UN GELIDO INVERNO BARESE


Di seguito l’intervento del nostro socio Leonardo Scorza sulla “mobilità politica” dei nostri personaggi che ci governano.
Inviate le vostre osservazioni. L’ARCA intende aprire un serio dibattito politico su quanto sta accadendo.

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Che la memoria del pesciolino rosso rappresenti in modo impeccabile quella dell’elettore italiano è un dato Non si comprende invece, o forse si comprendono bene le motivazioni, che tale fenomeno abbia coinvolto personaggi pubblici che sono stati parte attiva di un tempo non molto lontano. Sta facendo molto discutere il recente incontro tra due ex Sindaci di Bari, Dicagno Abbrescia ed Emiliano, tenuto nel foyer del teatro Petruzzelli, “uniti” da un unico interesse per il territorio metropolitano.

Che Emiliano sin dal 2006 fosse molto sensibile ad accogliere ceto elettorale dal centro destra ( a partire ad es. dal Cons. Ferrara), proseguito via via sino ai nostri giorni (e compensate poi con nomine di tipo gestionale nelle partecipate di Comune, Area Metropolitana e Regione), purtroppo senza che i partiti che lo avevano eletto, abbiano mai eccepito sul metodo, rappresenta un altro dato fattuale sotto gli occhi di tutti.

Quello che non si comprende è che far parte del refrain “..chi avuto ha avuto chi ha dato ha dato scurdammoci u passato”, ci siano personaggi che hanno svolto per un decennio una forte opposizione in Consiglio Comunale a Di Cagno Abbrescia.

Sono state evocate le opere ed i meriti dell’amministrazione Di Cagno, come ad esempio,

  • Il Piano Urban della centro storico;
  • La creazione della spiaggia di pane e pomodoro;
  • La spiaggia di Torre Quetta,

dimenticando che l’amministrazione di allora attuò mirabilmente tutte le fasi attuative del Piano Urban ( ottenuto però dai Sindaci suoi predecessori), dall’indizione delle Gare d’appalto alla esecuzione dei lavori. Azione che ebbe il merito di trasformare la vivibilità del borgo antico, sino ad allora controllata dalla grande e piccola criminalità, indirizzando la Citta vecchia verso lo sviluppo di sole attività culinarie a scapito di quelle artigianali in passato numerose.

Anche la Spiaggia di Pane e Pomodoro ha contribuito ad avviare il recupero del rapporto tra la citta ed il mare, ma fu la soluzione trovata per creare una degna zona protocollare per le premiazioni delle gare di canottaggio dei Giochi del Mediterraneo 1997 ( voluti ed ottenuti anch’essi da Sindaci predecessori).

Di Torre Quetta ricordiamo che ci vollero 5 milioni di euro per restituirla alla fruibilita collettiva.

Così i personaggi, non avranno dimenticato :

  • il Progetto POMA,
  • la Lottizzazione nell’area della fabbrica della morte ex Fibronit (oggi in via di trasformazione) con annesso sottopasso di collegamento di S. Pasquale a Japigia,
  • i ricorsi contro il Bilancio del Comune per l’assegnazione alle allora Circoscrizioni, dei fondi dovuti perché previsti nei regolamenti Comunali volte al recupero delle periferie. Quelle stesse Periferie che furono un elemento coagulante della Convenzione Cittadina tra Partiti, Comitati ed Associazioni che con un patrimonio di idee e valori ( oggi ormai dilapidati), contribuirono a far eleggere nel 2004 Emiliano Sindaco, dando l’avvio della Primavera Pugliese trasformatosi  oggi in GELIDO INVERNO.
  • Ed infine, ma non ultima, l’elezione Diretta dei Presidenti di Circoscrizione imposta dal Prefetto per sanare la dicotomia tra Statuto Comunale e Regolamento sul Decentramento che la maggioranza di Di Cagno non volle? Possibile che tutto questo si sia dissolto? A chi, come lo scrivente, protagonista attivo della Politica Barese, di fronte a tale dissolvenza ed acquiescenza apparentemente “disinteressata”, per il 2018 non resta che sperare almeno in un recupero della onestà intellettuale individuale e collettiva che riporti un po’ di tepore politico.

Leonardo Scorza

Presidente Comitato di Carrassi e S. Pasquale

 

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