Dibattito sul nuovo palazzo della giustizia: NO alla proposta del Sindaco

Da quasi 20 anni in città si discute su dove costruire la nuova sede del Palazzo di Giustizia, necessario per far fronte alle necessità legate all’amministrazione giudiziaria barese. L’ARCA, dopo la proposta ignorata “dell’arcipelago” di sedi da trasferire all’interno dei palazzi pubblici abbandonati siti nel quartiere Libertà (manifattura, ex nautico, ecc.), assieme al comitato dei Residenti di via Manzoni e dintorni, si interroga nuovamente sul tema.

Iniziamo la nostra analisi con alcuni dati tratti dal sito del Ministero della Giustizia: “Il Distretto di Bari si estende sulle Province di Bari con 41 Comuni, di Foggia con 61 Comuni e di Barletta-Andria-Trani con 10 Comuni. Il territorio di competenza degli Uffici Giudiziari del Distretto di Bari ha una estensione di 12.329 Km2 ed una popolazione di 2.324.624 abitanti.

Bari è sede distrettuale della Corte di Appello dal 1° ottobre 1923.

A Bari hanno sede anche gli altri Uffici distrettuali: la Procura Generale della Repubblica, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale e la Procura della Repubblica per i Minori. Il Distretto è ripartito in 3 aree. I Tribunali e le rispettive Procure della Repubblica che hanno giurisdizione su questi 3 Circondari sono quelli di: Bari, Foggia e Trani.”

La recente e definitiva sentenza della Corte di Cassazione, che rigetta il progetto della cosiddetta Cittadella della Giustizia dell’impresa Pizzarotti, riapre quindi il dibattito politico sulla localizzazione del nuovo Palagiustizia.

È opportuno ricordare in sintesi che tutta la lunga vicenda giudiziaria si è dimostrata soltanto una inutile e purtroppo costosa perdita di tempo per la nostra città, dal momento che nel bollettino ufficiale della Regione Puglia ‐ il n. 92 del 14.08.2003 ‐ che riguarda l’”Avviso di gara lavori costruzione sede unica degli Uffici Giudiziari di Bari“, al terzultimo comma era già chiaramente riportata la seguente dicitura: “Questa procedura non impegna in alcun modo l’Amministrazione Comunale” – firmato Simeone Di Cagno Abbrescia (sindaco pro-tempore).

A distanza di tanti anni (persi!), l’ ARCA – Centro di iniziativa democratica, riaprendo il dibattito politico, ripropone e sottolinea quella che fu la sua posizione, sin dalle prime mosse del progetto “Cittadella della Giustizia”: non si può e non si deve depauperare ulteriormente il quartiere Libertà, già di per sé in grande affanno, di una funzione pubblica – qual è quella della Giustizia – così importante anche dal punto di vista simbolico e che produce tra l’altro lavoro indotto per intere famiglie. Sul quartiere Libertà, infatti, nel corso dei decenni è nata una importantissima economia basata sulla presenza dei palazzi di Giustizia, dalle piccole attività commerciali (bar, copisterie, servizi vari), fino agli investimenti di decine di professionisti che hanno deciso di allestire in questa zona i propri studi, vista la vicinanza con gli stessi palazzi di Giustizia. Ora, la promessa fatta dall’amministrazione di compensare lo spostamento dell’attività giudiziaria trasferendo gli uffici comunali attualmente sparsi fra molte sedi nel palazzo di piazza De Nicola ci fa assolutamente piacere, ridurrebbe in primis il costo dei fitti che ogni anno il Comune di Bari sostiene per garantire gli spazi necessari allo svolgimento delle proprie attività amministrative, ma d’altra parte riteniamo del tutto insufficiente il solo ricollocamento di questi uffici. Inoltre la proposta rimane ancora molto fumosa e incerta in quanto la “realizzazione della nuova sede degli uffici comunali” fa già parte dell’accordo programmatico con ferrotramviaria (accordo che a nostro parere andrebbe profondamente rivisto). Come detto in apertura, alcuni uffici del tribunale di Bari hanno competenza su un bacino di più di due milioni di abitanti, richiamano in zona molta più gente, molta più economia e il loro spostamento in un’altra zona della città rappresenterebbe un colpo notevole all’economia del quartiere e alla sua stessa funzione sociale all’interno della città metropolitana. Se si è deciso, come l’amministrazione Decaro in questi mesi sta sottolineando, di investire sul quartiere Libertà e di combattere quindi l’isolamento socio/economico in cui versa il quartiere, i nuovi investimenti sulla manifattura (Portafuturo, CNR, ecc) si devono AFFIANCARE a ciò che già esiste NON SOSTITUIRE, altrimenti non capiamo come si possa veramente pensare di rilanciare per intero il quartiere che ricordiamo conta ben 43.021 abitanti e quasi 90 ettari di estensione.

