6 giugno 2007 INCONTRO all’ARCA: Partito Democratico – partecipare per decidere?

Sabato 2 giugno?teatro Quirino di Roma:?manifestazione degli “Ulivisti per il Partito Democratico” (PD), a cui hanno partecipato R. Prodi e W. Veltroni, con i ministri Melandri, Parisi e Santagata.?
Teatro?affollatissimo di persone provenienti da ogni parte d’Italia, pur essendo state convocate per e-mail solo pochi giorni prima. C’eravamo anche noi…


Un incontro interessante: i partecipanti hanno interrogato i leader, che hanno ascoltato e soltanto dopo sono intervenuti.

Molte le domande e i dubbi: dalle questioni di bioetica a quelle della laicità dello Stato e della Politica, dalle questioni ambientali a quelle che riguardano le persone immigrate, dai problemi in cui si dibatte la giustizia alla questione meridionale e ai rapporti tra Sud e Nord.

In particolare la platea degli ulivisti è stata molto critica sul metodo seguito finora dai due maggiori partiti della coalizione ed ha posto con forza – tra l’altro – un problema:
definire regole chiare, trasparenti e condivise per le elezioni dell’Assemblea costituente, previste per il prossimo 14 ottobre.
Ma definire anche – in modo condiviso – lo statuto del futuro PD, la questione della rappresentanza dei giovani e delle donne non può più essere elusa da nessuno.

L’incontro che si è tenuto?all’Arca ha avuto?lo scopo?di riferire i contenuti della manifestazione romana e nello stesso tempo di scambiarci delle idee, per confrontarci sulla possibilità di un nostro (eventuale) impegno nel percorso politico che porterà al PD.

Siamo stati tra i protagonisti durante le primarie, anche attraverso?la formazione del Gruppo di impegno “libertà è partecipazione”: si tratta ora di capire sino in fondo quali prospettive si aprono (se si aprono…) per noi che intendiamo continuare a testimoniare il nostro impegno per la riforma della politica (utopia?)

Ci siamo posti delle domande:?Che fare? Partecipare? E se sì, in che modo?
Certo, lo spirito dell’Ulivo è molto lontano dallo spirito con cui si va verso il PD, i segnali ricevuti sin qui sono molto negativi, ma – hanno detto in molti – non “conviene” gettare la spugna in via preventiva. Forse se vogliamo sperare di avere un ruolo, dovremmo superare l’ambito locale e puntare ambiziosamente a quello nazionale.

Uno dei punti di debolezza di questo evento politico è secondo alcuni la limitatezza della forma-partito, per come si è venuta sin qui configurando; attualmente infatti si è creato un vuoto tra l’area della sinistra radicale e l’area moderata.
Non sappiamo ancora?come si formerà la Costituente, chi vi parteciperà, come lavorerà, quali ruoli avrà e quali processi avvierà.?Noi siamo da sempre?favorevoli a forme di democrazia partecipata (e non confermativa), per cui le elezioni per l’assemblea dovrebbero seguire la regola: UNA TESTA, UN VOTO!

Inoltre, riformare la politica significa anche dire di?NO agli incarichi plurimi, per una?distinzione netta tra gli incarichi istituzionali e quelli esecutivi: chi entra nel partito per esempio, non può fare l’assessore (tanto per essere chiari).

Per noi cittadini e cittadine, questa potrebbe essere un’occasione importante – unica! – per riuscire ad incidere, il PD non esiste ancora… per questo l’Arca si propone?come uno spazio aperto di discussione, aperto anche ai segretari di partito, perchè ascoltino qual è “il partito che vogliamo”: vogliamo partecipare per decidere.

Certo, è necessario non essere da soli, ma promuovere momenti di incontro e di riflessione comune, partecipare agli incontri promossi da altri soggetti e collegarsi alla rete nazionale dei gruppi e delle associazioni che si stanno autorganizzando.

Di una cosa siamo sicuri:
Non intendiamo aderire al buio o confermare organigrammi “precotti”.

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