La proposta del Codice etico

L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica

LA PROPOSTA DEL CODICE ETICO DEL CENTRO-SINISTRA BARESE
( Riferimenti: La Carta di Pisa e il Codice etico del PD)

N.B.: Con l’asterisco in corsivo e grassetto le proposte integrative giunte: vedi artt. 1 e 11 bis

Art. 1 – Tutti coloro, uomini e donne, che intendono candidarsi nell’area politica del centro-sinistra alle elezioni amministrative del 2014 nella città di Bari riconoscono

•    nella Costituzione italiana,
•    nelle Carte sulla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali,
•    nello Statuto comunale,
•    nella tutela dei diritti ambientali
•    nella tutela dei diritti  degli animali
* nella laicità dell’amministrazione comunale

i principi fondatori ed ispiratori del proprio impegno al servizio della comunità barese.

Art. 2 – Il presente Codice etico (di seguito “Codice”) rappresenta l’insieme degli obblighi generali di
•    diligenza,
•    lealtà,
•    onestà,
•    trasparenza,
•    correttezza,
•    imparzialità ,
•    sobrietà
che devono qualificare l’esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori tutti e a tutti i livelli e a cui  devono conformare la propria condotta evitando comportamenti e situazioni che possano ledere gli interessi e l’immagine dell’Amministrazione pubblica.

Art. 3 – Tutti gli amministratori devono garantire piena trasparenza patrimoniale fornendo, tramite la pubblicazione su internet nel sito dell’amministrazione, i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi, agli incarichi ricevuti, nonché ai potenziali conflitti di interesse di cui all’art. 6.

Art. 4 – Nell’ottica di servizio, gli amministratori devono astenersi nell’esercizio delle proprie funzioni da qualsiasi forma di clientelismo e di familismo avendo come prerogativa primaria ed essenziale l’interesse generale di tutti i cittadini e di tutte le cittadine.

Art. 5 – Tutti gli amministratori devono evitare il cumulo degli incarichi astenendosi dall’esercitare altri incarichi politici che interferiscano indebitamente con l’esercizio del proprio mandato.
Tutti gli amministratori devono astenersi dall’assumere o esercitare cariche, professioni, mandati o incarichi che implichino un controllo sulle proprie funzioni amministrative o sui quali essi avrebbero il compito di esercitare una funzione di controllo in qualità di amministratori della cosa pubblica.

Art. 6 – Il Codice sancisce anche i principi ispiratori del conflitto di interesse degli amministratori.
Sono considerate situazioni di conflitto di interessi:
•    la sussistenza di interessi personali che interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto;
•    la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme;
•    la sussistenza di rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il quarto grado, ovvero di convivenza o di frequentazione assimilabili, di fatto, ai rapporti di coniugio, parentela o affinità, con persone operanti in organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme;
•    l’appartenenza a categorie, associazioni o gruppi, in virtù della quale l’amministratore acquisisca un vantaggio personale da decisioni cui egli partecipa, anche nei casi in cui detta appartenenza non generi le incompatibilità previste dalla legge o da altre norme.
In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.

Art. 7 – Tutti gli amministratori non devono appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza, di mutuo sostegno o di riservatezza tali da compromettere i principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche Istituzioni.

Art. 8 – Tutti i provvedimenti che gli amministratori sono chiamati a deliberare per favorire il miglioramento dei servizi devono tener conto del riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali strettamente legati alle esigenze del servizio sviluppando le motivazioni del personale. Essi devono ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego.
In caso di reclutamento o di promozione del personale, queste devono essere assunte con una decisione obiettiva e diligente, giustificata con motivazioni pubbliche.
Gli amministratori devono astenersi dal chiedere o dall’esigere da parte di pubblici dipendenti l’esecuzione di o astensione da qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri un indebito vantaggio diretto o indiretto a organizzazioni, persone o a gruppi di persone. Essi devono usare e custodire le risorse e i beni assegnati dall’Amministrazione con oculatezza e parsimonia, contrastare gli sprechi e divulgare le buone pratiche in tutti i settori della Pubblica Amministrazione