Analizzando nello specifico la proposta del Sindaco Decaro di realizzare il nuovo palazzo di Giustizia nell’area attualmente occupata dalle ex caserme “Milano-Capozzi” (non più utilizzate) in via Alberotanza, ci troviamo in profondo disaccordo per una serie di motivazioni. Premettiamo che la proposta del Comune sulle caserme “Milano-Capozzi” ha incassato per ora solo il via libera della commissione di manutenzione della Corte d’Appello.

Andando in ordine, esponiamo di seguito le nostre osservazioni:

  • in primis (come già detto) l’amministrazione della giustizia è geograficamente incentrata sul quartiere Libertà e molti professionisti hanno qui gli studi;
  • nel corso degli anni è nata una economia locale basata sulla presenza di questi uffici che rischierebbe di fallire con una completa delocalizzazione degli uffici;
  • un tema importantissimo, visto il flusso di utenza che richiama un palazzo giudiziario (ricordiamoci che la competenza dei nostri giudici si rivolge a un pubblico di circa 2 milione di cittadini), è la viabilità. La zona di parco 2 Giugno, via Fanelli e quindi delle caserme “Milano-Capozzi”, già stracolma di traffico (si attende con ansia il raddoppio di via Amendola) non è servita da nessun tipo di trasporto pubblico (se non qualche autobus dell’Amtab). La metropolitana più vicina sarà in futuro quella gestita da FSE che fermerà all’Executive (circa 1,5 km di distanza a piedi)(allegato A). E non basterà, a nostro parere, la ventilata realizzazione in un futuro incerto della terza mediana bis (allegato B), che si pone come un sistema “vecchio” di mobilità incentrato sull’utilizzo dell’auto privata.

L’area di corso della Carboneria, invece, è già da oggi servita dal nuovissimo ponte dell’asse Nord-Sud che collega direttamente con la tangenziale (e in futuro, se dovessero essere realizzati i primi stralci della terza mediana bis, anche con l’autostrada A14) ma, principalmente, dista meno di 450 m a piedi dalla fermata della metro, gestita dalla Ferrotramviaria, “Francesco Crispi” (fermata vicino al cimitero).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci teniamo a ricordare che su questa linea insistono fra le altre la fermata aeroporto e stazione centrale, a differenza della linea della metropolitana FSE che non ha collegamenti diretti con l’aeroporto. Sulla stessa linea Ferrotramviaria l’amministrazione Decaro non più di qualche mese fa ha annunciato la realizzazione di un grande parcheggio di scambio di 1000 (MILLE!) posti auto, con tanto di stazione per i bus extraurbani, il tutto da realizzarsi a Fesca (stazione metro “Fesca – San Girolamo”). Per concludere, vicinissimo alla zona di corso della Carboneria sorge pure il park and ride di corso Vittorio Veneto. (allegato C)

Da notare, in corrispondenza della fermata “Francesco Crispi”, l’indicazione grafica dei palazzi di Giustizia

  • Il vecchio piano Quaroni, che fino all’approvazione del nuovo PUG continua ad essere valido, individuava nell’area di corso della Carboneria una zona per i servizi alla residenza (e quindi area idonee ad ospitare la funzione di amministrazione della giustizia), mentre nell’area delle caserme “Milano-Capozzi” è previsto VERDE PUBBLICO: VERDE DI QUARTIERE (allegato D). Su corso della Carboneria, inoltre, si riempirebbe un “vuoto” della città, una zona di campagne e fabbricati al limite della decenza che potrebbe essere quindi riqualificata e con l’ultimazione del ponte dell’asse nord-sud, il giardino del parco dell’ex-gassomentro e il restayling di corso Mazzini (con la creazione dei boulevard): potrebbe diventare una zona bellissima e modernissima del quartiere e dell’intera città. A tal proposito, proponiamo di valutare l’ipotesi di creare quindi un nuovo parco pubblico sulle aree delle caserme “Milano-Capozzi”, aprendo la possibilità tramite un accordo di programma di variare la destinazione di una piccola parte dell’area vastissima, trasformandola in edificabile e trovare così i finanziamenti per creare il parco;
  • Su corso della Carboneria esiste già un progetto (allegato E) del 1997 pagato profumatamente dal Comune di Bari (costato circa 7 miliardi di £) e realizzato da un team di progettisti (ing. Alfredo De Marco, arch. Beniamino Cirillo, ing. Elio Cafaro, arch. Paolo Pastore, arch. Domenico Massimeo, ing. Giovanni Mola, ing. Franz Tamma)(vedi pure, Giunta municipale di Bari, delibera n. 3968 del 14 agosto 1988) per una nuova struttura in grado di ospitare il nuovo Palazzo di Giustizia in Via della Carboneria, le nuove Sedi della Pretura Penale, Procura e Tribunale, Procura generale, Tribunale di Sorveglianza, Giudici di Pace, e l’Aula Bunker. Il progetto, commissionato dal Comune di Bari, consisteva in un Incarico di Progettazione Integrata (architettonica, strutturale e Impiantistica) preliminare, definitiva ed esecutiva, per il quale il Comune di Bari ha inserito in bilancio 51 milioni di euro (25 milioni nel 2002 e 26 nel 2003);

