Nuovi test universitari: chi ha barato non deve ripetere la prova!

Un intervento di Saverio Massari per il nostro FORUM



La vicenda dei test di accesso alla facoltà di medicina è nota a tutti. Si è consumata venti giorni fa, ma viene da lontano. Trenta o quaranta ragazzi sono stati beccati (dalla guardia di finanza!) mentre coglievano il frutto avvelenato dell’ammissione truffaldina al corso di laurea.
E per cogliere quel frutto disgraziato si sono mischiati ? avendo i soldi per farlo – con una cosca ben organizzata capeggiata da un paio di cattedratici.


Il ministro Mussi ha promesso che non si darà pace finchè quei prof non saranno cacciati (ci vorrà il suo  tempo?) mentre il rettore Petrocelli ha scoperchiato il bidone, ha dato un’occhiata dentro, ha perso il sorriso e, nauseato, ha dovuto annullare tutto. Credo al suo sincero sconforto.


Poi si è scatenata una vociante discussione, dove echeggiano da ogni parte i più rimasticati luoghi comuni garantisti (ah! la presunzione d’innocenza? animale misterioso) e dove ritorna la tipica saccenteria giuridicista di ogni caffetteria barese (ah! i ricorsi, i controricorsi?) ma è una discussione dove manca del tutto il buon senso di una buona politica. Anzi, come in tante cose degli ultimi mesi invasi dalla dilagante lotta per il potere nel PD, la politica in questa discussione manca del tutto. Sappiamo dov’è momentaneamente impegnata.


Sta di fatto che manca una buona politica che trovi il modo, lo strumento e il dove per annullare la nuova grande ingiustizia che sta per materializzarsi nelle aule dei test: gli imbroglioni che ripetono l’esame come nulla fosse accaduto, alla pari con gli altri. E non solo alla pari: in mezzo e accanto e confusi con gli altri. E soprattutto anonimi.

Perchè è l’anonimato dei prepotenti la vera, indicibile, livida trincea intorno alla quale continua a farsi col coltello fra i denti la vera, indicibile, livida lotta politica della nostra città. Perchè è  quell’anonimato il veleno che viene da lontano.


Eppure un giurista (Nicola Colaianni) ha indicato  uno strumento per un bel colpo di scopa, e poi pure un candidato del PD (Michele Emiliano) per primo si è finalmente schierato e ha chiesto ieri un mezzo per allontanare i furbastri. 


E si rafforza allora il sospetto che il vero ostacolo che si oppone a questo elementare gesto di giustizia stia in questo: che si saprebbero i nomi. Poche cose i baresi temono di più, e il pericolo per i prepotenti è concreto perchè esiste ? questa volta esiste ? una lista segreta. (Sarà poi affascinante riflettere sulla importanza che ha conquistato la concupiscenza del nome nell’ultimo trimestre cittadino ? ma questa è materia per un’altra discussione e qui sarebbe fuorviante).


Proviamo allora a mettere insieme le idee, le proposte, le sfide per prevenire questa grande ingiustizia, ci sono poche settimane di tempo (i nuovi test incombono) ma possono bastare per un nuovo scatto di reni della società civile. Almeno che si senta la voce di chi non ci sta. Un nuovo forum dei cittadini attivi darà a chi lo promuove il merito di aver da capo rivolto lo sguardo alle cose della vita concreta di tante famiglie pugliesi.

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