18 genn.’08 – “L’Italia ? una provincia papalina?”

Venerdì 18 gennaio?nella nostra sede, in via Abate Gimma 302, ci siamo ritrovati?per un ciclo di INCONTRI DI LETTURA?COLLETTIVA DEL GIORNALE.?

L’idea (antica e nuova insieme…) ci è?stata proposta?da Antonio V. Gelormini, socio dell’ARCA e animatore dell’incontro, aperto a chiunque ama conoscere ed approfondire importanti tematiche di attualità, in uno spirito di dialogo e di confronto.



Il tema dell’incontro – che allude ai rapporti tra Istituzioni statali e gerarchie cattoliche in Italia – è stato:
“L’Italia è una provincia papalina?”.
Abbiamo letto insieme?l’editoriale di Eugenio Scalfari, apparso domenica 13 genn. scorso sulla Repubblica: “Una chiesa che scambia il sacro col profano”.


Antonio V. Gelormini ha richiamato prima gli ultimi eventi (la mancata visita del papa alla Sapienza di Roma),?focalizzando la sua introduzione sulla tesi che ?sia in atto da parte di Benedetto XVI il disegno di voler sfilare ?la ragione? ai laici illuministi, per farne pietra angolare a sostegno della fede. Una raffinata e certosina azione ai fianchi del pensiero liberale – afferma -?per fagocitarne il simbolo più intangibile e metterlo laicamente al servizio del credo religioso in senso lato. Evitando che gli eccessi di fede, senza il sostegno della ragione, possano prendere la deriva integralista?.


I diversi interventi, al di là delle differenze, si sono ritrovati a condividere un massimo comun denominatore: la consapevolezza della laicità delle Istituzioni pubbliche, da salvaguardare da ogni tipo di ingerenza, la tutela del diritto alla parola per tutti e di conseguenza il diritto di critica, circoscritta nell?ambito del normale rispetto del vivere civile.


Nel corso dell?incontro è stato necessario?ricostruire gli eventi, per dare a tutti un quadro chiaro della situazione.
Infatti a metà novembre scorso, 67 docenti della stessa università avevano firmato un documento in cui invitavano il rettore a riconsiderare l’invito fatto al pontefice in occasione dell?inaugurazione dell’anno accademico, rivendicando l?inopportunità del momento scelto e riaffermando la laicità della scienza, della ricerca e della stessa università.


Il rettore non ha risposto nè ha pensato di coinvolgere il senato accademico. Da quei giorni di novembre la questione sembrava chiusa per tutti e nessuno ne parlava più.
Il 10 gennaio avviene in Vaticano l?incontro tra il vescovo di Roma, papa Ratzinger, e il sindaco della capitale, Veltroni: in quella sede, Benedetto XVI si lasciava andare ad esprimere giudizi piuttosto duri sullo stato di degrado, secondo il suo punto di vista, delle periferie romane.


Una ?gaffe?, o meglio un?ingerenza politica, che il Vaticano ha cercato di sanare nei giorni successivi in quanto minava un corretto rapporto fra le Istituzioni dello Stato e la Chiesa cattolica: Roma diventa una “città godibile e accogliente” e le istituzioni locali “alacremente impegnate a migliorare la socievolezza e il benessere diffuso”!


Che fare per voltare pagina e far dimenticare la ?gaffe? di Benedetto XVI? C’era quella lettera dei 67 docenti? che è stata ripresa: una questione ormai chiusa veniva improvvisamente riaperta con gran fragore mediatico, come se quel documento fosse stato appena scritto!? In molti hanno prontamente dimenticato ciò che era avvenuto nell?incontro fra il Vaticano e il Campidoglio e la rinuncia autonoma del pontefice è passata come l’impedimento alla sua libertà di parola!


La questione dei rapporti tra stato e chiesa ha appassionato tanto, che sicuramente ci saranno altre occasioni di incontro per approfondire la questione e?per continuare il dialogo e il confronto.

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