di EDGARDO GRILLO*
Se si cerca la verità è sempre più difficile trovarla sui giornali, che sin dai tempi di Balzac venivano definiti, dallo stesso romanziere francese, "i bordelli del pensiero".
Ho letto qualche tempo fa l'incredibile titolo di un altrettanto incredibile articolo scritto, tra l'altro, non da un qualsiasi giornalista ma da un alto papavero di Confagricoltura, probabilmente un cacciatore di farfalle più che un uomo dei campi. Il titolo era "il futuro dei giovani è nell'agricoltura": una bomba a orologeria al servizio della disinformazione.
E' quanto meno inverosimile - nei tempi di una crisi occupazionale che investe ogni settore economico, anche il più fiorente, e mortifica le speranze di lavoro di milioni di giovani - indicare orizzonti rosei di sviluppo e di lavoro nel settore più agonizzante degli altri, più mortificato e negletto di tutti, l'agricoltura appunto.
L'agricoltura, che da imprenditore agricolo ho sempre considerato la figlia di secondo o terzo letto dell'economia italiana, è letteralmente in coma ed è poco onesto che qualcuno ancora finga di non accorgersene. E non mi si rappresentino - come ho letto anche ma non solo nel citato articolo - le suggestive ed idilliache scenografie della vita all'aria aperta lontano dallo smog metropolitano e dal traffico, del contatto sentimentale con le albe, i tramonti e i ...