Eleonora, bambina ‘usata’ e dimenticata dalle Istituzioni

Penso che questa mia riflessione – in un momento in cui tutti pensano ad “accasarsi” politicamente, per raccogliere consensi elettorali e mostrarsi per come non sono – cadrà assolutamente nel vuoto, ma l’indignazione mai sopita non mi permette di tacere in questo mare d’indifferenza crescente, che ci rende sempre più cinici.
Gli occhi di Eleonora, la bambina di soli 16 mesi morta di botte e di stenti ad Enziteto (quartiere periferico di Bari, N.d.r.), in una rara fotografia pubblicata il 9/1 dalla Gazzetta del Mezzogiorno, dovrebbero provocare almeno vergogna per quello che ha rappresentato il caso, che ha offerto a molti uomini e donne delle istituzioni l’occasione per mettersi in vetrina e fare promesse mai mantenute alle tante Eleonore invisibili di tutti i quartieri degradati e non, che aspettano un adulto che le salvi prima che sia troppo tardi.

Chi ha pagato e chi paga per le omissioni, la superficialità colpevole, per l’indifferenza dei servizi sociali autoreferenziali, visto che persino coloro i quali avrebbero dovuto salvare Eleonora dall’Inferno, alla fine sono stati graziati dal sistema e dalla connivenza di tanti? Quanti uomini e donne che spendono energie per le candidature parlamentari esprimono la volontà di guidare la nostra città per occuparsi dei quartieri più degradati, per recuperarli alla legalità e garantire un futuro ai più deboli e disperati?

Penso che queste mie domande non troveranno risposta e vorrei non leggere più le patetiche difese d’ufficio che ritornano puntuali ad ogni occasione. Sono sicura che questa mia non produrrà alcun effetto su quanti avrebbero dovuto vigilare, ma sono stati distratti dagli impegni dell’alta politica dei Palazzi, dimenticando la massima che recita “L’uomo è il solo essere vivente che arrossisce, perché è l’unico ad averne bisogno”.

Silvana GRILLI, consigliera VIII Circoscrizione e socia dell’Arca.
La lettera è stata pubblicata sul quot. “La Gazzetta del Mezzogiorno”, genn. 2013

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