Due iniziative sul Bilancio comunale: dic./genn.’07/’08

Finalmente anche Bari ha adottato, come Firenze e Torino, uniche altre città in Italia, il Bilancio di Genere, che – diversamente dal bilancio tradizionale – riclassifica la spesa in relazione agli interessi che l’amministrazione intende tutelare, lasciando comprendere l’investimento sulla qualità della vita degli uomini e delle donne.

Il bilancio di una città è sempre stato per noi cittadini un documento ostico, difficile da decifrare, un testo poderoso, denso di dati?percentuali e grafici che non facilitano la comprensione delle scelte che fa un’amministrazione.

Per questo, nella nostra sede, abbiamo promosso due incontri (merc. 12 dicembre 2007 e giov. 31 gennaio 2008) finalizzati a conoscere la struttura complessiva di un bilancio comunale, le procedure e i tempi della sua formazione, quali problemi bisogna superare per arrivare a scelte condivise.

Ci ha aiutato in questo percorso il dr. Francesco Catanese (nella foto), direttore della Ripartizione economica del Comune di Bari, che con un linguaggio semplice e chiaro, ma rigoroso, ci ha illustrato le diverse fasi di costruzione del bilancio ed alcuni obiettivi perseguiti, come ad esempio il fatto che nel 2007 la lotta all’evasione è stata realizzata con buoni risultati.

Nel secondo incontro, egli si è soffermato più a lungo sul Bilancio sociale e su quello di genere in particolare, un documento sicuramente più leggibile da parte dei cittadini e delle associazioni. Per la raccolta dei dati, il Comune si è servito della collaborazione dell’IPRES (Istituto Provinciale Ricerche Economiche Sociali), conducendo un’analisi del nostro contesto territoriale, per poter riclassificare la spesa complessiva in 4 aree così definite:
a) aree indirettamente inerenti il genere (asili nido, trasporto scolastico, assistenza scolastica, assistenza per anziani e disabili, ricoveri in case di cura ecc.);
b) direttamente inerenti il genere (incentivi per la disoccupazione, voucher formativi, sussidi per il sostegno al reddito, borse lavoro)
c) ambientali di genere (traffico, mobilità, tempi della città, illuminazione, verde pubblico)
d) neutre per il genere (acquedotto, nettezza urbana, cimiteri).

Durante l’esposizione, sono stati illustrati alcuni casi concreti che hanno polarizzato il dibattito, a cui hanno dato un contributo particolare per la loro competenza in materia il prof. Enzo Persichella, sociologo, ed il prof. Antonio Troisi, responsabile dell’Osservatorio sulla Finanza Locale, il quale ha indicato nel miglioramento del bilancio un miglioramento della democrazia, specie per i giovani.

Tra i nodi principali del dibattito, uno in particolare: come riuscire ad individuare gli strumenti più corretti per prevedere con sufficiente approssimazione le ricadute sociali degli interventi programmati, in modo che si possano mettere in rapporto l’efficienza con l’efficacia dei servizi erogati ai cittadini.

I due incontri sono propedeutici a quello che presto avverrà – sempre nella nostra sede – con l’assessore alla Programmazione e al Bilancio, Cinzia Capano.

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