Le bugie del centro-destra barese sul Petruzzelli e Punta Perotti

di Carlo Paolini – Presidente dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica


L’artificiosa polemica di esponenti del centro-destra barese, guidati dall’ex sindaco Di Cagno Abbrescia, sulla sentenza di Strasburgo e sul teatro Petruzzelli inducono alcune considerazioni.

Le storie dell’esproprio del teatro Petruzzelli e dell’abbattimento dei palazzi di Punta Perotti hanno in comune due errate disposizioni legislative di governi nazionali di segno opposto:
a) l’esproprio del Petruzzelli del governo Prodi
b) l’abbattimento di Punta Perotti voluto dal governo Berlusconi nel 2001.

In entrambi i casi sul territorio barese si confrontano i due contendenti alla futura carica di sindaco: Simeone Di Cagno Abbrescia e Michele Emiliano.
è innegabile che per la ricostruzione del teatro Petruzzelli abbiamo assistito alla quasi decennale inerzia di Di Cagno Abbrescia che, tra una polemica e l’altra, non è stato in grado di chiudere in tempi ragionevoli la ricostruzione del teatro, facendo incancrenire una situazione che andava risolta in tempi brevi, vista anche la sua assonanza politica con l’allora governo Berlusconi e il governo di Raffaele Fitto alla Regione.
All’inerzia dell’ex sindaco è corrisposto invece il coraggio decisionale di Michele Emiliano che, di fronte all’esproprio del teatro, ha proceduto alla sua ricostruzione in tempi da record per il nostro meridione. E nonostante la colpevole azione di disturbo dell’attuale governo Berlusconi che ha ascoltato le voci di Fitto e Di Cagno Abbrescia, facendo slittare l’inaugurazione del teatro, fissata per il 6 dicembre scorso, Emiliano può fregiarsi del grande merito di essere riuscito in un’impresa di cui molti dubitavano e a cui i cittadini hanno riconosciuto tutta la valenza.
Oggi il teatro Petruzzelli è davanti ai nostri occhi, pronto, in attesa soltanto di essere riconsegnato al godimento della città.

Per quanto riguarda la storia dell’abbattimento dei palazzi di Punta Perotti, Di Cagno Abbrescia (ex-sindaco, N.d.r.) venne ancora una volta accusato di inerzia da parte del governo nazionale guidato da Berlusconi che con legge nazionale del 15-12-2004 n.308 art.32 così legiferava: “… verificato il mancato esercizio del potere di demolizione delle opere abusive già confiscate a favore del Comune con sentenza penale passata in giudicato, diffida il Comune medesimo a provvedere entro il termine di 60 giorni, invitando la Regione Puglia ad esercitare, ove occorra, il potere sostitutivo.

Il Direttore Generale, accertata l’ulteriore inerzia del Comune, nonchè il mancato esercizio del potere sostitutivo da parte della Regione, provvede agli interventi di demolizione avvalendosi a tal fine delle strutture tecniche del Ministero della Difesa“.
L’abbattimento quindi era un atto dovuto, peraltro sentito proprio dalla grande maggioranza dei cittadini che si vedevano spezzato l’orizzonte del lungomare e che oggi si godono lo spazio recuperato a verde.

Da una parte
ancora una volta il coraggio decisionale di Emiliano nel rispetto della legge, dall’altra l’inerzia di Di Cagno Abbrescia, molto sensibile invece a voler edificare sui siti inquinati dell’ex Fibronit e del Gasometro e ad inaugurare spiagge all’amianto.
Il centro-destra mente e sa di mentire quando tenta di speculare addossando a Michele Emiliano responsabilità che non sono sue, nè della sua amministrazione, colpevole invece – questo sì – di avere solo fatto gli interessi della città.

Mutuando il linguaggio sportivo, potremmo dire che la partita si chiude con un secco 2 a 0 per Michele Emiliano!
E il campionato continua…

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