Lettera aperta al neo-Sindaco, Antonio Decaro

Caro Sindaco,
la lettura dei quotidiani tutti incentrati in questi giorni sul toto-assessori, fa passare in secondo piano la necessità di porre la questione metropolitana al centro dell’attenzione, all’indomani della scomparsa della Provincia.
La costituzione della Città metropolitana di Bari, con la contestuale ridefinizione della sua area, impone la visione di una politica che esca dal chiuso di politiche amministrative che toccano ancora l’esclusivo territorio della città.
L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica ha più volte lamentato nel corso delle ultime consiliature il fatto che non un passo è stato compiuto verso l’iter per la nascita della città metropolitana, secondo il percorso previsto dalla legge. Tale situazione ha determinato una mancata comunicazione nel contesto metropolitano spingendo alcuni Comuni, limitrofi e non a Bari, a dichiarare la loro volontà a non partecipare alla costruzione dell’area metropolitana barese.
La visione monocentrica delle politiche amministrative ha infatti ostacolato un percorso politico che richiedeva il superamento dei confini territoriali tradizionali dove ciascun Comune, Bari compresa, doveva cedere parti della propria sovranità in funzione di una crescita generale dell’area ‘sistema’, pur sempre in un’ottica di solidarietà e sussidiarietà.
La concertazione strategica della città di Bari con i Comuni dell’ex Provincia rappresenta la chiave di svolta per la realizzazione dell’area metropolitana e della città metropolitana di Bari.
L’ARCA richiama pertanto ancora una volta la politica cittadina a ripensare in modo ‘sistemico’ al complesso di quei temi e di quei problemi di fronte ai quali occorrono, comunque, rilevanti interventi di politiche adeguate:
♣    quello ambientale ed urbanistico che, basandosi sugli strumenti del riuso e della riqualificazione, torni a tutelare i diritti ambientali del territorio uscendo dai tradizionali confini cittadini e aprendo il confronto con quei Comuni che faranno parte dell’area metropolitana;
♣    quello della mobilità che deve saper collegare le municipalità in un sistema a rete;
♣    quello della formazione scolastica, dagli asili nido alle Università;
♣    quello del Welfare che deve saper valorizzare le nuove realtà territoriali in politiche di integrazione e di prevenzione, attraverso i principi della solidarietà e sussidiarietà;
♣    quello della creazione, dell’offerta e della fruizione culturale;
♣    quello – ultimo ma non meno importante – del lavoro.

È cioè la visione di un Welfare complessivo di tipo nuovo che dovrà essere in grado di mettere al centro della politica e delle azioni amministrative la qualità della vita delle persone, anche attraverso la difficile realizzazione della democrazia partecipata.

L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica
Bari, 27 giugno 2014

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