Il PARTITO DEMOCRATICO e le donne: un nuovo partito o un partito nuovo?




Un intervento di Magda Negri e una lettera di Tina Anselmi *


Il 14 ottobre (giorno delle primarie per l’elezione dell’assemblea costituente per il partito democratico, ndr.) deve vedere una grande partecipazione femminile! Donne andiamo a VOTARE.


Chi andrà a votare esisterà come membro dell’Assemblea Costituente. Chi non andrà, pur aderendo “in spirito” dovrà accontentarsi di un ruolo di “supporter” esterno, coscienza critica, ma non sarà membro effettivo del PD, con pienezza di diritti. Non potrà segnare di sè, delle proprie aspirazioni e volontà, il programma e lo Statuto del medesimo. Tutti/e auspichiamo la massima partecipazione per il 14 ottobre.


Non si è ancora ben? inteso, anzi interiorizzato, che la base degli iscritti del PD nascerà materialmente, oggettivamente, hic et nunc, il 14 ottobre.


Sembra scontato che tutti ne abbiano più o meno coscienza ma non è così. Soltanto un mese e mezzo fa, l’importante segretario dei DS di un significativo Comune della prima cintura di Torinn, in un’amena conversazione serale con me, alla Festa dell’Unità, cadeva dalle nuvole quando lo sollecitavo ad organizzare la presenza per il 14 ottobre.
Lui pensava di dover convincere i “renitenti”.
Ma considerava se stesso – dal momento che aveva votato per la mozione Fassino – di essere di fatto già membro del PD.
Provate a moltiplicare per 10 il problema per la base femminile delle iscritte (non quella militante) dei due partiti promotori e ci avvicineremo alla questione.


Il PD deve nascere subito segnato dalla presenza femminile, partito di uomini e donne.


Molte nuove donne e ragazze andranno a votare per propria consolidata convinzione e sull’onda della mobilitazione elettorale e competitiva delle liste concorrenti. Ma non possiamo o non vogliamo rinunciare alla presenza delle iscritte attuali delle donne dei Ds e Margherita, nella loro ricchezza e varietà di persone di donne già responsabili verso la pnlitica.


Faccio l’esempio per le donne dei DS: siamo ora circa 166.000 pari ad 1/3 del partito che, all’ anagrafe degli iscritti, ne certifica circa 630.000. Queste donne, regionalmente concentrate in modo asimmetrico, per lo più, sono abituate a ricevere la tessera in casa o sui luoghi di lavoro, e solo in minima parte, si recano nella? sezione territoriale.


La nostra sfida per la partecipazione, dunque, è proprio questa. Dobbiamo fare da traino, letteralmente, per le centinaia, migliaia di donne ed infondere la grande necessità di partecipare con le loro specifiche esperienze? e responsabilità. Solo così non andrà perduto un patrimonio immenso e le donne potranno partecipare attivamente ed essere giustamente rappresentate alla costruzione del PD.
Magda Negri



La lettera di Tina Anselmi?

Il cammino che dobbiamo percorrere richiede la capacità di guardare in avanti, là dove dobbiamo costruire il nostro futuro e per far ciò abbiamo bisogno di ciascuno e di tutti, esaltando le singole identità,? rispettandone i bisogni, i talenti, le memorie, gli ideali, le convinzioni religiose e politiche.

Vivendo la libertà, non come un dono, ma come impegno costante per fare crescere la comunità e, nella comunità, il contributo del singolo.

Vivendo il potere non come privilegio di pochi, ma come espressione di responsabilità e di etica.


Vivendo la partecipazione, non come discriminante tra generazioni, ma come collante tra vecchi, adulti e giovani fidandoci di questi ultimi, perchè il futuro appartiene loro.

Partecipare significa correre il rischio, infatti, di un destino comune, che questi anni di vita democratica, in Italia e in Europa, hanno dimostrato essere lievito non solo dei singoli Paesi, ma stimolo e arricchimento del valore e del senso della nostra vita personale.

Auguri, dtnque, perchè il futuro sia segnato da tanti di noi, da chi ha vissuto gli anni tragici della guerra, da chi ha contribuito a costruire la nostra Repubblica fondata sui valori della Resistenza, da chi si impegna nelle opere di pace, da chi sta aiutando l’umanità a mitigare, a superare, là dove è possibile, le tante, troppe ingiustizie, che feriscono la persona e la sua dignità.

In questo cammino comune il protagonismo delle donne, le nostre ricchezze, il nostro sapere, confrontandosi, alla pari, con il millenario protagonismo maschile, lo arricchiranno, lo stempereranno negli eccessi, lo obbligheranno a rinnovarsi e saranno determinanti.

La libertà e la democrazia, care amiche e cari amici, parole che vanno usate con parsimonia e con rispetto, non si possono nè esportare, nè imporre con la forza.
Hanno bisogno della trasparenza delle Istituzioni, di risposte concrete e tempestive ai bisogni dei cittadini, del coraggio, della passione, della cultura,*del rispetto delle regole e della legalità, della capacità di anteporre il bene dello Stato a quello personale delle donne e degli uomini che ci rappresentano in Parlamento, e che ci governano.

Buon lavoro, Tina Anselmi



?* dal sito: www.ledemocratiche.it

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