Il Paese non può più attendere

IL PAESE NON PUO’ PIU’ ATTENDERE
La situazione politica, sociale ed economica che sta vivendo l’Italia in questo momento è la crisi più grave dall’inizio della nostra storia repubblicana.

Il risultato elettorale e le posizioni assunte dalle tre forze politiche che si sono aggiudicate i maggiori suffragi sembrano ad oggi non permettere uno sbocco alla soluzione della crisi dopo un mese e mezzo dalle consultazioni elettorali. Questa condizione di stallo della politica sommata alla devastante crisi economica che grava pesantemente sul Paese, condizionandone valori e modi di vita, lascia i cittadini in uno stato di disorientamento e di sconcerto, privandoli di prospettive per il futuro.

In questa situazione di malessere e di disagio, i due momenti che attendono la politica per i prossimi giorni sono l’elezione del Capo dello Stato e la formazione di un nuovo Governo. Sono fasi che imporranno scelte difficili e responsabili, che assumeranno enorme significato per il segnale che si vorrà dare al Paese e che questo si attende da lungo tempo.

Sulla elezione del Capo dello Stato il PD – che dispone di un numero consistente di elettori fra i due rami del Parlamento, sufficienti ad eleggere un proprio candidato con maggioranza semplice al quarto scrutinio – ha scelto, giustamente, di proporre una candidatura “largamente condivisa”. Purtroppo è sul concetto di condivisione che le tre formazioni maggiori devono trovare una posizione comune.

Il PD avrebbe molti nomi da proporre e in questi giorni sui media nazionali ne scorrono molti (forse troppi); il PDL, rassegnato a non poter proporre propri candidati, si è limitato a indicare i nomi dei “non graditi“, non per ragioni obiettive ma sempre in funzione delle simpatie e delle esigenze pratiche del Cavaliere. Il M5S ha affidato alla rete la scelta del candidato. Spetta, quindi, al PD l’onere di indicare un nome (o una rosa molto ristretta di nomi) che risponda ai requisiti che una carica di alto prestigio e di pesante responsabilità richiede in un momento così difficile per il Paese.

Ci rivolgiamo al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e a tutto il gruppo dirigente di questo partito affinché dimostri ai propri elettori e a tutti i cittadini di essere all’altezza del difficile compito che sono chiamati a svolgere.

Per le candidature a questa carica si fanno nomi di personalità politiche autorevolissime e degne di ogni rispetto che sarebbero “non sgradite al PDL” (ma sarebbe meglio dire a Berlusconi), altre non sgradite al M5S. Abbandoni questo metodo, si rivolga ai cittadini che non si sentono pienamente rappresentati in Parlamento a causa di questa legge elettorale. Adotti il criterio che ha ispirato l’elezione dei due Presidenti delle Camere e che ha suscitato un’accoglienza molto favorevole da parte dell’opinione pubblica. Proponga un nome che non dia adito a false congetture o a sospetti di mediocri compromessi che darebbero un pessimo segnale e spegnerebbero ogni residua fiducia nella classe politica e ogni speranza per il futuro.

Per quanto riguarda la formazione del nuovo governo è ancora una volta a Lei che ci rivolgiamo on. Bersani. Lei ha ottenuto un’ampia e meritata fiducia da parte degli elettori del PD con le primarie dello scorso novembre. Non altrettanto positivi sono stati i risultati delle elezioni del 24 e 25 febbraio, molto al di sotto delle aspettative che gli stessi sondaggi lasciavano sperare. Forse Lei non ha saputo comunicare con vigore ed efficacia il programma di cambiamento e rinnovamento che avrebbe dovuto accompagnare i provvedimenti di carattere economico che il Paese si aspettava e ancora si aspetta.

Fin dall’inizio delle consultazioni da parte del Presidente Napolitano, gran parte dell’opinione pubblica e molti dei suoi stessi elettori si aspettavano un gesto di presa d’atto da parte Sua, una rinuncia all’incarico alla Sua persona. Lei ha proposto alle altre forze politiche in Parlamento un programma in 8 punti che era ed è tuttora largamente condiviso. Avrebbe potuto indicare un nome nuovo di fiducia Sua e di tutto il partito per avviare i colloqui con le altre forze politiche sulla base del Suo programma. Non è andata così!  Oggi sono in molti ad attribuire al PD la colpa di questa situazione di stallo. 
E’ un’accusa certamente infondata, ma resta comunque la percezione che la  “…tenacia con cui…” Lei ad oggi “…ripropone la Sua candidatura…” – per usare le parole di Scalfari nell’editoriale del  7 aprile scorso – sia una scelta di apparato.

Giunti a questo punto, con un Partito Democratico lacerato – come le cronache ci fanno sapere – con l’elettorato della sinistra disorientato e frastornato dalle contrapposizioni interne al partito, occorre che Lei, quale rappresentante di un PD che si è sempre posto come alternativo ai partiti “personali” e “padronali”, faccia un gesto significativo e coraggioso; si ponga al di sopra delle polemiche e faccia oggi quello che avrebbe potuto fare un mese fa: ceda l’opportunità di un incarico ad una personalità al di fuori di una mischia politica che sta scadendo sempre più in rissa e che non giova all’immagine già molto compromessa della classe dirigente del nostro Paese.

Questo gesto non potrà apparire al Suo elettorato come una sconfitta e una ritirata, bensì come una dimostrazione di saggezza e capacità di scelte politiche dettate solo dall’equilibrio, dalla prudenza e dall’intento del “Bene Comune”. Questo si attendono coloro che Le hanno concesso fiducia in passato e che ancora oggi sono disposti a concedere.

La politica si alimenta di fatti concreti e azioni audaci; solo Lei, in questo momento, ha la possibilità di far precedere questi fatti e queste azioni da un gesto di coraggio. In questo caos il Paese intero ha bisogno di riacquistare fiducia e speranza per il futuro.
Con grande stima
L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica 
Bari
www.arcabari.it

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