Mi scusi Presidente, ma talvolta mi vergogno di essere italiano…

di Michele Dabbicco*


Via libera dell’aula di Montecitorio al disegno di legge sulla sicurezza, che torna al Senato per il sì definitivo.
Nel voto finale (presenti 555, votanti 552) i sì sono stati 297, i no 255, gli astenuti 3.

A prescindere dalla FOLLIA NEI CONTENUTI del pacchetto sicurezza, riporto le parole di Roberto Cota, deputato della Lega Nord :Non si tratta di razzismo, non si tratta di xenofobia, ma in Italia deve restare solo chi ha un posto di lavoro” (fonte: TG3, ore 14.15, 14-05-2009)

Mi sono trovato diverse volte a contatto con extracomunitari in cerca di un lavoro, anche il più “miserevole” (garzone del bar, della salumeria,e cc.) e la realtà è questa: qualuque datore chiede “ce l’hai il permesso di soggiorno?” (per il contratto di lavoro) e ovviamente la risposta è negativa.

Facciamo un esempio:
1. Tizio, tunisino, non ha permesso di soggiorno
2. Non avendo permesso di soggiorno, Tizio non può prestare alcuna attività lavorativa perchè NESSUNO ormai tiene i propri dipendenti a nero (a maggior ragione se il dipendente è un immigrato clandestino). Potrà avere competenze, lauree, titoli di studio, specializzazioni,ecc… ma siccome non ha quel pezzo di carta chiamato “documento d’identità”, nessuno è disposto ad assumerlo.
3.Non avendo un lavoro perchè lo Stato non gli rilascia il permesso di soggiorno, Tizio se ne deve tornare a casa, nella sua triste realtà di guerra, oppressione, regime dittatoriale, assenza di ogni diritto e di ogni tutela alla persona.

Più chiaro di questo sillogismo (per stare in Italia, devi avere un lavoro —> per lavorare ci vuole un documento —> tu il documento non ce l’hai e io Stato non te lo concedo —> te ne torni da dove sei venuto), si muore!!! (è proprio il caso di dirlo!)

Questo è ciò che dice Cota, questo è ciò che vuole il Governo.

Quindi On. Cota, o Lei è ignorante (ma non credo, perchè chiunque ormai sa che per avere un LAVORO è necessario un DOCUMENTO) o mi sta prendendo in giro! Delle due, l’una; sinceramente spero la seconda, tanto ormai ne sono abituato!
Oppure, sarà stata la solita svista, il solito errore, la solita scorretta interpretazionedelle Sue parole (stavolta non si può dare neanche la colpa ai giornalisti che “mi hanno frainteso” perchè parlano chiaro le immagini registrate alla Camera dei Deputati).

E allora? Cosa possiamo fare per risolvere la questione? Una minor burocrazia e una maggior “flessibilità” nel rilascio dei permessi di soggiorno ai clandestini che arrivano e vogliono lavorare in Italia? Ma no, signori miei! E’ più facile caricarli su un aereo e rispedirli indietro e…chi s’è visto, s’è visto!

Infine, la ciliegina sulla torta: durante la discussione in aula, vediamo un Ignazio La Russa, MINISTRO DELLA DIFESA, che alza volgarmente la voce contro Rosy Bindi, vicepresidente di turno… ennesima scena da mercato del pesce (con tutto il rispetto per i commercianti, che forse potrebbero dare lezioni di civiltà ai nostri parlamentari).
“…Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente…”

E questi sono i RAPPRESENTANTI DEI CITTADINI? ELETTI DAL POPOLO? Spero che il popolo italiano non coincida, nei modi e nelle abitudini, coi propri rappresentanti (se così si possono definire…) !!!

[Come spesso mi ricordava il Prof. Giocoli Nacci durante le sue lezioni di Diritto Costituzionale, si chiamavano “Onorevoli” perchè svolgere quel ruolo era un onore… Oggi lo fanno ancora per onore? o per soldi e per scambio reciproco di favori? Quali interessi fanno? Quelli del popolo che “rappresentano”
Personalmente dopo quelle lezioni del grande maestro Giocoli Nacci, li chiamo “Parlamentari” e non “Onorevoli”]

Concludo con un verso di Giorgio Gaber: “…Mi scusi, Presidente, ma talvolta mi vergogno di essere italiano…” .

 

Per ora risparmio la versione originale!



Michele Dabbicco, giovanissimo candidato
alla Circoscrizione San Nicola -Murat di Bari

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