Primarie del centro-sinistra: riprendiamoci la politica

Le primarie: riprendiamoci la politica!”: questo il tema dell’incontro, svoltosi il 9/11 u.s. nella sede dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica.  Il dibattito ha messo in evidenza soprattutto la carenza di idee, di linee politiche e programmatiche in un confronto tra i candidati ridotto a slogan mediatici e alla personalizzazione tra gli esponenti di maggior spicco.

IL DOCUMENTO
Le Primarie del centro-sinistra: riprendiamoci la politica

Le primarie all’interno del centro-sinistra per l’indicazione del premier candidato alla Presidenza del Consiglio nelle prossime elezioni politiche sarebbero dovute essere – così come nella loro impostazione originaria -il percorso di un confronto articolato su linee politiche e programmatiche per la riaffermazione della politica e della sua capacità riformatrice nel complessivo disegno di una società più giusta, più libera per la fiduciosa ripresa del mercato del lavoro in un sano concetto di democrazia partecipata.

Si sta assistendo invece a più riprese ad un dibattito caratterizzato essenzialmente da personalismi e da veti incrociati, da slogan certamente incisivi dal punto di vista mediatico ma che nascondano essenzialmente una carenza programmatica. 
Sembra di assistere ad un regolamento di conti all’interno del PD visto che alle primarie si presentato ben tre esponenti di questo partito ( Bersani, Puppato, Renzi) non si è riusciti a proporre una indicazione unitaria di sintesi delle varie anime che convivono nel suo interno.
Accanto ai tre candidati del PD ci sono due outsider: il primo è rappresentato dalla candidatura di Bruno Tabacci dell’API, valido esponente della giunta comunale di Milano del sindaco Pisapia.
Il secondo è il nostro Nichi Vendola delineato da un doppio messaggio politico: il primo quello della non condivisione delle scelte del governo Monti che se da un lato ha ridato credibilità politica dell’Italia in Europa e nel mondo dall’altro ha intaccato profondamente l’economia del ceto medio( quello che produce la domanda nel mercato) riducendone al massimo il potere d’acquisto, realizzando un considerevole aumento della disoccupazione giovanile e non con la chiusura di aziende familiari ed artigiane, lasciando in pratica nella loro zona di ricchezza i grandi capitali; il secondo il suo essere riuscito a porre il sistema Puglia all’attenzione dell’intero panorama politico italiano ed europeo, portandolo in molti settori a livelli di eccellenza.

L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica chiede che finalmente si inizia un confronto politico concentrato sulla progettazione di una politica basata innanzi tutto
    sulla lotta al sommerso e all’evasione fiscale con una riforma fiscale caratterizzata dai principi di solidarietà e sussidiarietà;
    sulla natura e la qualità del welfare con azioni che realizzino i principi costituzionali di uguaglianza e di giustizia sociale attraverso anche una politica per la casa che blocchi l’attuale corsa all’indebitamento delle famiglie;
    su politiche attive di avvio all’attività lavorativa con l’eliminazione del precariato sostenendo i nuclei familiari meno abbienti, il nuovo welfare deve puntare alla serenità dei cittadini attraverso la costruzione di una società accogliente ed aperta che, tutelando le categorie più deboli e svantaggiate, sostenga i cittadini e le cittadine facendoli sentire socialmente più sicuri;
    su politiche che riguardano la sicurezza, un tema di cui tutte le forze politiche riformatrici e di sinistra e i loro esponenti devono sapersi fare carico;
    sull’abolizione della legge Bossi-Fini, regolando in una più organica ottica europea il fenomeno dei flussi migratori onde evitare che gli immigrati più deboli possano cadere nella rete della criminalità organizzata;
    su politiche ambientali che sappiano ricucire il rapporto tra ambiente territorio e popolazione, realizzando politiche di economia ambientale che passano attraverso il riciclo dei rifiuti e delle acque, la tutela delle aree boschive e forestali con divieto assoluto di costruire laddove vengono appiccati incendi, con incentivi ai Comuni capaci di attivare serie politiche di prevenzione, il rispetto dell’ambiente marino scongiurando il pericolo di trivellazioni dannose per il suo ecosistema, l’eliminazione delle cause che rendono irrespirabile l’aria e che contribuiscono a favorire l’effetto serra, l’uso dell’acqua marina attraverso processi di desalinizzazione, incentivi per l’uso delle energie rinnovabili obbligatorio in tutte le opere pubbliche;
    su politiche scolastiche che rilancino il sistema della formazione e soprattutto il ruolo della scuola pubblica così come stabilisce la nostra Carta costituzionale, realizzando un processo di riforma che non rispecchi il punto di vista del ministro di turno, ma veda in primo piano il protagonismo degli attori scolastici: docenti, dirigenti e personale non docente, studenti e studentesse con le loro famiglie,riaffermando e rafforzando il difficile lavoro del corpo docente che certamente non può né deve essere assimilato ad un lavoro burocratico-amministrativo;
     su come si intende rompere il meccanismo della società bloccata in cui il figlio del panettiere farà il panettiere, così come il figlio del notaio farà il notaio, costringendo i giovani più intelligenti e preparati ad emigrare;
    su politiche di pace e per la pace, combattendo con coerenza la tesi di chi impone la “sua” pace nel mondo con l’uso delle armi: la pace è un processo lungo e faticoso che si può realizzare rimuovendo alla radice le cause che producono i conflitti, determinati quasi sempre nel nostro tempo dagli interessi di stati e di società multinazionali che controllano i sistemi economici e l’uso delle risorse nel mondo. Per questo bisogna evitare la corsa a nuovi armamenti come ad esempio gli F/35, riducendo le spese militari;
    su politiche di confronto paritario con i poteri religiosi in cui le Istituzioni sappiano gelosamente difendere la loro autonomia e la laicità dello Stato italiano;
    su politiche di tutela dei beni pubblici non commerciabili come l’acqua, contrastando efficacemente ogni ipotesi di privatizzazione e garantendo una gestione trasparente, oculata e di alto profilo perché sono beni di tutti;
    su politiche di tutela dei diritti di tutte le minoranze per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione,  ivi compresi i diritti delle coppie conviventi;
     su politiche attive per la realizzazione della presenza paritaria di genere nelle varie sedi istituzionali;
     su politiche di democrazia partecipata attraverso anche la riforma della legge elettorale che deve mirare alla libera scelta dei cittadini elettori.

  L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica  è impegnata in questa fase a riportare il dibattito nell’ottica di una vera riforma della politica e dei suoi metodi e invita a partecipare alle primarie anche per la salvaguardia di questo strumento di democrazia partecipata. 

L’ARCA stigmatizza nel contempo interventi verticistici, quale quello dell’on. D’Alema per la candidatura del Sindaco di Bari, Michele Emiliano,  a Presidente della Regione.


Le primarie rappresentano ormai un dato di fatto storico acquisito dagli elettori del centro-sinistra che non devono essere condizionate da scelte di vertice a seconda della propria convenienza politica.

L’ARCA infatti è decisamente convinta che i futuri candidati a Presidente della Regione e a Sindaco  di Bari non possano che essere il frutto di una scelta di larga partecipazione popolare, qual è appunto lo strumento delle primarie.
Bari, 9 novembre 2012

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