APPROVATA LA RISOLUZIONE SULLA MORATORIA PER LA PENA DI MORTE

Una risoluzione davvero speciale



Antonio V. Gelormini

Bistrattato, deriso, assediato e martoriato peggio di un San Sebastiano, dalle vicende, dai commenti e dagli umori di casa nostra, il Governo italiano raccoglie onori e plauso all’estero. Nientemeno che nell’iperblindato contesto internazionale dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.


Questa volta non si tratta di “caschi blu” o di interventi su scenari di guerra, più o meno caratterizzati dall’attore principale USA. Questa volta uno degli attori non protagonisti è riuscito a cambiare la sceneggiatura e per la prima volta, con un’inusuale maggioranza di ben 104 voti a favore (54 contrari e 29 astenuti), l’Italia è arrivata là dove nessuno era riuscito finora.


L’approvazione della risoluzione sulla moratoria per la pena di morte, oltre ad essere una folata di vitalità che attraversa il palcoscenico ovattato dell’assemblea dei delegati ONU, come se qualcuno avesse improvvisamente aperto una delle grandi finestre del mitico Palazzo di vetro, è anche il successo di un’azione diplomatica che con pazienza, tenacia e raffinata professionalità ha tessuto pervicacemente accordi e alleanze per riuscire a cogliere, infine, un risultato davvero straordinario.


Il colpo di reni di un Governo e di un Paese ripiegato a confrontarsi sulle miserie del caso Speciale e sull’atavica indecisione, che porta ad allungare sine die le puntate del serial-farsa sull’Alitalia e sul suo controverso matrimonio, di nuovo avversato da risvolti di sapore manzoniano.
Ancora una volta, l’affiorare di quello “spirito animale”, citato con orgoglio dal Presidente Napolitano, che ci fa dare il meglio proprio nei momenti di maggiore difficoltà.


Una pagina importante, quella scritta dai nostri diplomatici ieri a New York, per il futuro in generale e per l’Italia in particolare. Che potrà far valere con rinnovata dignità sui prossimi tavoli negoziali e nei diversi contesti internazionali. Ma soprattutto per il Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che conquista nuova credibilità e una carta davvero pesante, in quella corsa sottaciuta e ambiziosa verso il ruolo di Mister Europa o Mister Pesc (l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue), attualmente affidato a Javier Solana.

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