Leggere un libro, come un rito magico… ANTONINO GALLETTA

Ogni volta che chiudo un libro…
nella mia mente si materializza l’immagine della mia professoressa di italiano delle medie che un giorno me ne?donò uno;?ogni volta sono un po’ triste, ma la mia è una tristezza dolce, una tristezza un po’ originale che mi assale ogni volta;??c’è nostalgia nel mio cuore per i luoghi descritti in quelle pagine che non potrò più ripercorrere;?c’è quel senso di vuoto che si avverte quando finisce un amore o una bella amicizia, perchè non rincontrerò più quei personaggi a cui tanto mi ero affezionato.
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Leggere per me è un rito magico…
che mi trasporta in un mondo virtuale e parallelo, è bellissimo leggere anche nella confusione, perchè proprio in quei momenti capisco quanto sia forte quella magia, le orecchie si tappano e gli occhi vedono quello che gli altri non possono vedere, leggere mi rende uno schizofrenico inoffensivo.
Vedo i personaggi di ogni romanzo come solo io posso vederli, perchè ognuno di noi dà sempre un volto diverso ad ogni personaggio, ci innamoriamo a volte nella lettura e magari facciamo il tifo per altri personaggi sfigati che tanto ci assomigliano.


Leggere è…
stabilire un rapporto molto intimo con la nostra anima e il libro è un guscio che racchiude un intero mondo, il nostro cuore è molto più ricco quando i nostri polpastrelli sono secchi, le pagine rendono più lisce le nostre mani impregnandole di un profumo indescrivibile.


Mentre leggiamo, il nostro volto assume espressioni incontrollabili che agli occhi degli altri ci rendono a volte più stupidi e a volte un po’ folli. Ogni libro è lo specchio di noi stessi, nei libri mettiamo a nudo i nostri pensieri e le nostre opinioni, leggendo impariamo a conoscerci, nella lettura siamo quello che vogliamo essere, torniamo adolescenti commuovendoci per poco o per tanto.


Nei libri tutto è più reale, ho visto cieli…
che non avevo mai visto e grazie alla lettura ho imparato ad amare cose che avevo sempre ignorato: per esempio ho gioito per una mattinata di sole primaverile e mi sono commosso davanti ad una finestra in un freddo pomeriggio piovoso.


Ma quello che amo maggiormente nei romanzi sono i sentimenti: nelle storie narrate i sentimenti sono più forti della realtà, sono tanto forti da raggiungerti. Questa forza è data dal fatto che a differenza della realtà, nei libri i sentimenti non sono misurati e soprattutto non temono confronti.


I libri non sono più soltanto dei loro autori ma diventano proprietà dei lettori. Un buon libro è quello che non ti fa mai pensare al suo autore, che ti scaraventa in una storia che si autoalimenta senza forzature. Anche se bisogna riconoscere che lo scrittore regala all’umanità un modo per sognare e per sperare.
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Non riuscirò mai a descrivere in realtà cosa un libro è per me e quanto importante è stato quel dono, quel dono che io trasmetterò ad altri. E se un giorno dovessi mai avere un figlio, il primo libro che leggerà sarà quello che ho ricevuto e che conservo ancora oggi, con una dedica per me!

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