14 ottobre, la domenica delle primarie per il Partito Democratico

Carlo Paolini



Mi sembrava – la domenica delle primarie?- di vivere in un’altra realtà quando vedevo lunghe file davanti ai gazebo e ai seggi elettorali: una folla di donne e uomini che con grande pazienza aspettava il suo turno per votare. Una folla che ci costringeva a correre nel centro organizzativo di C.so Alcide De Gasperi per ritirare altre schede fino ad essere obbligati a fare le fotocopie delle stesse, perchè quelle originali erano ormai terminate.

Mentre mi spostavo da un seggio all’altro, mi venivano in mente le parole scambiate nei numerosi incontri – da noi organizzati presso la sede dell’ARCA – in vista delle primarie per eleggere l’assemblea costituente che – dal prossimo 27 ottobre 2007 – avvierà la nascita del nuovo Partito Democratico. Ero contento davvero, vedevo che (ancora una volta) la politica stava vincendo.

Quei tre milioni e?mezzo di persone che hanno votato ci dicono che la politica (la buona politica) è necessaria perchè può contribuire a costruire la speranza per un futuro migliore.
Certo, ha la sua tecnica e le sue esigenze, ma è quello che sta dentro ciò che conta.

E nonostante abbiano fatto veramente di tutto, dalla scelta di bloccare le liste ai tentativi di controllare il voto, rimborsando l’euro versato e facendo incetta di ricevute…, l’idea di una forza politica nuova e aggregante, in grado di superare la frammentazione degli attuali partiti è stata più forte e vincente.

E’ un risultato che tanti ulivisti della prima ora come noi possono valutare con soddisfazione e (perchè no?) anche con un po’ di orgoglio, visto che mai abbiamo abbandonato la fiducia nelle idee forti dell’Ulivo, nemmeno nei momenti più oscuri e scoraggianti della coalizione del centro-sinistra che vorremmo ormai poter scrivere senza trattino: il nascente Partito Democratico ha incominciato a farlo.

Ora la sfida si fa interessante ma difficile, perchè non si può deludere chi con questa partecipazione così ampia ha lanciato una richiesta forte di RIFORMA della politica: è il momento di provare a costruire insieme questa nuova formazione, il nuovo soggetto politico della politica italiana, partendo dalla sperimentazione della democrazia partecipata, dalla ricerca paziente della condivisione, ma anche – come dice Walter Veltroni – dalla capacità di saper decidere, valorizzando pienamente soprattutto il ruolo di giovani e donne.

E’ con questo spirito di ascolto che parteciperò all’assemblea costituente regionale.

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