La crescita di Bari tra buone idee di sviluppo e regole*

Come sarà la città di domani? Sarà ancora così povera di verde pubblico? Saranno riqualificate le aree più degradate? Migliorerà la vita di noi cittadini? Di quelli più piccoli, come di quelli più avanti negli anni? Delle donne come degli uomini?


In questi anni abbiamo assistito sconcertati ad un’espansione (leggasi “cementificazione”) senza limiti, che ha prodotto molti danni al nostro territorio. Ci troviamo oggi in un momento cruciale, un momento di passaggio dal vecchio piano Quaroni, del 1976, al nuovo Pug (Piano urbanistico generale), coordinato da Gianluigi Nigro, docente di Urbanistica alla Sapienza di Roma.


Per questo L’Arca ha organizzato due incontri, il 27 gennaio e il 15 febbraio 2011, aperti alla cittadinanza – che si sono svolti nella sala consiliare del Comune di Bari – con la partecipazione di due protagonisti di primo piano, gli assessori all’Urbanistica, Elio Sannicandro (comunale), e Angela Barbanente (regionale), per conoscere la nuova Bari.


Sul sito del Comune di Bari è stato infatti recentemente pubblicato il testo del nuovo Dpp, il Documento preliminare di programmazione urbanistica che contiene gli indirizzi che andranno a comporre il Pug, cioè il nuovo piano regolatore di Bari, città metropolitana, che non ha interesse solo per il capoluogo, ma per l’intera regione.


“Il piano, infatti, precisa una giornalista che ha partecipato – Lorena Saracino, Corriere del Mezzogiorno, merc. 26 gennaio c.a. – oltre a definire l’organizzazione del territorio cittadino, dovrà funzionare da locomotiva anche per le altre province e interagire con il Piano strategico che è un atto volontario di costruzione di una visione futura della città rispetto agli altri territori e sistemi socio-economici.”


L’assessore all’urbanistica del Comune, ing. Elio Sannicandro, ha presentato perciò le linee portanti del documento basato in particolare sulla salvaguardia del paesaggio (posti vincoli idro-morfogeologici in determinate aree come le lame, divenute inedificabili), sulla rete della mobilità (la “città degli scambi”) e su un nuovo approccio urbanistico, secondo cui tutte le aree sono suscettibili di un valore immobiliare sia per costruire, sia da destinare a servizi o a viabilità.


L’assessora Barbanente nel suo intervento ha chiarito bene il concetto che “il pubblico ha il dovere di dirigere per costruire un progetto di città nell’interesse dei cittadini”. Infatti, preliminarmente si è partiti dall’analisi e dalla ricognizione delle risorse ambientali, paesaggistiche e infrastrutturali per disegnare un piano comunale che dovrà inserirsi nel sistema regionale e in quello dell’area vasta, proprio per dare coerenza ad una visione strategica regionale.

L’arch. Angela Barbanente, urbanista, ha ribadito il suo no all’urbanistica contrattata che mette sullo stesso piano pubblico e privato, promuovendo invece il concetto di urbanistica “perequata”, che consente di mantenere la funzione pubblica di indirizzo.


Proprio sul sistema della “perequazione” si è acceso il dibattito; essa infatti rimette nelle mani dell’amministrazione pubblica la programmazione urbanistica, indipendentemente dai diritti a costruire già acquisiti. Un criterio che sarà applicato “se e quando ce ne sarà la necessità”: per esempio nel caso di quei cittadini che dovessero essere proprietari di terreni edificabili in aree dove ci sono elementi di carattere paesaggistico che li rende inedificabili. In questo caso, ha chiarito l’ass. Sannicandro, potrà usufruire della procedura di perequazione.


Inoltre ci ha tranquillizzato sapere che saranno avviate opere di ricucitura di aree edificate ma lontane e staccate dal resto della città, recuperando quelle dismesse. “Prima di occupare suolo esterno, ha affermato Sannicandro, dobbiamo migliorare le parti esistenti.” Per questo siamo molto interessati al Documento per la rigenerazione urbana, che dovrebbe indicare dove intervenire e ci chiediamo:

il quartiere Libertà, abbandonato da anni, rientrerà tra queste aree? Quale progetto ha il Comune per migliorare la vivibilità di questo antico e popoloso quartiere cittadino, una città nella città?


Il secondo incontro si è svolto sotto forma di QUESTION TIME per continuare il discorso avviato nel I incontro, ricco di numerosi interventi, che hanno rivendicato con forza il desiderio e il diritto alla partecipazione attiva dei cittadini per costruire una visione di futuro condivisa – ecco la parola-chiave che l’ass. Barbanente ha ripetuto con convinzione – e che sa guardare avanti, al lungo periodo, perchè una città si costruisce in molti decenni e riguarderà soprattutto le generazioni oggi più giovani e i loro figli.

Certo, è scontato che il nuovo piano susciti un dibattito acceso e a tratti anche aspro; infatti Carlo Paolini, consigliere comunale e presidente dell’Arca, ha chiamato l’urbanistica “la madre di tutte le battaglie”, proprio perchè è in tali frangenti che in Commissione come in Consiglio comunale l’interesse di tutte le componenti è massimo. Ma proprio per questo i cittadini sono chiamati ad informarsi correttamente e a conoscere i documenti approvati, in modo da essere credibili quando chiedono di essere nuovamente coinvolti in percorsi di partecipazione, così come è avvenuto in passato. La rete ci aiuta, perchè consente una comunicazione ampia e capillare: il sito “pugliattiva.regione.puglia.it” ne è un esempio!


*A cura di M. Cristina Rinaldi

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