Per non dimenticare Ernesto Chiarantoni, ultima vittima dell’amianto

Intervento di Marco Bronzini, consigliere comunale



Consiglio comunale della Città di Bari, 2 aprile 2007

Sig. Presidente, Sig. Sindaco, Sig.ri Assessori, Sig.ri Consiglieri, la mattina del 29 marzo u.s. si è spenta la nobile figura del Prof. Ernesto Chiarantoni.

Non aveva ancora compiuto 45 anni, eppure aveva già dimostrato il suo valore non solo di docente universitario, ma anche di figlio, di marito, di padre e di cittadino attento e generoso.
In ambito professionale era amato dai Suoi studenti e stimato dai Suoi colleghi. Si è dedicato all’insegnamento ed alla ricerca con rara professionalità e sempre con grande dedizione e umiltà.

Ho avuto la fortuna di condividere con lui molto tempo nell’ambito dell’attività universitaria e posso affermare, senza alcuna retorica, che Egli ha sempre mostrato una particolare attenzione all’ascolto, conseguenza del Suo grande rispetto per il prossimo.
Questa Sua dote, non comune, Gli ha consentito di porsi, con la Sua intelligenza ed i Suoi sentimenti, a disposizione dei Suoi concittadini nel difficile compito di sensibilizzazione sul dramma conseguente all’esposizione all’amianto.

Il Prof. Ernesto Chiarantoni, ingegnere, si è spento, vittima di un mesotelioma pleurico (un raro tumore dovuto all’inalazione di fibre cancerogene di asbesto, ndr.) che ha combattuto, anche con grandi sofferenze, per ben cinque anni, in una lotta impari, ma ricca di dignità e discrezione.
Sebbene indebolito dal male, ha sempre dimostrato impegno nella Sua professione, amore verso i Suoi famigliari ed attenzione verso i Suoi amici.

Ernesto, come mi piace chiamarLo ancora una volta, il caro Ernesto aveva già dovuto far fronte alla perdita del padre in età adolescenziale, vittima anch’egli del mesotelioma pleurico.
Abitavano a ridosso della Fibronit, la ben nota fabbrica della morte?(ex fabbrica di cemento-amianto, chiusa nel 1985, ndr.),?dove il papà aveva avuto anche la sfortuna di lavorare per solo sei mesi. Nonostante questa tragedia, che avrebbe messo in ginocchio chiunque e che avrebbe legittimamente inasprito ogni animo, Ernesto ha mostrato una dote rara: la generosità.

Aveva da poco saputo del male che Lo aveva colpito e sebbene fosse in Lui sempre presente la responsabilità nei confronti della famiglia, in particolare della moglie e della figlioletta Claudia, oggi di otto anni, a cui vanno il mio abbraccio ed il mio affetto commosso, non ha rinunciato adimpegnarsi, con la Sua intelligenza, nei primi movimenti che hanno poi determinato la nascita di una vera, comune, coscienza sul dramma della Fibronit.

Il destino di Ernesto era segnato, ma Lui ha lavorato, seppur con rabbia, con uno stile ed una educazione che dovrebbero essere di esempio per molti.
Mai ha preteso attenzione particolare, mai è scivolato nel vittimismo. Il Prof. Ernesto Chiarantoni si è impegnato, con la Sua generosità, al fine di far comprendere una realtà, che forse non ha ancora mostrato il dramma nel suo apice.

A nome mio personale e dell’intero gruppo Emiliano (lista civica, ndr.), Sig. Presidente, Le chiedo di poter concedere, alla memoria del Prof. Ernesto Chiarantoni, un minuto di raccoglimento in quest’aula, in modo che il Consiglio comunale della Città di Bari, nella sua interezza, possa avere l’opportunità di rendere omaggio ad una figura di cittadino che, sebbene vittima dell’incuria degli uomini, ha saputo mostrare una generosità che mai potrà essere dimenticata.

Nella circostanza, affido anche, ad una attenta futura memoria, la possibilità di lasciare nella città una testimonianza del Prof. Ernesto Chiarantoni e di tutte le vittime della Fibronit, per noi, martiri tutti, di una nuova civile Resistenza.

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