29 ott. 2007 – Bari da ri-amare: partiamo dal quartiere Libertà?


In occasione della mostra del grande fotoreporter milanese Uliano Lucas “La città all’Ovest. Bari. Quartiere Libertà”, L’ARCA ha organizzato – nella sala Murat – un incontro sul tema: “Bari, una città da ri-amare: partiamo dal quartiere Libertà?”. Agli interventi del giornalista Nicola SIGNORILE e del sociologo Enzo PERSICHELLA (in piedi nella foto)?è seguito un vivace dibattito, coordinato da Carlo PAOLINI, a cui hanno partecipato numerosi cittadini e commercianti del quartiere.?

Nicola Signorile ha posto in evidenza come l’obiettivo di Lucas?abbia messo?in luce il carattere del Libertà, dove viene in primo piano il graduale abbandono di un quartiere storico che nel tempo non ha tuttavia perduto – pur deformandosi – le sue testimonianze architettoniche e monumentali.
Bari è una città che, inseguendo un falso concetto di modernità, ha incentivato l’edilizia speculativa soffocando anche la possibilità di organizzare piazze e luoghi pubblici per l’incontro dei cittadini. Ora – ha continuato Signorile ? si vorrebbe continuare lo scempio con l’allontanamento di una funzione importante, centrale dal quartiere costruendo un nuovo tribunale in una residua zona agricola. Tale soluzione provocherebbe un ulteriore colpo ad un quartiere carente di servizi ed alla sua attività economica e commerciale, innescando fra l’altro un’assurda guerra fra quartieri.
Il problema dell’edilizia giudiziaria deve essere risolto all’interno del quartiere attraverso un piano di riqualificazione urbana: in questa direzione è un importante passo avanti ed ormai un punto fermo, il risultato del Tavolo tecnico di Comune, Provincia e Regione, che ha recepito e sviluppato le proposte avanzate da un gran numero di associazioni di cittadinanza attiva e organizzazioni sindacali, che hanno dato vita al comitato “Giustizia a Libertà”.


Enzo Persichella si è invece soffermato sul profilo sociale del quartiere, che con i suoi circa 40mila abitanti è il più popoloso della città dopo il Picone.
Questo quartiere ? ha detto Persichella ? si colloca in una posizione semi-centrale della città e piuttosto che una delle tante periferie che compongono Bari rappresenta una città all’interno della città compatta. Un quartiere con una presenza giovanile mediamente più alta rispetto agli altri e dove mancano spazi più o meno attrezzati per la socialità dei minori e della cittadinanza in senso più ampio.
La mancanza di spazi (del verde, nemmeno a parlarne)costringe ragazzini e adolescenti a rincorrersi nei loro giochi per le strade o sui marciapiedi, in permanente e pericolosa competizione con le auto che si muovono in numero notevole o che sostano in costante doppia fila.
(Il prof. Giovanni Gatti, già direttore del dipartimento vie e trasporti del Politecnico, intervenuto nel corso dibattito ha riferito che quotidianamente il quartiere Libertà e il murattiano sono attraversati in entrata e uscita da più di ottantamila auto).
Se non fosse per il Redentore (oratorio salesiano, Ndr.), per qualche scuola privata dell’infanzia? e per le parrocchie, i luoghi di aggregazione per i bambini e preadolescenti sarebbe pari a zero. Non è raro ? ha osservato Persichella ? vedere i più piccoli giocare in semicattività sui balconi di casa.
Il quadro amaro di questa città nella città è infine rappresentato dai dati sull’occupazione ufficiale, dove più di un terzo della popolazione risulta tra i disoccupati o tra le persone in cerca di prima occupazione (le quote della componente femminile sono sbalorditive e denunciano la cospicua presenza di lavoro nero).
Un quartiere assai articolato dal punto di vista della composizione sociale, dove si registra fra l’altro un’alta percentuale di immigrati ‘regolari’ e dove inoltre si può facilmente ipotizzare una elevata presenza di immigrati ‘non regolari’. E dove, pertanto, numerosi appartamentini e locali, ritrovano una piena, quanto ‘non ufficiale’, vitalità abitativa invece di essere abbandonate, come sembrerebbe, ad una infruttuosa inesorabile fatiscenza.


Maruzza Capaldi, presidente dell’associazione Recherche e curatrice (con Nicola Signorile) della mostra, ha manifestato l’intenzione di portare la stessa in più luoghi all’interno del quartiere.


Carlo Paolini, presidente dell’ARCA, ha ricordato la distruzione della memoria storica di Bari, città che ha lasciato distruggere edifici importanti per inseguire un discutibile concetto di sviluppo. Ora forse si è un po’ più consapevoli del valore urbanistico di alcuni di essi e si fa strada -faticosamente – l’idea di riqualificare vaste zone della città. Le scellerate scelte amministrative degli ultimi trent’anni hanno snaturato il suo essere luogo di incontro e di scambio: ne ha risentito per primo il commercio, che nel quartiere Libertà sta manifestando uno stato di crisi a macchia di leopardo.
I bambini – ed in particolare quelli del Libertà – sono come scomparsi dall’orizzonte della città: ci si occupa di loro solo in termini di recupero. A questo proposito è necessario rivedere, e in fretta, nell’ottica della prevenzione gli interventi sociali a favore dei minori a rischio e delle loro famiglie, perchè sembra che proprio il quartiere Libertà presenti il più alto tasso di recidività degli stessi (oltre il 100%).
Le immagini di Uliano Lucas ? ha concluso Paolini – toccano la sensibilità di noi cittadini che vogliamo tornare ad essere protagonisti: ed è per questo che proprio da questo incontro è partita l’idea e la volontà di dar vita ad un Comitato di quartiere per la rinascita culturale e politica del Libertà.


?

« Torna indietro