Elezioni 2013: l’appello dell’ARCA

E’ sotto gli occhi di tutti, ormai, come il ruolo del Parlamento italiano e quindi quello dei parlamentari siano stati snaturati negli anni dei governi di Berlusconi, nell’esercizio di un potere ‘personale’ su base plebiscitaria, privo di dialettica.
L’autonomia dell’istituzione parlamentare è cessata dal momento in cui la stessa maggioranza politica di centro-destra ha trasformato il Parlamento in organo esecutivo della volontà governativa, realizzando di fatto una democrazia elettorale a danno di quella rappresentativa sancita dalla nostra Costituzione. Tale degenerazione, d’altronde, è stata favorita dall’attuale legge elettorale (il “porcellum”) che consente ai singoli leader di partito di scegliere deputati e senatori, anche se va dato atto al PD e a SEL del lodevole tentativo di svolgere questa volta le primarie per la scelta di una buona parte di candidati parlamentari.

Si è venuto concretizzando in tal modo il volere del singolo “sovrano” che ha finito per produrre insieme a una drammatica recessione, un deficit democratico e l’isolamento dell’Italia nel contesto europeo.

Il sogno di un’Europa unita, democratica e sociale, nella quale l’economia e la moneta dovevano essere strumenti di unificazione e non di divisione, è stato peraltro infranto dalle logiche separatiste della Lega Nord, che ha caratterizzato le scelte economiche dei governi del centro-destra. Un attacco che continua anche in questa campagna elettorale in cui il “sovrano” pur di riavere il suo regno ha accettato l’imposizione leghista di far restare in Lombardia il 75% delle tasse pagate dai lombardi!

Le laceranti dichiarazione di Berlusconi, che si  rivolge direttamente e senza scrupoli al popolo degli evasori in una logica di mercato imperniata sulla a-legalità e sulla illegalità, impongono in questi ultimi giorni di campagna elettorale uno sforzo ulteriore di sensibilizzazione al voto al fine di evitare, anche ‘grazie’ a un diffuso astensionismo, il ritorno di Berlusconi, deleterio per la tenuta democratica ed economica del sistema italiano.

In un quadro politico generale dove peraltro appare efficace il tentativo di molti nell’accentuare la confusione delle scelte, l’ARCA Centro di Iniziativa Democratica individua nella candidatura di Bersani premier e nella coalizione che lo sostiene, il momento di sintesi del centro-sinistra che deve mantenere forte l’asse Bersani- Vendola e fa appello ai candidati parlamentari e senatori del centro-sinistra di rimanere fedeli a un chiaro patto legislativo con gli elettori.

L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica chiede pertanto l’impegno prioritario ai candidati una volta eletti al Parlamento italiano a:

  • pubblicare subito il proprio curriculum vitae con la condizione patrimoniale e reddituale;
  • promuovere ed approvare al più presto la legge sul conflitto di interessi;
  • realizzare una seria riforma del sistema elettorale che garantisca l’effettiva partecipazione dei cittadini in piena libertà di scelta dei propri rappresentanti al Parlamento (ad esempio il sistema dei collegi uninominali a doppio turno), nonché la parità di genere e, tra l’altro, a limitare irrevocabilmente per tutti il limite parlamentare in tre legislature,
  • realizzare una politica economica di sviluppo per rafforzare il potere d’acquisto dei ceti medio-basso e medio, ridurre sempre più le fasce di povertà attraverso azioni concrete di creazione di posti di lavoro e misure efficaci contro l’evasione fiscale, tassare i grandi patrimoni con la relativa e graduale riduzione del prelievo fiscale complessivo per la salvaguardia e la tutela delle fasce sociali più deboli;
  • investire risorse adeguate nella ricerca per incentivare la crescita e lo sviluppo del Paese ponendo così un freno alla continua fuga dei giovani ricercatori italiani; rilanciare il ruolo della scuola pubblica attraverso i finanziamenti necessari, favorendo altresì il protagonismo dei suoi soggetti attivi;
  • sviluppare scelte economico-sociali eco-sostenibili per la tutela dell’ambiente e del riassetto del territorio;
  • ridurre in modo significativo le spese militari, ponendo fine alla corsa agli armamenti e utilizzando queste risorse per lo sviluppo del Paese;
  • provvedere al ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan entro il 2013, rispettando in pieno l’art. 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra…”;
  • rafforzare la legge anti-corruzione e a ripristinare il reato di falso in bilancio;
  • proporre la riforma del finanziamento pubblico dei partiti introducendo rigidi criteri di trasparenza e di pubblicità;
  • porsi il problema di cominciare a ragionare seriamente sull’eliminazione di ogni tipo di privilegio (dai politici ai cosiddetti manager, ai religiosi, ecc.);
  • facilitare la consultazione costante con i cittadini-elettori, anche attraverso strumenti telematici.

Elezioni politiche del 24/25 febbraio 2013.

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