Art. 9 – L’amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice. L’amministratore deve altresì vigilare sulla successiva adesione a tali disposizioni da parte dei soggetti nominati e, in caso di mancato rispetto, porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento, conformemente a quanto previsto dall’art. 21 del presente Codice. L’amministratore deve altresì procedere a tali nomine, qualora queste richiedano competenze di natura tecnica, a seguito di un bando di valutazione comparativa dei candidati, mediante provvedimento motivato in base al parere ovvero alla designazione di un comitato di garanzia.

Art.10 – Ogni amministratore si impegna , attraverso gli strumenti informativi più idonei,  a rendicontare pubblicamente  e periodicamente i risultati della propria attività nell’ottica del rispetto del presente Codice, rispondendo altresì diligentemente a qualsiasi ragionevole richiesta di informazione inerenti la propria attività da parte dei mezzi di comunicazione.
Tale rendicontazione riguarda obbligatoriamente le somme  impegnate individualmente o i contributi ricevuti da terzi e destinati all’attività politica o alle campagne elettorali, ivi comprese le competizioni interne dei partiti.

Art.11 – Ogni amministratore deve
•    evitare l’uso strettamente personale e lo spreco dei beni e delle risorse messi a disposizione in ragione dell’incarico svolto,
•    evitare l’impiego ingiustificato di risorse, ad esempio  nel caso di acquisto di beni e arredi destinati all’ufficio istituzionale.,
•    rifiutare regali o altra utilità, che non siamo d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti in cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale svolta.

* Art. 11bis – L’amministratore e il consigliere considerano il fisco come il principale bene economico comune. Non tollerano comportamenti evasivi o elusivi e li denunciano alla cittadinanza. La fedeltà fiscale del cittadino è il primo requisito  ad essere introdotto in qualsiasi dispositivo del Comune di Bari che preveda selezioni o graduatorie per l’accesso a qualunque servizio, anche quando ciò non è obbligatorio per legge dello Stato. Chi ha pendenze patrimoniali col Comune di Bari non può essere consigliere né amministratore del Comune e delle sue aziende. L’amministratore o il consigliere che hanno subito sanzioni fiscali o sono sotto accertamento, o vengono a trovarsi in tale condizione in corso di mandato, la rendono pubblica e si impegnano a rimettere il mandato se il Consiglio comunale lo ritiene incompatibile con tale condizione.

Art.12 – L’amministratore deve
•    tenere un comportamento tale da stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione, dimostrando la più ampia disponibilità nei rapporti con i cittadini nel favorire l’accesso alle informazioni e favorendo l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti;
•    operare con imparzialità, assumere le decisioni nella massima trasparenza e respingere qualsiasi pressione indebita rendendola pubblica ed eventualmente, ove ne ricorrano le condizioni, avviando azione penale a tutela della pubblica amministrazione. L’amministratore non può determinare, né concorrere a realizzare con la sua attività amministrativa situazioni di privilegio personale o di indebito vantaggio, e non può usufruirne nel caso gli si presentino.
•    deve osservare e praticare un comportamento consono al proprio ruolo sia nell’ambito istituzionale sia nell’espletamento del proprio mandato, assumendo atteggiamenti rispettosi delle idee e delle opinioni di tutti gli amministratori e i rappresentanti politici, pur nella normale conflittualità dialettica, favorendo la più ampia libertà di espressione, evitando toni e linguaggio che sottintendano messaggi di aggressività e di prevaricazione.

Art.13 – Viene costituito il Comitato di Garanzia costituito da un rappresentante di ciascuna forza aderente alla coalizione di centro-sinistra che in caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice assume tutte le iniziative necessarie, dal richiamo formale, alla censura pubblica, fino alla revoca della nomina o del rapporto fiduciario, al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento.

 

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