Bari, città metropolitana:quali coordinate urbanistiche

Si è svolto il 4 febbraio scorso presso l’Officina   degli Esordi un incontro su “Bari, città metropolitana: quali coordinate urbanistiche” che si inserisce nel programma di lavoro dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica per il 2015 indirizzato a stimolare profonde sollecitazioni e provocazioni per far circolare il dibattito sulla costruenda città metropolitana e della sua area.
Di fronte ad una platea affollata e attenta l’assessora regionale all’Urbanistica Angela Barbanente e quella della città di Bari Carla Tedesco si sono confrontati sulle prospettive dell’urbanistica partecipata e sulle linee guida per il prossimo futuro. Ha coordinato i lavori Carlo Paolini, presidente dell’ARCA.
Dal dibattito  è emersa l’esigenza di una radicale rivisitazione di tutte le politiche amministrative in grado di superare al più presto la tradizionale visione di una città chiusa nella cerchia dei suoi confini tradizionali. È un percorso prioritario se si vuole connotare Bari quale città metropolitana. Ogni realtà territoriale dovrà rimettere in discussione il proprio meccanismo di governo del territorio a favore di una crescita generale dell’area sistema. Attraverso un processo democratico, partecipato e concertato in un’ottica di sussidiarietà bisogna costruire nuove gerarchie, funzioni ed equilibri all’interno della complessa area metropolitana, in cui ciascun soggetto dovrà necessariamente cedere parti della propria sovranità.
In tale prospettiva si è  affrontato il tema dell’urbanistica alla luce delle numerose iniziative legislative della Regione, che spingono sempre più a ragionare in termini sovracomunali.
E l’urbanistica partecipata rappresenta certamente uno dei punti più qualificanti della democrazia partecipata, dove diventa indispensabile e prioritario condividere le scelte attraverso l’informazione e la partecipazione di cittadini e cittadine in uno con le forze sociali, culturali e produttive del territorio.
In tale ottica obiettivo fondamentale nell’urbanistica è la qualità della vita di ciascuno e delle comunità che attraverso un piano metropolitano realizzi un’aggregazione sinergica capace finalmente di tutelare i diritti dell’ambiente e del territorio ponendo fine alle cementificazioni prodotte in tutti questi anni. Non si possono pensare a interventi partecipati e condivisi sul territorio senza l’avanzare di un processo culturale tale da renderlo attraente. Bisogna quindi cambiare i modelli di sviluppo basati sui principi della sostenibilità e responsabilità. Mobilità, infrastrutture , valorizzazione del settore pubblico devono saper affrontare le sfide che l’area metropolitana ci pone di fronte. Bisogna saper conciliare lo sviluppo urbanistico, economico, sociale, culturale delle città con interventi a breve e lungo termine in un contesti unitario dell’area sistema.

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