Comitati Dossetti per un movimento di “Economia democratica”

COSTITUZIONALISTI  E  COMITATI  DOSSETTI
SULLA  “PICCOLA RIFORMA”  DELLA  COSTITUZIONE

Iniziativa per un movimento di “Economia democratica”

L’assemblea dei Comitati Dossetti per la Costituzione a Bologna

Roma, 16 maggio –

Con l’apporto di illustri giuristi e cittadini i Comitati Dossetti per la Costituzione, riuniti in pubblica assemblea a Bologna il 12 maggio, hanno sottoposto a una severa critica la riforma della Costituzione che si sta discutendo al Senato “nella fretta e nel silenzio del Paese” e che un Parlamento in difetto di consenso, per espresse ragioni strumentali, dovrebbe giungere ad approvare entro la fine della legislatura, con una maggioranza che escluda il successivo referendum.
Secondo il Convegno bolognese la vera urgenza è quella di sanare il deficit democratico provocato dalla prevaricazione dell’economia sulla politica e dall’abbandono dei principi ispiratori dell’Unione Europea, nella quale l’economia e la moneta dovevano essere strumenti di unificazione e non di divisione, e in cui le rinunzie e i limiti alla sovranità dei singoli Stati erano giustificati solo dall’obiettivo di realizzare un ordinamento di giustizia e di pace tra le Nazioni. Che oggi invece in nome dell’Europa si possa dare per scontata la possibile morte della Grecia, è più che un matricidio, è un ripudio della stessa ragion d’essere dell’Unione.
Riguardo alla legislazione ordinaria è stato ritenuto che la vera urgenza sia oggi quella di un superamento dell’attuale devastante legge elettorale, mediante una riforma atta a ristabilire una vera rappresentanza dei cittadini e a garantire un corretto rapporto di fiducia tra Paese, Parlamento e governo, contro le annunciate manipolazioni tendenti a sottrarre il governo stesso e il suo capo al vincolo della fiducia.
Urgente è altresì una legislazione che restituendo credibilità e dignità ai partiti, rilanci il ruolo pubblico dei partiti e dei sindacati, strumenti essenziali della vita democratica, e nello stesso tempo ne garantisca trasparenza e autonomia e la piena libertà di azione come soggetti della società civile.
Sul piano costituzionale è stato ritenuto che l’unica riforma veramente urgente sarebbe la messa in sicurezza della Costituzione con un rafforzamento delle garanzie previste dall’art. 138 per la sua revisione e la possibilità in ogni caso del referendum popolare confermativo.
I Comitati Dossetti hanno ritenuto invece del tutto inopportuno oggi, in un momento di generale trasformazione del sistema politico e di incombenza su tutti i cittadini della crisi economica e sociale, mettere mano a riforme inconsulte riguardanti il bicameralismo, la forma di governo, i poteri del presidente del Consiglio e la riduzione delle funzioni legislative e di controllo del Parlamento.
I costituzionalisti dell’assemblea di Bologna hanno rilevato che le misure in discussione vanno in direzione opposta rispetto ai motivi che giustificherebbero oggi una riforma costituzionale, dopo l’esperienza dei guasti provocati dalla torsione personalistica e monocratica del potere, dai sistematici attacchi al Parlamento, dal discredito della politica e dalla delegittimazione della sfera pubblica e del sistema fiscale dello Stato. Esse tendono a fornire poteri più incisivi e incontrollati al governo, proprio nella misura in cui l’impotenza della politica rispetto ai poteri economici richiede l’imposizione di scelte impopolari.
La stessa riduzione del numero dei parlamentari, del resto irrisoria nell’ipotesi in esame, andrebbe razionalmente motivata, mentre andrebbe posto fine alla fallita esperienza del voto italiano all’estero.
In una futura riforma di singoli aspetti della normativa costituzionale si dovranno piuttosto introdurre dei perfezionamenti degli istituti esistenti, come ad esempio la previsione che diversi soggetti istituzionali possano adire direttamente la Corte per il controllo di costituzionalità delle leggi, e l’introduzione di vincoli di bilancio che, sull’esempio di feconde esperienze straniere, riservino all’istruzione, alla sanità, alle misure sociali, alle urgenze ecologiche, prefissate percentuali della spesa pubblica complessiva.
L’assemblea dei Comitati Dossetti per la Costituzione ha affermato che una politica finalizzata a rendere effettivi i diritti sociali e a permettere più felici condizioni di vita dei cittadini, è la più adatta a rilanciare l’economia e a risanare i conti pubblici, ottemperando così, e non con obblighi di rigore imposti dall’esterno, alle esigenze avanzate dalle istituzioni europee e alle necessità di far fronte ai problemi via via posti da una incontrollata finanza internazionale.
Nell’assemblea del 12 maggio i Comitati Dossetti hanno infine lanciato ufficialmente l’iniziativa per l’avvio di un movimento popolare di “Economia Democratica” avente il fine di riportare l’attività economica nell’alveo e nelle finalità della democrazia, dello Stato moderno di diritto e della Costituzione.
Al dibattito di Bologna, presieduto da Raniero La Valle, hanno partecipato tra gli altri i giuristi Valerio Onida, Andrea Manzella, Luigi Ferrajoli, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Luciano Vandelli, Gaetano Azzariti, Umberto Romagnoli, Nicola Colaianni, Mario Dogliani, e il sen. Vitali.

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