che in fin dei conti non gli appartiene del tutto.


Giuseppe Milici

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