Cittadinanza digitale, per non essere sudditi!

Diventare cittadini e cittadine digitali, non solo consumatori ma utenti consapevoli e critici: è questo uno dei punti del nostro nuovo programma.

L’Arca vuole cioè favorire la crescita di una cittadinanza digitale.

Che cosa significa “cittadinanza digitale”?

Pino Bruno, un ottimo giornalista RAI (ha curato il progetto editoriale del sito internet della Rai-TGR), che si occupa da molti anni di tecnologie e di nuovi media (nel 2002 ha pubblicato tra gli altri un libro che s’intitola “Il cittadino digitale”) ci fa capire l’importanza di promuovere la cittadinanza digitale, intesa come
a) partecipazione alle scelte amministrative e politiche sia a livello locale, che nazionale ed internazionale;
b) diritto di accesso alla rete, cioè l’estensione di un diritto alla parità di informazione, espressione, partecipazione e interazione attraverso il web;
c) il “non essere sudditi”, quando utilizziamo i servizi della rete, da quelli della PA fino al voto elettronico!

Noi, qui a Bari, a che punto siamo?

E’ del 21 luglio di quest’anno (2011) la notizia del progetto Bari Wireless: il Wi-fi pubblico e gratuito arriva anche a Bari, cioè connessioni senza fili in tutte le principali aree pubbliche della nostra città. Il primo hot spot wireless è al parco 2 Giugno, vediamo se va avanti il programma promesso nelle altre circoscrizioni, utile per ridurre il digital divide, una barriera che divide le nazioni, aree diverse di uno stesso Paese o generazioni diverse.

In tempi di crisi, sentiamo ripetere continuamente la frase che “non ci sono fondi” per attuare i programmi, ma “la materia prima in questo caso – afferma Pino Bruno nel suo libro – è la cultura sociale dell’innovazione”.

E’ questa la nostra strada, l’Arca non intende trasformarsi in una scuola di informatica, ma vuole affrontare le trasformazioni in corso cercando di esserci in modo consapevole, di capire i cambiamenti che hanno un’enorme ricaduta sulla crescita sociale di una comunità, sui suoi stili di vita, sulle nuove competenze richieste ai cittadini, soprattutto o più giovani, che possono promuovere o meno lo sviluppo di un Paese.

Molti di noi, soprattutto quelli con i capelli bianchi, sentono parlare di web, e-learning o e-governance, di blog, di link e via dicendo, e ne restano frastornati, i più audaci provano e accettano la sfida, altri provano a cimentarsi da soli ma spesso di fronte alle difficoltà fanno marcia indietro e accumulano un senso di inadeguatezza o di frustrazione. Per questo, qui inizia un percorso che vedrà diversi momenti, dall’informazione allo scambio di conoscenze, all’uso di nuovi metodi di comunicazione tra di noi e all’esterno.


E’ la grammatica del futuro, chi non la conosce sarà escluso!

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