Al Ministro Brunetta da una precaria*

Ministro Brunetta,

ridirei tutto anch’io. Se fossi convinta dei miei contenuti. E questo non è minimamente criticabile.


Ma intanto mi chiedo: la premeditazione, di cui lei parla, dove risiede? Nei precari che non sanno più a chi rivolgersi ed usano qualsiasi situazione per emergere o in lei che non ascolta nemmeno la domanda che le viene posta?


Io penso, da precaria quale sono, che negli ultimi decenni chi ci governa è una classe di politici improvvisati, che non sa cosa sia la res pubblica, che non ha idea di cosa sia la collettività, che non conosce i problemi sociali, che vive sopra le parti e non tra le parti.


Io penso, da precaria quale sono, che sono stufa di trovarmi in situazioni così imbarazzanti. Che non è possibile che nel 2011 si possa pensare di fare e dire quel che si vuole, come se intorno ci fosse solo la propria cerchia di amici.
Lei ha avuto una reazione che una persona pubblica non può e non deve permettersi. Anche se chi Le rivolgeva la domanda poteva essere stata irritante o fastidiosa.


La mia famiglia mi ha educata al rispetto, all’ascolto, alla comprensione e, ovunque io vada e stia, mi comporto di conseguenza. Anche se ho di fronte persone come Lei, diametralmente opposte a me. E sia chiaro non perchè Lei sia politicamente lontano da me, ma perchè Lei non rispetta, non ascolta, non comprende.


Lei (e i suoi amici) merita come tutti un posto nel mondo, addirittura si trova al governo dell’Italia! Dovrebbe essere riconoscente di questo, dovrebbe essere più che sensibile di fronte a certe tematiche sociali, dovrebbe essere dalla parte di tutti (o per lo meno ascoltare tutti), perchè Lei tutti rappresenta, o forse le sfugge che è stato eletto e magari crede d’essersi arrogato un diritto perchè fa parte della maggioranza?


Io non l’ho votata. Ma Lei è mio rappresentante e lo accetto, perchè vivo in un paese democratico e credo nella democrazia. Perchè Lei non riesce a fare altrettanto?

*Caterina Colaianni, precaria

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