Carlo Paolini: mi ricandido perchè…

Carissime e carissimi,
al termine di una campagna elettorale che ha sporcato di manifesti ogni angolo di città, mi è stato chiesto:
“Ma che cosa farai, se sarai rieletto in Consiglio comunale?”.
Una domanda quantomai opportuna per chi come me si ricandida, perchè oltre a sentire l’obbligo di rendere conto dell’impegno profuso da consigliere uscente (com’è avvenuto con l’opuscolo), ho il dovere di fornire idee non estemporanee ed un quadro d’assieme delle cose da fare.

 

Ed allora non mi sottraggo alla risposta!

Riparto dall’ultima stazione del mio “viaggio” nelle Istituzioni, che diventa per me un nuovo punto di partenza in tema di diritti e di tutela di tutti i cittadini e le cittadine, in particolari di quelli più piccoli e fragili: l’istituzione della figura (esistente per esempio anche a Foggia) del Garante dei diritti dei bambini.

 

Poi sento di dover proseguire l’impegno quotidiano che con soci, simpatizzanti ed amici delL’ARCA Centro di Iniziativa Democratica abbiamo portato avanti per l’affermazione della democrazia partecipata.
In particolare:

 

l’elezione (troppo a lungo rinviata) del Difensore Civico, una figura prevista dal nostro Statuto Comunale che – laddove è operante – ha contribuito a ridurre notevolmente il contenzioso fra cittadini e Amministrazione. E’ il primo ufficio che i cittadini incontrano quando entrano nel Municipio, la loro casa comunale;

 

la ripresentazione della mia proposta di introduzione nello Statuto comunale della figura del Garante dei diritti delle persone detenute insieme al Regolamento per l’istituzione del relativo ufficio (da tempo si denuncia la grave situazione di sovraffollamento del carcere di Bari, dove i detenuti – moltissime persone sono in attesa di giudizio! – sono costretti a vivere in 8-9 in celle di 3 metri x 3);

la ripresentazione del Regolamento dei diritti degli animali inspiegabilmente boicottato dagli uffici competenti (non si contano le lamentele di tutti noi per la mancanza dei controlli sulle strade cittadine, la cronica mancanza di spazi in cui portare gli animali che ci fanno compagnia in casa, per non parlare dei maltrattamenti e del traffico clandestino, ecc.);

la realizzazione di un Centro pubblico per le persone malate di Alzheimer (magari in sinergia con i Comuni limitrofi). La malattia non può sicuramente essere vinta, ma è stato scientificamente dimostrato che l’impegno quotidiano in attività operative di varia natura può rallentarne l’avanzamento, oltre a fornire un sostegno concreto alle famiglie colpite da una patologia che rischia di devastare i rapporti parentali;

 

l’attivazione di Politiche sociali in grado di seguire le persone e le famiglie fin dalle prime fasi della loro vita, attraverso strumenti coordinati di solidarietà e di sussidiarietà, calibrati secondo esigenze e reddito;

 

l’attivazione di Politiche urbanistiche che pongano finalmente al centro dello sviluppo territoriale non solo gli interessi degli imprenditori del mattone, ma le esigenze dell’ambiente e della comunità di persone che vivono nel territorio, nell’ottica delle linee disegnate dal Piano Strategico 2015;

 

stimolare la realizzazione del Bilancio partecipato, premessa indispensabile per un vero bilancio sociale di genere.

 

Si tratta in definitiva di proseguire un cammino che porti Bari ad essere la città dei diritti umani.
Sono convinto che attraverso la garanzia dei diritti si riscopre e si rafforza il senso di appartenenza alla città: guadagnano tutti, sia sotto l’aspetto della qualità della vita sia attraverso processi di sviluppo economico, capaci di eliminare le sacche povertà e rimettere in moto il mondo commerciale barese, che ha bisogno di politiche innovative in grado di far uscire i nostri commercianti dall’isolamento in cui li sta cacciando questa grave crisi economico-finanziaria (e talvolta la loro stessa miopia…).

 

Sono solo alcuni spunti di riflessione per dire semplicemente che continuerò a fare quello che ho sempre fatto, ma con una mission: il “Progetto giovani“, che cercherò in ogni modo di coinvolgere in percorsi di cittadinanza attiva per farli diventare protagonisti di una politica che si accorga finalmente di loro! Li sento lontani e sfiduciati, ma decisi nel dire NO alle mafie e ai privilegi.
Ed allora, perchè non passare loro il testimone della fiaccola del futuro?

 



Carlo Paolini

candidato al Consiglio comunale di Bari
Lista “Emiliano per Bari”

 

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