Antonio V. Gelormini – Epifani, il distacco

I tempi cambiano. I ritmi aumentano e i processi di disgregazione e di ricomposizione registrano accelerazioni esponenziali. Le istituzioni monolitiche mostrano affanno ed anche un moloch come la Cgil capisce che per sopravvivere deve diventare più snella. E se questo passa per la separazione dall?affetto più caro, pazienza. Sarà dura, ma è necessario. Anche i figli che più si aggrappano alla gonna di mamma, prima o poi se ne separeranno.


Il sindacato di Giuseppe Di Vittorio e quello di Luciano Lama erano cosa ben diversa da quello odierno. In epoca di conflitto generazionale, di interessi contrapposti tra padri e figli, le difese corporative all?interno dello stesso sindacato ne minano alla base la prospettiva esistenziale.


Guglielmo Epifani lo sa bene. Lo ha capito da un pezzo e si accinge a governare la fase più contraddittoria, più dolorosa e più lacerante: il distacco. La Fiom, la costola d?Adamo/Cgil, da tempo conduce una lotta nell?ottica dell?interesse particolare, piuttosto che assumere il compito di apripista per rivendicazioni intersettoriali. Per quanto sia una componente storicamente importante del movimento sindacale, essa resta pur sempre una minoranza. E in quanto tale, non potrà che rispettare il responso dell?intero consesso dei lavoratori, chiamati ad esprimersi con un referendum interno sull?accordo siglato dai vertici sindacali con il governo.


Le fughe in avanti non pagano. Tentare di condizionare le scelte dell?intero movimento e fare sponda sulla politica, per lanciare la manifestazione del 20 ottobre contro il protocollo sul welfare, assicurando pure la compatta partecipazione, in realtà indebolisce la forza del sindacato, mettendone a repentaglio unità e credibilità. La strada intrapresa ha un solo sbocco: la separazione. E Guglielmo Epifani, segretario di questa e di tutta la Cgil, ne ha già abbozzato le pesanti motivazioni: ?Se il referendum fra i lavoratori ci darà ragione, la manifestazione del 20 ottobre sarà contro il sindacato e contro i lavoratori?.
Imperdonabile.

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