Sono numerose le esperienze europee già realizzate che hanno ampliato la sede del Tribunale nel territorio circostante così come fu allora proposto da una serie qualificata di associazioni, fra cui l’ARCA, con il progetto denominato non a caso “Arcipelago della Giustizia”: un progetto che rappresentava, fra l’altro, la visione e la possibilità concreta di un vero e proprio Piano di riqualificazione dell’intero quartiere Libertà, inserito in nuna più ampia visione della citt. In ogni caso ci pare del tutto irrazionale la proposta del Sindaco Decaro, proposta che non solo non tiene conto di tutta una serie di situazioni di cui sopra ma ignora apparentemente senza senso grandissime opportunità per la città intera.

Proponiamo pertanto di riprendere questa idea di progetto, aggiornarlo, espandendolo e rivedendolo ma principalmente ribadiamo l’assoluta necessità di costruire la nuova sede della giustizia all’interno dei confini del quartiere Libertà.

Nella consapevolezza che l’onere di provvedere all’edilizia giudiziaria ricade sullo Stato e non più sull’Amministrazione comunale – grazie soprattutto all’iniziativa legislativa del Sindaco Decaro, quando ricopriva la carica di parlamentare – l’ARCA invita quindi l’Amministrazione ad attivare un nuovo percorso di urbanistica partecipata, in modo da giungere al più presto (poiché abbiamo già perso tempo prezioso) a soluzioni ampiamente condivise, che non impoveriscano maggiormente il quartiere Libertà, una “città nella città”.
Ed è in tale ottica che L’ARCA rivolge un appello ai rappresentanti del primo Municipio a rompere il silenzio in cui sembrano essersi rinchiusi, invitando la Consulta comunale dell’Ambiente, sicuramente sensibile a queste istanze, a porre all’O.d.g. questa importante tematica per Bari, città e area metropolitana.

Bari, 25/10/2016

ALLEGATO A: Comparazione distanze dalla metropolitana fra i due siti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Corso della Carboneria: la distanza da percorrere a piedi rispetto alla più vicina fermata della metropolitana è di circa 450 m

2) Caserme “Milano-Capozzi”: la distanza da percorrere a piedi rispetto alla più vicina fermata della metropolitana è di circa 1 Km

ALLEGATO B: Presentazione alla stampa del terzo asse mediano bis. Notare, in basso a destra, come l’amministrazione abbia già sottolineato la presenza del “polo edilizia giudiziaria”:

ALLEGATO C: Visione complessiva della città, con particolare evidenza dei luoghi in esame:

Verde chiaro: Autostrada A14 Blu: Tangenziale di Bari
Verde scuro: Terza mediana bis (progetto) Nero: Linea FSE
Bianco: Asse Nord-Sud Arancione/Rosso: Linea Ferrotramvia
Celeste: Parcheggio di scambio e stazione autobus extraurbani Viola: Zona di corso della Carboneria
Giallo: Zona caserme “Milano-Capozzi”

ALLEGATO D: Visioni comparate fra il piano Quaroni e i luoghi in esame:

a) Area di corso della Carboneria/via Naziatarhat: servizi per la residenza

b)Area delle caserme “Milano-Capozzi”: VERDE PUBBLICO/VERDE DI QUARTIERE


ALLEGATO E: Alcuni elaborati del progetto del palazzo di Giustizia su corso della Carboneria del 1997:

 

« Torna indietro